Studenti alla Regione: «giù le mani dalle tre Aziende universitarie»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Regione Abruzzo attraverso delle linee guida approvate dalla Giunta è intenzionata a procedere al riordino degli Enti strumentali. E sorge l’incognita studentesca.
Tra gli enti da riordinare, infatti, ci sono anche le Aziende per il diritto agli studi universitari – Adsu- che sono tre, una in ogni città universitaria, e che oltre che
erogare le borse di studio come previsto dalla legge nazionale 390/91 e regionale n. 91/94 erogano servizi quali mense, alloggi, sale studio, computer.
Le tre Aziende sono rette da un Cda, in cui è prevista anche la rappresentanza studentesca eletta dagli studenti che quindi hanno un importante funzione di controllo e partecipazione.
«Le città universitarie (L'Aquila, Teramo, Chieti-Pescara) sono profondamente diverse tra loro», spiega Tino Colacillo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, «ed un unico ente regionale non riuscirebbe a rapportarsi con le esigenze specifiche delle singole città e degli studenti».
Nei fatti, secondo gli studenti, non si farebbe altro che allontanare la gestione del diritto allo studio dal territorio. «Inoltre la presenza degli studenti all'interno del Cda è fondamentale per incidere su un tema di fondamentale importanza qual è lo diritto allo studio».
Per questo il consiglio nazionale degli Universitari chiede di stralciare dalle linee guida di
riordino le Adsu, «lasciando tre enti territoriali, e siamo disponibili a ragionare su come migliorale nel loro rapporto con il territorio».
15/11/2007 13.32