Del Turco:«Non lasciatemi solo contro la politica delle mance e corruzione»

Alessandro Biancardi

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Del Turco:«Non lasciatemi solo contro la politica delle mance e corruzione»
ABRUZZO. Questione morale, acqua e sanità sono stati i temi affrontati dal presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, intervenuto alla prima convention delle imprese, promosso da Confindustria Abruzzo, in corso di svolgimento a Montesilvano. CASTIGLIONE:«DEL TURCO SE E’ A CONOSCENZA DI REATI LI DENUNCI»
Il Presidente, che ha puntualizzato di non trovarsi in una condizione di «campagna elettorale, non mi ricandiderò tra due anni», ha chiamato ad un patto di «mutua assistenza e previdenza» le imprese e i sindacati.
«Non dovete lasciare il Presidente solo a lottare contro coloro che non vogliono il cambiamento».
Del Turco ha portato gli esempi dell'acqua e della sanità per censurare la «politica delle mance e della corruzione».
«Pensate - ha ripreso Del Turco - la regione che ha la migliore e la più alta quantità di acqua ha conosciuto una emergenza idrica perchè abbiamo un sistema di gestione che presenta problemi di vario ordine e di varia natura. Ha perfino prodotto un potente partito».
Per il Presidente andrebbero contestualizzate in questo clima le «aspre critiche alla legge di riforma».
Del Turco, che ha dichiarato di «meravigliarsi perchè la parola corruzione sia scomparsa dal linguaggio in questa regione», ha osservato più di un parallelismo con un «contesto che ha spazzato via interi partiti. Appalto ergo sum non è il mio motto. Ho visto partiti morire di appalti», ha detto.
Il Presidente ha quindi dichiarato di «confidare nella capacità delle imprese di capire il valore di una scelta politica che vuole combattere la politica delle mance e la corruzione».
Anche lo «scandaloso debito sanitario» è stato ricordato da Del Turco come esempio di «cattiva amministrazione».
«Gli abruzzesi - ha insistito - lo hanno capito un mese e mezzo fa, quando abbiamo evitato il commissariamento, grazie alla nostra politica di rigore. Se viene sconfitto questo cambiamento invece che il partito dell'acqua - ha ammonito il Presidente - è una perdita per tutti».
Del Turco, avviando il suo intervento, ha dato il benvenuto al vicepresidente di Confindustria nazionale, Emma Marcegaglia.
«Mi iscrivo nell'elenco degli amici che ha in Abruzzo e che la sostengono. Io credo al carico di energia delle donne di Confindustria».

Per l'assessore Valentina Bianchi, l'organismo politico ed amministrativo deve «concentrarsi solo su alcuni settori veramente efficaci come la formazione, l'innovazione e le infrastrutture. Noi - ha aggiunto - non possiamo incidere né sul costo del denaro né certamente sull'energia ma possiamo contribuire a dare certezza programmatoria e normativa».
In questo senso l'Assessore ha richiamato tutti gli interlocutori ad una maggiore collaborazione: «E' necessario cambiare atteggiamento - ha stigmatizzato - anche per rendere più efficace l'intervento dell'Ente pubblico. Quando ci si accusa di non dialogare - ha polemizzato l'Assessore - mi sembra di guardare un film di Almodovar, un ambiente da crisi di nervi. Partecipo a riunioni, conferenze e poi, al di fuori, ci si accusa di non dialogare. Noi invece ci siamo».
Nel corso del dibattito, il professor Pino Mauro ha evidenziato che, pur in un percorso di crescita complessiva dell'economia regionale, comunque dentro un quadro nazionale, c'è bisogno di «una maggiore tensione ideale sui problemi dello sviluppo e della crescita».
Per Mauro c'è una preponderanza di un «capitalismo relazionale, che deresponsabilizza, a fronte di un capitalismo del territorio».

23/11/2007 9.57

CASTIGLIONE:«DEL TURCO SE E' A CONOSCENZA DI REATI LI DENUNCI»

L'impressione poteva essere quella che il presidente parlasse di fatti a lui noti o di meccanismi che invece l'opinione pubblica sconosce.
Parole pronunciate di getto oppure Del Turco si riferiva a qualcosa in particolare?
«Se Del Turco è a conoscenza di episodi di corruzione o di appalti truccati vada dal magistrato e li denunci senza esitazione, altrimenti taccia e si faccia un esame di coscienza. Non è gettando fango indistintamente sulla classe politica regionale, di cui lui è - anche se fa finta di dimenticarlo - la massima espressione istituzionale, che si rende un servizio alla nostra regione. Sul fango non si costruisce, nel fango si affonda».
Così risponde il consigliere di An, Alfredo Castiglione, che aggiunge «Del Turco aveva ed ha gli strumenti necessari per cambiare in meglio la politica abruzzese, non è un politico di opposizione. Alla politica dei proclami e agli show grilleschi faccia seguire i fatti, è un presidente di Regione, non un comico, se lo ricordi. Aveva annunciato un'iniziativa rivoluzionaria per tagliare i costi della politica. Dopo l'eliminazione di qualche piccola sottocommissione si è fermato - l'elefante ha partorito il topolino - da allora non si hanno notizie di altri tagli significativi, anzi: la sua giunta continua a spendere e spandere contributi a pioggia sul suo collegio elettorale e su quelli dei suoi assessori».
Sulla sanità, invece, sempre secondo Castiglione avrebbe raddoppiato il debito trascinando in Abruzzo manager marchigiani legati alla sua parrocchia politica.
«Del Turco cerca di cavalcare l'antipolitica ma in Abruzzo lui è la politica e se non è in grado di fare nulla ed è sotto lo schiaffo di una maggioranza pasticciona e litigiosa non può prendersela con altri che con se stesso. Solo ora si è accorto che c'è un "potente partito dell'acqua" che tiene sotto scacco l'Abruzzo?», si domanda Castiglione, «Noi lo diciamo da due anni e mezzo ma evidentemente lui era troppo distratto da questioni più importanti, appagare il proprio narcisismo, una patologia che implode ogni volta che gli viene offerta una vetrina. Ieri è stata la volta della Convention delle imprese, domani chissà dove andrà ad attaccare la politica, ovvero se stesso».

23/11/2007 13.45

DEL TURCO VICINO ALLE DIMISSIONI?

«I toni preoccupati e, soprattutto, quella sua ammissione di “solitudine”», scrive Massimo Desiati su Destrattiva, «rendono evidente, oramai, quanto gli sia distante quella maggioranza che, invece, dovrebbe sostenerlo nell'amministrare la Regione. E' una situazione che parte da lontano, dal momento dell'insediamento ma che trova i suoi elementi forti nei passaggi riferibili alla nascita del Partito Democratico, all'elezione di D'Alfonso a Segretario regionale, al distacco politico, più volte denunciato, tra la Giunta e la maggioranza consiliare».
«Ha ragione Del Turco ed è legittimo il suo sfogo», aggiunge Desiati,«ma gli Abruzzesi dovranno ancora attendere qualcosa in più dei due anni, poiché il mandato elettorale è stato consumato soltanto per metà. Un'altra soluzione potrebbe esservi, dovrebbe però passare per le sue dimissioni. Sarebbe questa la logica conseguenza delle sue dichiarazioni e del suo stato d'animo ma il sistema della politica partitocratrica non contempla che il Presidente possa “evadere” dalla sua prigionia. Ed allora, può soltanto chiedere solidarietà alla cosiddetta società civile, fosse anche in occasione della convention degli industriali. Da parte nostra, gliela esprimiamo volentieri ed anche sinceramente».

24/11/2007 9.29