Idv contro i dipendenti pensionati consulenti della Regione

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1212

ABRUZZO. Prima se ne vanno in pensione perché così possono giovare di una lauta buona uscita e poi vengono richiamati dalla Regione come tutor, leggasi consulenti esterni.

Certo che in questo caso è la logica e la razionalità a fare a cazzotti.
Se il governo prescrive regole e metodologie per incentivare all'esodo lo fa anche per razionalizare le spese del personale e favorire “le nuove leve”.
Che cosa passa poi per la testa a quei dipendenti che prima si lasciano convincere a godersi la pensione ed il premio e poi invece si lasciano convincere a tornare al lavoro non avendo fatto nemmeno in tepo ad intascare l'incentivo?
Ma la cosa che desta maggiori perplessità e che ha fatto infuriare l'Italia dei Valori è l'enorme spesa pubblica che a conti fatti raddoppia.
Allora a chi giova? E perché?
Eppure non sono nemmeno passati 20 giorni dall'ultima polemica inerente proprio i premi d'oro ai dirigenti regionali, tanto contestati dalle associazioni dei consumatori e che probabilmente genererà anche alcuni ricorsi giudiziari.
In quella occasione oltre l'importo complessivo (5milioni di euro in gratificazioni) a far saltare sulla sedia era stata la motivazione: «conseguimento di obiettivi e professionalità».
Grande produttività dunque dei nostri dipendenti pubblici. Eppure a tutt'oggi non sono chiari i meccanismi che hanno generato i premi e i criteri applicati.
Sull'argomento c'è una forte reticenza di tutti, compresi i sidacati.
E così ora i super pensionati avranno anche le super consulenze, sempre gentilmente pagate dai contribuenti.
«L'emendamento approvato dalla maggioranza», ha spiegato Alfonso Mascitelli (Idv), «riguardante il reinserimento in servizio come tutor dei dipendenti che hanno usufruito dell'esodo incentivante ha confermato le perplessità generali del gruppo dell'Italia dei Valori sulla Legge di variazione di bilancio che e' non e' poi passata al voto finale, anche a causa della nostra astensione». L'emendamento, presentato direttamente in aula da alcuni consiglieri di maggioranza, prevedeva la modifica della legge 7/2007 "sulla rottamazione dei dipendenti" che impediva ai dipendenti interessati agli incentivi al prepensionamento - tra i quali quindici mensilità aggiunte alla liquidazione- di instaurare nuovi rapporti professionali con l'Amministrazione regionale.
«Questo emendamento- ha spiegato Mascitelli- andava apertamente contro quel principio di economicità e di possibile riduzione delle spese che la Legge sulla rottamazione. Per questo noi siamo contrari».
21/11/2007 14.48