Scritte xenofobe sui muri di Comune e parco Di Cocco

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Scritte razziste e xenofobe sui muri di palazzo di città e del parco della Caserma Di Cocco. Sono comparse questa notte ad opera di ignoti. Un atto senza ombra di dubbio molto grave che dà anche il termometro della situazione. Un problema molto sentito e la cui soluzione non può essere più rinviata. VERINI:«IL PROBLEMA ESISTE ANCHE A L’AQUILA» AN, «IL 23 NOVEMBRE IN PIAZZA PER LA SICUREZZA»
«L'amministrazione comunale condanna il gesto», ha commentato l'assessore D'Angelo,«un gesto di vandalismo e di intolleranza che non rispecchia la bella e solida tradizione di accoglienza che appartiene a questa città e ai suoi cittadini. Scritte che si sta provvedendo a rimuovere con l'opportuna cura per i materiali su cui sono state impresse».
« Pescara», ha detto il rappresentante della giunta, «è una città da sempre abituata ad accogliere e dove etnie diverse hanno trovato un proprio equilibrio, al di là e al di sopra di ogni forma di razzismo e intolleranza. In nome di questa realtà, si aumenterà la soglia di attenzione perché non si verifichino altri gesti del genere, confermiamo oltremodo l'impegno che abbiamo avuto fino ad oggi per quanto di nostra competenza, a salvaguardia del territorio da situazioni di degrado, clandestinità e abuso che sono state rimosse e su cui si è intervenuto».
«Una città, la nostra», ha voluto aggiungere D'Angelo,«da sempre impegnata nella battaglia per la legalità, specie in un momento particolarmente delicato che l'Italia intera sta vivendo dopo i fatti di Roma e a cui il Governo sta dando una risposta tenace e di buonsenso con il pacchetto per la sicurezza. E' necessario dare certezze a chi sceglie di vivere nel nostro paese in termini di diritti, ma vanno chiarite e rese certe anche le pene per chi viola le leggi e commette reati. Creare un clima da caccia alle streghe e alimentare un razzismo e un'intolleranza che non ci appartengono, non servirà a far crescere più sicura la comunità cittadina».

05/11/2007 14.03

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AN, «IL 23 NOVEMBRE IN PIAZZA PER LA SICUREZZA»

PESCARA. Il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale ha redatto una delibera consiliare il cui contenuto è interamente incentrato sullo stanziamento di 1 milione di euro nel bilancio 2008 da investire nella realizzazione di alcune infrastrutture a deterrenza dei fenomeni di criminalità «di cui Pescara è sempre più afflitta».
Installazioni di telecamere "funzionanti" nelle zone più a rischio, installazione potenziamento della pubblica illuminazione nelle zone dello spaccio e della prostituzione, muratura di tutti gli ingressi degli immobili abbandonati, convenzioni con la vigilanza privata per la copertura completa del controllo notturno, trasferimento del Sert nella clinica De Cesaris, più vigili nelle periferie, questo ed altri sono i contenuti più importanti che intendiamo realizzare a seguito dell'approvazione della delibera che sarà discussa nel consiglio comunale del prossimo 19 novembre.
«Ci sentiamo in dovere», spiegano i rappresentanti di An, «di richiamare il consiglio comunale al senso di responsabilità, senza voler strumentalizzare la gravissima tragedia accaduta a Roma, la nostra iniziativa deliberativa è stata deposita in data 8 ottobre 2007 ed ancora una volta con lungimiranza avevamo chiesto all'esecutivo cittadino di porre attenzione prioritaria ai temi della sicurezza urbana, senza ottenere risposte; non possiamo non pensare come la maggioranza discuta di tutto tranne che della realizzazione del nuovo comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri, per la cui realizzazione ormai lottiamo da 5 anni, non vorremmo che anche questa strategica infrastrutture seguisse il triste destino del reparto mobile della Polizia di Stato (assegnato a Senigallia) e del Comando regionale della Guardia di Finanza la cui realizzazione sconta un gravissimo ritardo».
I consiglieri di Alleanza Nazionale denunciano che «nell'approvato piano triennale delle opere pubbliche 2008-2010 non rintracciamo investimenti per le strutture della sicurezza o per la riqualificazione di alcune zone a forte degrado».
Anche per questo il partito promuove per il 23 novembre una manifestazione cittadina «per riaffermare l'elemento prioritario della realizzazione delle opere ricordate. La sicurezza è la prima priorità della città».

SINISTRA DEMOCRATICA: «CI VUOLE MENO POPULISMO»

«Invece che la paura ed il populismo cerchiamo di alzare il livello della discussione», sostiene Fabrizio Giustizieri, coordinatore provinciale Sinistra democratica, «torniamo a praticare le strade della coesione sociale, non rifuggiamoci nella paura che individua nemici. Alla politica non spetta il ruolo di seguire lo stomaco delle masse», continua Giustizieri, «ma di ricercare le strade più giuste e più in linea con quello che si vuole essere, con l'idea di società che si porta avanti. Non si può pensare che da una parte si possa fare i buonisti, simulando per gli stranieri comunitari (e credo anche per quelli extra comunitari) diritti che ancora non vengono loro riconosciuti e dall'altra rinchiuderci nella paura dell'altro».


05/11/2007 9.40

VERINI:«IL PROBLEMA ESISTE ANCHE A L'AQUILA»


«All' inizio di ottobre elaborai un intervento, a proposito della videosorveglianza in città, in cui testualmente scrivevo: “ … e che non viviamo più in un' isola felice, lo dimostra anche la presenza, che voglio segnalare al Sindaco e che ben conoscono gli abitanti della zona, presso l'ex obitorio del vecchio S. Salvatore, di una comunità di zingari, circa un'ottantina, che si sono accampati nella struttura oramai da mesi e che imperversano nel quartiere adiacente. Dunque bisogna agire prima che queste dinamiche diventino non più governabili”».
A ricordarlo è Enrico Verini, Capogruppo Liberal Democratici al Consiglio Comunale dell'Aquila.
A seguito di quella denuncia, ci fu il puntuale sgombro coatto di quella struttura.
Seguirono le consuete polemiche e le schermaglie tra le diverse fazioni politiche.

«Il problema esiste anche nella nostra città apparentemente tranquilla», dice oggi Verini, «misure di sicurezza chiare e efficaci sono necessarie. Ora però attenti a non ingenerare un'ondata di riflusso contro la nostra comunità rumena. Io, ho ricevuto nelle scorse elezioni amministrative, anche il voto convinto di un folto gruppo di concittadini rumeni. Consenso di cui - sia chiaro - vado fiero. Prima di votarmi, hanno voluto conoscermi ed io ho avuto modo di conoscere meglio loro. Ricordo bene quel momento. Da poco si era diffusa in città la notizia di un accoltellamento che poi portò alla morte di un giovane nella zona del Torrione. Rammento la preoccupazione di molti di quegli interlocutori, che temevano che l'episodio vedesse coinvolto un loro connazionale. Il timore di perdere la rispettabilità che si erano meritati col lavoro, col sacrificio. Ora l'indignazione non può riverberarsi indistintamente contro questi concittadini».
«Invito tutti a distinguere; in primis i rumeni non sono affatto tutti rom e, tra i rom, non tutti sono dei delinquenti», conclude Verini, «è necessaria una politica di partecipazione attiva alla vita della città, di tutte le comunità straniere che vi risiedono. Il Comune, in questo senso, deve fare a pieno e meglio la propria parte e la politica deve promuovere il coinvolgimento e il dialogo, strumenti che possono evitare problemi per il futuro».

05/11/2007 14.25