Referendum regionali: Rapagnà riprende lo sciopero della fame

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Se entro i prossimi giorni le istituzioni regionali non dovessero tutelate il ‘diritto statutario’ attribuito ai cittadini ed al Comitato riprenderò lo sciopero della fame, già sospeso a settembre». L’annuncio è di Pio Rapagnà promotore dei referendum regionali sui costi della politica.
Rapagnà contesta, in particolare, l'illegititmità di un organismo del Consiglio regionale che ha dichiarato irricevibili propio quei referendum regionali.
«A tutela degli interessi del Comitato promotore e dei cittadini abruzzesi che hanno già sottoscritto i 4 Referendum regionali sui costi impropri della politica - affrema l'ex parlamentare in una nota - sono costretto ad interrompere il 'silenzio della informazione e della parola' in presenza di circostanze istituzionalmente rilevanti».
Secondo Rapagnà l'Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale, «dopo 4 mesi di silenzio totale istituzionale, di mancata informazione e di omissione di atti e provvedimenti legislativi, ha comunica di avere deliberato, senza averne il titolo e la competenza, la “irricevibilita'” delle richieste di referendum abrogativo presentate dal Comitato Promotore di Roseto degli Abruzzi».
Lo stesso Ufficio ed il presidente del Consiglio Regionale, «che erano tenuti a farlo - prosegue Rapagnà - non hanno sottoposto all'intero Consiglio regionale la richiesta di proroga dei termini e la 'sospensione' della procedura referendaria, quantomeno fino alla elezione e all'insediamento del Collegio per le garanzie statutarie, previsto tassativamente dall'art. 77 del nuovo Statuto della Regione».
L'Ufficio di Presidenza, «invece di prendere atto di una anomala situazione, forse anche imprevedibile ed imprevista data la novità della iniziativa referendaria regionale, si è semplicemente limitato a conteggiare il numero delle firme in parte presentate. Non ha tenuto in conto che la metà dei 305 Comuni abruzzesi e la stragrande maggioranza dei Notai, Cancellieri e Giudici di pace, non avessero ancora riconsegnato i moduli ad essi inviati il 28 giugno scorso ma si è limitato a deliberare che: “Scaduto il termine ed entro il 30 ottobre… con voti unanimi (cioe' di 3 componenti su 5) delibera di dichiarare irricevibili le richieste di referendum”.
Per questo, «nel ribadire con forza la richiesta al Consiglio regionale di eleggere ed insediare immediatamente l'indispensabile ‘Collegio per le garanzie statutarie' ed attuare quanto previsto dagli art. 77, 79 e 80 del nuovo Statuto, annuncio che, se entro i prossimi giorni le istituzioni regionali non dovessero tutelate il ‘diritto statutario' attribuito ai cittadini ed al Comitato riprendero' lo sciopero della fame».
31/10/2007 9.35