Gli amici di Beppe Grillo si scannano e aspirano ad entrare in Comune

Alessandro Biancardi

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Gli amici di Beppe Grillo si scannano e aspirano ad entrare in Comune
PESCARA. Il web che si ribella ad una "creatura" creata dal web. Un esempio di politica innovativa, partecipata e trasparente che rischia di naufragare miseramente e trascinarsi dietro morti e feriti. MURGO: «NON SONO INAMOVIBILE, MA SONO L'UNICA ALTERNATIVA»
Sembra di vedere un pò quei film-parodia, stile Balle spaziali (che fa il verso a Guerre Stellari), dove si scimmiotta il film principale. Il risultato è demenziale e a tratti deprimente.
Questa è la nuova frontiera della politica, quella ancora tutta da esplorare ma che sta già dando qualche segnale di cedimento, prima ancora di essere mandata in onda.
Tutto è nato dal blog di Beppe Grillo, ormai un paio di anni fa.
Si è creato un vero e proprio movimento di opinione, sono nati i Meet Up in ogni regione: luoghi dove discutere e condividere le idee del "capo"
(non senza litigare o alzare la voce), quel Grillo che è sempre più parlante.
Quel Grillo che l'8 settembre ha trascinato in piazza al suon di Vaffa lo zoccolo duro dell'antipolitica: i cittadini.
Quelli stufi dei giochi di potere, quelli insofferenti agli amministratori abbarbicati sulle poltrone e lontani anni luce dai problemi comuni e dal confronto.
Ci siamo, hanno pensato.
I cittadini sono pronti.
A Pescara il movimento d'opinione ha preso forma ed è diventa (quasi) lista civica.
L'idea è quella di candidarsi alle prossime politiche e sfruttare l'insofferenza generale.
Ed è proprio in questo momento che qualcosa non sta funzionando perché, inevitabile, è arrivata la frattura tra gli "adepti".
Una frattura che scimmiotta un pò le grosse crisi all'interno dei classici partiti più o meno consolidati.
Con tanto di accuse, scenate, cumuli di cariche e dimissioni che stentano ad arrivare (ovviamente tutto in una micro dimensione e per questo ancora più ridicolo).
Una frattura che fa salire a galla tutta l'impossibilità di autogestirsi o di rispecchiarsi nella figura apicale.
In questo casa al vertice c'è Stefano Murgo e il Meet up oggi si ribella a Murgo stesso.
Tutti giurano che l'organizer, nonché portavoce, nonché aspirante sindaco, nonché uomo-anello con Grillo, si sia autoproclamato da solo e oggi non abbia nessuna intenzione di lasciare il “trono”.
Tanto che è nato un Meet Up Pescara 2, perché si è fatto prima a ricreare una realtà parallela piuttosto che destituire il sovrano.
Intanto Murgo parla alla stampa a nome di tutti, convoca le riunioni, gestisce e paga il forum, (cancellando i commenti indesiderati, alla faccia del libero confronto) ha contatti diretti con lo staff nazionale.
E decide di creare una lista civica: la spinge, la pompa, la presenta ai giornali dove però non parla mai della frattura interna e non dice mai che una fetta del Meet Up stesso non si riconosce più in lui, parrebbe la maggioranza. E intanto la sua sconfessione arriva anche da fuori regione.
E' sui forum e nei siti, proprio dove negli anni è cresciuto il confronto, adesso si sta cercando di demolire tutto. E se non tutto, almeno il sovrano.

LA SCISSIONE INTERNA


Risalire ai motivi della scissione pescarese è quasi impossibile: il Meet Up Pescara 1 ha la sua teoria, il Meet Up Pescara 2 un'altra. E in un calderone dove è impresa off limits rintracciare le reali cause è però evidente che i cittadini non sono ancora pronti a gestire una macchina così grande.
Quello che ha indispettito gli scissionisti è stata la mancanza di applicazioni delle regole grilliane nel gruppo.
Prima tra tutte la tanto sbandierata partecipazione: «in un incontro con il Meet up dello scorso luglio», scrive Maria Gazia Di Paolo nel forum, «io porto con me una persona che vorrebbe candidarsi e voleva sapere qualcosa in più prima di farsi mettere nella lista. Solo verso la fine dell'incontro appresi, con mio grande stupore e anche un po' d'imbarazzo verso la persona che accompagnavo, che il capolista sarebbe stato lo stesso organizer del Meet up di Pescara (ovvero Murgo, ndr). Questo significa che indipendentemente dalla partecipazione attiva degli aderenti lui sarebbe stato il candidato sindaco».
E la partecipazione che fine ha fatto? Il popolo sovrano? I cittadini?
Il ruolo del politico come dipendente che fa quello che decide il popolo-datore di lavoro? Tutte chiacchiere.
Se ci avevate creduto, dovete tornare indietro passando dal via.
Ma le critiche non finiscono qui e in quella che può definirsi una vera e propria operazione trasparenza (parola tanto cara ai grillini) vengono messe sul tavolo tutte le contestazioni che nella pratica, almeno a Pescara, non funzionano.
«L'organizzatore di una lista trasparente e partecipativa è anti democratico in quanto si è proclamato capo lista e candidato sindaco da solo, anti etico perchè utilizza un logo e una dicitura per lasciar pensare che dietro questa lista civica ci sia la persona di Beppe Grillo e scorretto in quanto fa pubblicità ad una sua attività sul profilo meet up. E'dittatoriale», continua la serie di critiche, «e nel forum viene specificato che "Il controllo e la supervisione in merito al rispetto delle suddette regole è demandato all'Organizer ed agli Assistant Organizer"», ovvero tutto quello che non va bene (secondo quale criterio?) Murgo cancella.
E la libertà di parola e di opinione tanto sbandierata da papà Grillo che a cadenza semestrale pubblica nel suo blog la classifica dei paesi più inclini alla censura? Anche quella, nella pratica, non funziona.
Su, tornate al punto di partenza e fermatevi un turno in prigione.

ANCHE FUORI PESCARA LA LISTA NON PIACE

La nascita della prima lista civica a Pescara non si sta facendo una buona reputazione nemmeno nel resto d'Italia.
«Io e il gruppo di Firenze», scrive Ti- Jean nel Meet Up toscano rivolgendosi a Murgo, «organizzeremo dei percorsi di due mesi di assemblee e inviteremo la gente i cittadini, i politici e professori per discutere e capire cosa fare e se la lista civica può nascere. Cioè partecipazione e poi azione. Tu hai fatto un percorso diverso, hai voluto creare una lista civica, un marchio, un logo, identificarti come ideatore e promotore, calando dall'alto un bicchiere d'acqua alla folla assetata nel deserto politico di Pescara».
«Il Murgo», criticano ancora on line, «sta pianificando azioni chirurgiche nell' inviare email a tutti lo scibile dell'informazione sul web, crede di scavalcare tutti i membri, facendosi conoscere a livello nazionale. Ormai è passato dalla parte di quelli che combattiamo e ci danno la nausea».
E quale sarà il futuro dell'operazione politica pescarese in Toscana già lo prevedono: «ti sgonfierai da solo, perchè stai usando lo stesso vecchio sistema. Hai fatto un partito politico. Lo hai deciso e offerto agli altri. Se vi va bene votatemi!».

CUMULI DI CARICHE E DIMISSIONI

I cumuli di cariche sono un must della politica italiana. Senza due, tre incarichi un politico non ha credibilità. Non è nessuno.
Scendiamo nel microcosmo pescarese, zoomiamo sul Meet Up namberuan e si scopre che anche qui ci sono dimissioni invocate (bersaglio sempre Murgo) per presunti cumuli di cariche (ma come? Proprio lui che parla parla… ).
«Dimettiti», chiedono nel forum di Pescara, «da qualsiasi carica rappresentativa di questo portale e contemporaneamente da Organizer del gruppo 280 (che rappresenta l'anello di dialogo con il mondo Meet up)».
Le dimissioni non sono arrivate (nella politica arrivano?), ma Murgo ha aperto alla possibilità di delegittimarlo con una votazione.
E le modalità di voto, probabilmente virtuali, non piacciono tanto….ma fra 15 giorni, forse ci sarà un nuovo amministratore.
Così Murgo potrà pensare con tutta calma alla sua carriera di sindaco e al sito ci penserà qualcun altro.
Pescara, rassegnati. Anche per i prossimi cinque anni non avrai un sovrano disposto a barattare il suo trono con una semplice e scomoda sedia di plastica.


Alessandra Lotti 13/11/2007 9.07


MURGO: «NON SONO INAMOVIBILE, MA SONO L'UNICA ALTERNATIVA»

«Leggo con un certo stupore l'articolo da Voi pubblicato, credo che ci sia una grandissima confusione in merito a questo argomento, confusione voluta ad hoc come ogni lotta che si rispetti».
Murgo cerca quindi di spiegare come stanno le cose e spiega che se sarà lui il candidato sindaco è solo perché al momento non ci sono altre alternative valide: «le liste civiche certificate da Grillo sono motivo di scissione in tutti i Meet Up d'Italia», assicura, «in quanto i gruppi sono molto eterogenei e mettere d'accordo tutti mi sembra davvero utopistico».
«Si fa l'errore», sostiene ancora l'organizer, «di credere che i gruppi Meet Up abbiano una linea comune ed un comune modo di agire, non c'è nulla di più sbagliato. Sono solo dei forum dove ognuno è libero di portare avanti qualsiasi genere di iniziativa».

«Quando mi si taccia di avere più cariche mi viene veramente da sorridere», continua, «come se fossero cariche retribuite e chissà con quali vantaggi. Si tratta solo di moderare dei forum ed applicare la netiquette. In nessun forum è permesso questo. Mi sembra che nel vostro giornale non permettiate di replicare agli articoli con calunnie e offese gratuite».
Il prossimo candidato sindaco spiega inoltre che «a Pescara si stanno facendo delle elezioni per eleggere l'organizer, sebbene non vadano bene nemmeno quelle ad alcuni, pensate un pò voi».
(Alcuni utenti, infatti, hanno chiesto che per trasparenza non siano elezioni virtuali ma reali, ndr)
«La decisione di fare una lista civica», continua poi Murgo, «non è espressione del Meet Up nella sua interezza ma di alcune persone che vogliono tentare quella strada, una strada condivisa dallo stesso Grillo che da una mano. Tornando a Pescaraincomune, mi si taccia un po' di essere un dittatore, in buona sostanza. Qui pero' bisogna che si faccia un ragionamento cercando di essere oggettivi. La lista civica si fa forte di principi di democrazia partecipata, e il rischio, oggi, è che vari esponenti della politica cerchino di "ripulirsi" entrando nel nuovo gruppo».
«Si è pensato a come difendersi, e l'unica alternativa trovata è quella di essere certi che il capolista sia una persona retta, che creda realmente nel progetto innovativo e che non volti gabbana il giorno dopo le elezioni. Questa persona allo stato attuale sono io, essendo chi per un anno e più si è impegnato e si sta impegnando molto a farla nascere. Questo, ripeto, sebbene sembri un imposizione è solo una difesa verso attacchi esterni. Non sono inamovibile, ma allo stato attuale non abbiamo individuato alternative».
«Il consigliere, semmai ci sarà, sarà solo un ambasciatore della lista e nulla più, sarà legato a doppio filo ad essa, perchè essa sarà il luogo in cui le iniziative partiranno e si decideranno, niente più».

13/11/2007 10.23