La Margherita contro il presidente della Provincia Pino De Dominicis

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una lettera piena di contestazioni e critiche quella che i componenti della Margherita hanno spedito al "loro" uomo, Pino De Dominicis, presidente della Provincia di Pescara. Una lettera talmente accusatoria che i firmatari hanno dovuto specificare più volte il loro «estremo imbarazzo» e assicurare di non avere alcuna ambizione a ricoprire ruoli nell'esecutivo.
«Caro presidente», scrivono Giuseppe Castagnola Melchiorre, Giorgio D'Ambrosio, Renzo Gallerati, Alessandro Di Bartolomeo, Piernicola Teodoro, «consentici di esternarti il nostro più vivo disappunto».
La prima divergenza di opinione tra i componenti della Margherita e il presidente De Dominicis è «sul modo» in cui si sta per discutere «il più significativo documento di programmazione economica e finanziaria» che tra pochi giorni saranno al vaglio degli organi collegiali competenti.
«Ci si prospetta», scrivono, «un bilancio confezionato da poche e troppe esperte mani, con la totale distrazione del competente assessore De Vico».
«Non ci convince più», scrivono ancora, «le opzioni deliberative nel settore delle opere pubbliche. Ci preoccupa lo stato della viabilità provinciale, in alcune località adeguatamente curata ed in altre abbandonata senza previsione».
Critiche vengono mosse anche sulla gestione della polizia provinciale per «insufficienze organiche e incongruenza di certi investimenti».
Poi c'è un altro punto, solitamente bersaglio preferito della minoranza del consiglio provinciale, che adesso diventa anche una nota dolente per gli esponenti della Margherita: la questione dei fitti degli istituti scolastici e amministrativi: «molto consistenti e senza segnali di contenimento».
Troppo elevata anche la spesa per i «troppi contenziosi» («poche volte favorevole all'ente»).
Si passa poi in rassegna la condizione dei lavoratori: «Ci confrontiamo», assicurano D'Ambrosio & Co. «con personale in numerosissimi casi frustrato, con scarsa motivazione» e si punta il dito contro «le tanto pubblicizzate stabilizzazioni».
Si tocca anche l'argomento sempre più gettonato: quello della riduzione dei costi che dovrebbe riguardare anche «quanti sono stati chiamati dalla politica per curricula e militanza a svolgere ruoli apicali e dirigenziali».
I margheritini chiedono poi di essere informati (a detta loro non sarebbe mai accaduto dal 2004 a oggi) dagli assessori di maggioranza di ciò che accade.
«Non considerare questa nostra comunicazione», chiudono, «una semplice richiesta di "crisi". Vi è qualcosa di più di un normale malessere, la cui cura affidiamo alla tua quasi ventennale esperienza in questo ente».

23/11/2007 11.43