Commercio, un passo indietro a metà

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Piccolo grande passo (indietro), ieri, nel corso del Consiglio regionale sulle scottanti decisioni che hanno investito il settore del Commercio. C’è stata la revoca del provvedimento sull’apertura di nuovi centri commerciali ma è rimasto quello sulla liberalizzazione degli orari. Confcommercio e Confesercenti soddisfatti a metà. Rifondazione assicura: «presto si discuterà anche degli orari»


L'AQUILA. Piccolo grande passo (indietro), ieri, nel corso del Consiglio regionale sulle scottanti decisioni che hanno investito il settore del Commercio. C'è stata la revoca del provvedimento sull'apertura di nuovi centri commerciali ma è rimasto quello sulla liberalizzazione degli orari. Confcommercio e Confesercenti soddisfatti a metà. Rifondazione assicura: «presto si discuterà anche degli orari»Il Consiglio regionale ha approvato, all'unanimità, le nuove modifiche alla normativa sul commercio. L'approvazione della legge è stata votata anche dall'opposizione.
C'è stata così l'abrogazione degli art. 2 e 3 della legge n. 36 del 25 ottobre e dell'art. 79 (della cosiddetta legge Omnibus) che consentivano l'apertura di centri monomarca e che autorizzavano i Comuni che avevano approvato i Prusst o gli accordi di programma di rilasciare nuove autorizzazioni.


Le decisioni adottate ieri, per la Confcommercio e la Confesercenti sono solo «un piccolo rimedio ad un errore gravissimo» che lascia comunque «in piedi una mezza fregatura».
L'associazione di categoria, a fine seduta ha quindi espresso una «tiepidissima soddisfazione» perché se è vero che è stata cancellata la norma che prevede l'apertura di nuovi centri commerciali, è anche vero che sulla deregulation degli orari d'apertura non si è discusso.
La decisione del Consiglio è stata preceduta dai lavori della IV Commissione Commercio dove era presente, guidata dal presidente Ezio Ardizzi, anche la foltissima delegazione di dirigenti delle quattro Confcommercio abruzzesi, che ha fatto sentire la propria vibrante protesta contro le disposizioni in esame.
Così la battaglia di Abruzzo Confcommercio e Abruzzo Conesercenti non può definirsi conclusa e le due associazioni, oggi, chiedono ancora «un totale azzeramento della situazione, con la conseguente abrogazione anche della liberalizzazione alle aperture domenicali, dal momento che queste disposizioni continuano a decretare, come recita la campagna lanciata dall'associazione, la morte del commercio».
«Speriamo che sia l'ultima volta che il mondo del commercio venga costretto alla mobilitazione contro questo tipo di sveltine a favore della grande distribuzione», hanno commentato Beniamino Orfanelli e Enzo Giammarino della Confesercenti. «La forte mobilitazione delle imprese commerciali abruzzesi, culminate nella giornata di protesta dell'8 novembre promossa da Confesercenti in tutto Abruzzo, ha dimostrato la sua efficacia».
«La soddisfazione di oggi» dicono i due massimi dirigenti dell'organizzazione produttiva «non ci impedisce tuttavia di manifestare rammarico e contrarietà per il mancato superamento della deregulation sugli orari commerciali. È stata un'occasione persa. Per questo il nostro impegno continuerà nella direzione di una legge di settore che dovrà essere approvata in tempi rapidi e che dovrà rappresentare un elevato punto d'intesa fra le esigenze delle imprese commerciali, dei lavoratori e dei consumatori».

GELMINI (RC): «SIAMO SODDISFATTI, MAGGIORANZA COMPATTA»

«Siamo soddisfatti per l'assunzione di responsabilità da parte di tutta la maggioranza che oggi ci ha visto uniti nell'affrontare nel miglior modo possibile la questione», ha commentato il segretario regionale di Rifondazione Marco Gelmini.
«Consapevolmente abbiamo ritenuto che norme sulle modalità di apertura di nuovi esercizi commerciali di grande distribuzione, così come di monomarche, siano da approfondire in sede di nuova legge sul commercio.
Per questo oggi, come avevamo già sostenuto, si arriva unanimemente all'abrogazione delle norme sull'apertura delle monomarche sul nostro territorio e sull'istituto dell'accordo di programma come modalità per concertare nuove aperture di grande distribuzione, rinviando la discussione su tali questioni alla nuova legge»

DI STEFANO (AN): «IL COLPO DI MANO DEL CENTROSINISTRA NON HA FUNZIONATO»


«Un dietrofront repentino del centro-sinistra, impegnato a rifarsi una verginità da tempo smarrita» è il commento del consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano all'approvazione della legge che abroga le disposizioni in favore della grande distribuzione.
«Una classe politica all'altezza deve essere in grado di interpretare i bisogni dei cittadini, dei lavoratori, del mondo produttivo e, magari, anche prevederli – sostiene Di Stefano – e non stare sempre a rincorrere gli eventi quando essi si manifestano nella loro reale portata, come fa da due anni e mezzo la maggioranza».
«Questa volta il colpo di mano non è riuscito perché ci si è imbattuti in una categoria combattiva e pronta alla mobilitazione – prosegue l'esponente di An – ma non è così che funziona: la società abruzzese deve potersi fidare dei propri governanti ed aspettarsi da essi risposte ai bisogni collettivi e non a quelli particolari di qualcuno».
Di Stefano, quindi, conclude invitando a riflettere sul fatto che «è necessario che la partecipazione torni a pieno titolo tra i principi effettivi della Regione Abruzzo e non rimanga solo una frase scritta sullo Statuto, perché l'armonia sociale si ottiene solo se si consente ai portatori di legittimi interessi di poter condividere con gli organi legislativi le fasi del processo normativo».
14/11/2007 9.02