Amicone: «la maggioranza boicotta la commissione di vigilanza»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il capogruppo in consiglio regionale dell’Udc, Mario Amicone, ha denunciato ancora una volta «l’azione di boicottaggio che la maggioranza di centro sinistra sta compiendo nei confronti della Commissione Vigilanza».
«La Commissione», ha detto oggi Amicone in conferenza stampa, «continua ad essere rinviata per mancanza del numero legale».
«Ieri – ha commentato il consigliere riferendosi alla seduta convocata per discutere della lettera che alcuni funzionari regionali hanno inviato a diversi Comuni abruzzesi per scoraggiarli dal richiedere i fondi della legge omnibus prima che la legge venisse abrogata – l'ennesimo episodio di irresponsabilità della maggioranza. Nonostante nella seduta della Commissione non sia stato votato alcun provvedimento, alcuni consiglieri di maggioranza hanno richiesto la verifica del numero legale anche solo per votare il verbale della seduta precedente. Non si è potuto quindi discutere della vicenda Omnibus».
Sembra, ha aggiunto Amicone, «che la maggioranza voglia sfuggire a qualsiasi forma di controllo, forse c'è qualcosa da nascondere, forse stanno portando avanti azioni contrarie al programma elettorale presentato dallo stesso centro sinistra. Il fatto certo – ha sottolineato – è che la maggioranza sta nascondendo agli abruzzesi la situazione finanziaria del bilancio regionale, che non è quella che ha voluto far credere a noi della minoranza e all'opinione pubblica. Denuncerò presto anche questo, svelerò qual è la vera situazione finanziaria della Regione Abruzzo».
Tornando sull'episodio del funzionario, Amicone ha ricordato che anche in precedenza la Commissione Vigilanza aveva chiesto l'audizione di un altro funzionario, del settore
bilancio, per alcuni chiarimenti.
«Il funzionario non si è presentato alla riunione poiché impegnato in un incontro al quale era stato inviato dall'assessore – ha detto Amicone – ho dunque scritto al funzionario in questione e ieri mattina ho preso atto della lettera scritta dal presidente della Giunta allo stesso funzionario nella quale si ribadisce che i funzionari possono essere ascoltati dalle commissioni solo se chiamati dal presidente del Consiglio e della Giunta. La verità - ha concluso Amicone - è che non vogliono essere controllati. E' per questo motivo che alla commissione di vigilanza non vengono inviati documenti e neanche le ordinanze dirigenziali».

Mara Iovannone 31/10/2007 15.02