La Sanità ha succhiato tutti i soldi. Le casse sono vuote

Alessandro Biancardi

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La Sanità ha succhiato tutti i soldi. Le casse sono vuote
L'AQUILA. Dopo una sospensione, a inizio seduta, per mancanza del numero legale, a causa dell'assenza dei consiglieri di maggioranza, il Consiglio regionale, in un totale clima di incertezza, ha approvato una variazione di bilancio di 92 milioni di euro (89 a favore della Sanità). ASSOCIAZIONE DELLE IMPRESE CHIEDONO UN DIALOGO CON LA REGIONE TAGLIO DEL FONDO ANTIUSURA CONFCOMMERCIO BOCCIA SU TUTTA LA LINEA LA REGIONE E PROPONE AGGIUSTAMENTI MAZZOCCA E’ SODDISFATTO D’AMICO DI PIU’

LA VIGNETTA DI GIO




Scettiche maggioranza e opposizione, ma «non si poteva fare altro» per evitare il commissariamento. Melilla (sinistra democratica):
«spendiamo una cifra insostenibile per la Sanità, tutti gli altri settori sono tagliati fuori».
C'è voluta anche una riunione di un'ora della maggioranza per trovare un accordo.
Clima teso ieri in aula, dove non si poteva assolutamente sbagliare.
14,8 mln sono sottratti alle politiche del lavoro, 4 agli aiuti per l'acquisto della prima casa, 4,4 agli investimenti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. E' stato applicato un taglio di 1,2 milioni al credito agrario. Cultura e Sociale hanno perso oltre 10 milioni di euro (4,5 milioni per la promozione culturale,5 milioni per il fondo sociale, 2 milioni per il sostegno delle famiglie monoreddito).
Cancellati 800 mila euro per i consorzi fidi, e 600 mila euro al Turismo. Sono stati cancellati anche 6 mln di euro destinati alla emergenza incendi Un taglia e cuci estenuante per far saltare fuori i soldi che non ci sono.
Il provvedimento, chiesto perentoriamente e da consegnare il 25 ottobre al Governo nazionale, è stato determinante per evitare il commissariamento del bilancio a causa del mancato rispetto del piano di rientro della Sanità. L'aula ha anche approvato il rendiconto finanziario del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2006.

La variazione di bilancio è stata approvata attraverso la presentazione dei quattro emendamenti che costituiscono il cartello del provvedimento finanziario, nell'ambito di una legge sulla programmazione e la prevenzione sanitaria.
Su questo escamotage però, non c'è stato subito accordo nella maggioranza di centrosinistra.

Delle opposizioni, Forza Italia è uscita dall'aula, mentre gli altri esponenti della Cdl hanno votato contro.

ANCHE LA MAGGIORANZA E' SCETTICA

«La drammatica situazione dei conti della Sanità» ha commentato amareggiato il consigliere regionale Udeur Liberato Aceto, «ha imposto l'approvazione di un doloroso taglio agli impegni di spesa destinati a settori vitali dell'economia e del comparto sociale abruzzese. Purtroppo», ha continuato, «ad oggi non si poteva fare diversamente. L'alternativa del Commissario si configurava come una ipotesi non praticabile e semplicemente deleteria per lo sviluppo della Regione. Qualsiasi politica di rilancio dell'economia abruzzese non poteva quindi prescindere dall'odierna decisione del Consiglio Regionale. I sacrifici di oggi se accompagnati, come mi auguro, da una gestione sempre più oculata della sanità possono determinare una inversione di rotta rispetto alle politiche del passato che hanno determinato accumuli di debiti».
«E' evidente la difficoltà della Regione a liberarsi dall'abbraccio mortale con il deficit della Sanità», ha commentato invece Gianni Melilla, capogruppo di Sinistra democratica. «Quest'anno spendiamo duemiliardi e 400 milioni di euro per la Sanità regionale: è una cifra insostenibile per la società e l'economia abruzzese».
«Tutti gli altri settori economici e sociali - ha aggiunto Melilla - subiscono tagli intollerabili e malgrado ciò oggi votiamo la variazione al bilancio per evitare il Commissariamento. Nel prossimo strumento finanziario per il 2008, in discussione a novembre, occorre però una diminuzione del fabbisogno sanitario per liberare risorse finanziarie da destinare a finalità essenziali». Melilla ha poi concluso sottolineando che «Il pensiero corre ai disabili, all'economia ed al lavoro, alla ricerca ed alla formazione, ai giovani alla cultura».

DI STEFANO (AN), MAGGIORANZA SENZA STILE

Sulla manovra di bilancio per il reperimento di fondi per la sanità, per il consigliere Fabrizio Di Stefano (An) «utilizzare strumentalmente la proposta di legge sulla cura delle apnee notturne per infilarvi dentro il 'cavallo di Troia' del maxi-emendamento sulla sanità é una porcheria di forma e sostanza indegna di un'assise pubblica importante come la nostra».
In una nota, l'esponente dell'opposizione parla di «maggioranza senza stile. Sosteneva Lord Chesterfield - scrive Di Stefano - che lo stile è l'abito dei pensieri: nel caso del Consiglio regionale odierno, evidentemente, abbiamo a che fare con degli straccioni dell'intelletto».
«Ci si dice - prosegue - che non c'é tempo per consentire al provvedimento un normale iter amministrativo, in realtà omettono di dire che abbiamo perso invano mesi: prima per le vacanze dorate del governatore Del Turco sulle spiagge sarde, poi per le liti furibonde per la leadership del Pd. Se questo è il buongiorno della nuova formazione politica - conclude Di Stefano - il mattino si annuncia grigio e deprimente».
24/10/2007 8.52

DESIATI:«LA PAURA DEL COMMISSARIAMENTO HA PRODOTTO DANNI GRAVISSIMI»

«La paura del commissariamento», è il parere di Massimo Desiati di Destrattiva, «ha indotto il Centrosinistra a far carte false pur di salvare la faccia. Non chiamiamo le carte “false” perché illegittime, le chiamiamo così perché, in questo… gioco delle tre carte, i denari necessari al ripianamento della Sanità sono stati tolti a capitoli di bilancio la cui esistenza certamente aveva creato aspettative, oggi verificate come “false”, tra i cittadini abruzzesi interessati a che il bilancio 2007 mantenesse le postazioni originariamente previste e per le quali la maggioranza di Centrosinistra aveva cantato, a suo tempo, peana di se stessa».
Desiati fa alcuni esempi : 4 mln agli aiuti per l'acquisto della prima casa, 14.8 mln alle politiche del lavoro, 1.2 milioni al credito agrario, 4.5 milioni alla promozione culturale, 5 milioni al fondo sociale, 2 milioni al sostegno delle famiglie monoreddito, 4.4 agli investimenti per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, 800 mila euro ai consorzi fidi, 600 mila euro al Turismo, 6 mln di euro destinati alla emergenza incendi.
«Così, mentre fuori del Palazzo ed in varie forme, protestano tutti, ma proprio tutti, per le mancate politiche a sostegno del proprio settore (agricoltori, commercianti, imprenditori grandi e piccoli, dipendenti regionali), anche i cittadini non organizzati in associazioni e sindacati (ed a leggere la fonte di decurtazione, i socialmente più deboli) subiscono una sventagliata di promesse mancate.Tutto sommato e probabilmente, il commissariamento, non avrebbe prodotto danni maggiori di quanti ne siano stati prodotti dagli istituzionali titolari della manovra».

MACERA (COMUNISTI ITALIANI):«AFFRONTARE PROBLEMA DEL RISTORO DEI CAPITOLI»

«bisogna affrontare il problema del ristoro dei capitoli di bilancio che più degli altri hanno subito tagli», dice il segretario regionale dei comunisti Italiani, Antonio Macera, «in particolare, l'azzeramento di fatto del fondo per l'occupazione avrà come effetto immediato l'impossibilità di attivare anche per il 2007 politiche che diano risposte significative sul piano della lotta alla disoccupazione. E' bene ricordare, infatti, che lo scorso anno grazie alle risorse del fondo sono state stabilizzate 724 persone, che passano da un contratto a tempo determinato a un contratto a tempo indeterminato, ed avviate 242 piccole imprese, attivate da soggetti che vivono un profondo disagio occupazionale (disoccupati, inoccupati, lavoratori in mobilità non in cassa integrazione). Non solo, per la prima volta saranno attivati interventi di conciliazione con 11 progetti presentati da altrettante imprese. In altri termini, non sarà possibile realizzare nel breve tempo politiche che incidano direttamente sulla qualità della vita, migliorandola, dei cittadini più esposti al rischio di disagio lavorativo e sociale».


MODIFICA DELLA LEGGE SUL COMMERCIO

E' soddisfatto il Presidente di ANCI Abruzzo Antonio Centi per l'approvazione della modifica della legge sul commercio avvenuta durante il Consiglio Regionale di ieri, con la presenza dei Sindaci che, per l'appunto, con in testa il Sindaco di Montereale Lucia Pandolfi, hanno pressato i gruppi consiliari e che ciò avvenisse, dopo mesi e mesi di attesa.
Con il provvedimento approvato ieri tutti gli esercizi commerciali, artigianali e di vendita diretta da parte dei produttori enogastronomici di nicchia territoriale, potranno finalmente tenere aperte le proprie attività nei giorni festivi e domenicali, accrescendo in tal modo uno dei fattori più significativi dell'attrazione turistica dei piccoli Comuni abruzzesi e delle aree interne in particolare.

24/10/2007 14.27



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ASSOCIAZIONE DELLE IMPRESE CHIEDONO UN DIALOGO CON LA REGIONE

Durante il Consiglio regionale c'è stato un breve e teso incontro dei capigruppo di maggioranza e opposizione con una delegazione delle associazioni delle imprese. Nell'occasione si è confermata la disponibilità del consiglio regionale all'ascolto ed al dialogo.
«La maggioranza – ha spiegato Stefania Misticoni - è stata investita di una richiesta precisa, ovvero di favorire maggior dialogo tra l'esecutivo regionale ed il mondo produttivo. Non era tuttavia quella l'occasione per approfondire le tematiche specifiche poste dalle imprese, all'ordine del giorno c'era la scelta di evitare il commissariamento della Regione Abruzzo o di gettare la spugna».

«L'Italia dei Valori non può che condividere in pieno i contenuti della denuncia espressa da numerose Associazioni di categoria regionali, che lamentano l'assenza di una incisiva politica programmatoria», ha sottolineato il coordinatore regionale dell'IdV Alfonso Mascitelli a commento dell'iniziativa intrapresa dalle associazioni di categoria abruzzesi.
«Una manovra da 80 milioni come quella di oggi, va a colpire in maniera indiscriminata settori vitali e viene calata, all'ultimo momento, in Consiglio con un maxi emendamento, senza alcuna possibilita' di discussione e valutazioni sulle scelte strutturali forti da fare; allora questo la dice lunga sui margini di concertazione e compartecipazione che abbiamo di fronte».

24/10/2007 8.52


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TAGLIO DEL FONDO ANTIUSURA

«Leggo dell'apprensione dell'Adiconsum per la ventilata (certa) cancellazione del fondo antiusura di 100.000 Euro inserito in una delle precedenti finanziarie senza poter fare a meno di sottolineare l'ennesima trovata della Giunta Del Turco, attori, questa volta, gli Assessori Mura e D'Amico».
Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Tagliente. «Qualcuno ricorderà - ha spiegato Tagliente - come la gestione di questo fondo, in verità davvero misero, diede l'opportunità all'assessore alla cultura Mura per riaprire per la terza volta, con l'aiuto dell'Assessore al personale D'Amico, il bando di nomina del direttore del suo settore, in quanto il designato Caruso da Milano fino ad allora non era evidentemente disponibile».
Il bando fu riaperto la prima volta perché avevano dimenticato di precisare che la sede di lavoro è L'Aquila e non Pescara e la seconda «perchè avevano dimenticato che il direttore, oltre alle più che bastevoli incombenze, avrebbe dovuto gestire il famoso piccolo fondo antiusura.
«Peccato che questa volta - ha concluso Tagliente - data la grande attenzione accesa dalla vedova Fortugno sulle infiltrazioni mafiose in Abruzzo, non volendo, avevano indovinato una mossa, ma a loro il fondo serviva solo per far venire un Caruso e non per aiutare davvero i commercianti in difficoltà»


24/10/2007 8.50




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CONFCOMMERCIO BOCCIA SU TUTTA LA LINEA LA REGIONE E PROPONE AGGIUSTAMENTI

Come uscire dalla disastrosa ed inquietante situazione debitoria della Regione? Ecco la proposta di Abruzzo Confcommercio elaborata nel corso della sua assemblea. La proposta è stata inviata al presidente Del Turco e all'assessore competente.

«Dall'esame della situazione economico-finanziaria della nostra Regione, sostiene Abruzzo Confcommercio nel corso della sua Assemblea, «emergono dati inquietanti riferiti all'anno 2006, in quanto quelli del 2007 non sono ancora disponibili».
La Confcommercio si riferisce a

1) il debito complessivo dell'Ente Regione ha raggiunto la spaventosa cifra di 3.699,13 milioni di Euro, di cui 2.301,06 milioni di Euro per debiti accumulati dal Servizio Sanitario, 1.058,07 milioni di Euro quale residuo debito da rimborsare e 340,00 milioni di Euro quale disavanzo presunto di bilancio 2006;

2) il tasso di crescita del PIL regionale è stato inferiore alla media nazionale: a fronte, infatti, dell'aumento di + 1,9% in Italia, quello abruzzese è aumentato solo di + 1,6% (secondo lo SVIMEZ) e di + 1,4% (secondo Unioncamere).
Il divario, poi, del PIL pro-capite regionale rispetto alla media nazionale, anziché tendere a ridursi, tende ad ampliarsi negli ultimi due anni;

3) le esportazioni regionali hanno registrato un tasso di crescita pari a meno della metà di quello nazionale (+ 5,3% in Abruzzo contro + 10,8% in Italia);

4) l'incremento dell'occupazione in Abruzzo risulta di + 1,2%, mentre nel Mezzogiorno viaggia a + 1,6% e nel Centro-Nord a + 2%.
Da un esame più approfondito emerge, poi, che il modesto incremento di + 1,2% nella nostra Regione è concentrato nel “Terziario” (Commercio, Turismo e Servizi) con + 3,4%, che ha più che compensato le perdite subite dall'agricoltura e, in misura minore, dall'industria.
Peggiore, poi, è la situazione nella prima metà del 2007, che presenta una consistente riduzione del numero degli occupati (-8 mila unità);

5) le aliquote fiscali regionali sono attestate ai loro valori massimi stabiliti dalla legislazione vigente, cioè l'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) al 5,25% e l'addizionale regionale sul reddito delle persone fisiche (addizionale IRPEF) all'1,4% e non possono essere aumentate ulteriormente, salvo il caso del mancato raggiungimento degli obiettivi del “Piano di risanamento del sistema Sanitario Regionale”, come previsto dal comma 9 dell'art. 1 della L.R: n° 44/2006;

6) il costo del debito, cioè la somma delle rate di rimborso dei mutui e prestiti in ammortamento, ha praticamente raggiunto il 25% delle entrate correnti libere regionali, rendendo non perseguibile un ulteriore indebitamento, se non con riferimento ad importi molto limitati e per breve termine;

7) il tasso di sviluppo delle imprese nel 2006 e nella prima metà del 2007 ha fatto registrare un consistente rallentamento rispetto agli anni precedenti.

«In questa situazione inquietante», spiega ancora Confcommercio, «la Giunta Regionale propone di fermare l'incremento del debito del Servizio Sanitario solo nel 2010, mantenendo costante la pressione fiscale regionale attuale fino a tale data, salvo incrementi, come già detto, per mancato raggiungimento dell'obiettivo previsto dal “Piano di rientro” dei debiti della Sanità, concordato con il Governo Centrale. Quest'ultima ipotesi è assolutamente da scongiurare se non si vuole da una parte provocare la moria delle micro, piccole e medie imprese, che già non riescono a sopportare una pressione fiscale così alta, e dall'altra ridurre ulteriormente i consumi delle famiglie, molte delle quali varcherebbero la soglia di povertà».
Inoltre sono stati proposti tagli alla spesa regionale e riduzione dei fondi agli Assessorati per assicurare il rispetto del “Piano di rientro” dei debiti della Sanità.

«Queste misure, seppur apprezzabili», continua l'Associazione, «non sono assolutamente sufficienti per affrontare la disastrosa situazione economico-finanziaria della nostra Regione per una serie di ragioni. innanzitutto perché gli stanziamenti di spesa preventivi per il Settore Sanità vengono sistematicamente superati dalle spese effettive delle ASL, che ogni anno creano disavanzi nel bilancio consuntivo per il settore di competenza. Non è stato, poi, affrontato il problema del disavanzo del bilancio regionale creato da altri settori, oltre a quello della Sanità, che nel 2006 ammonta a ben 340 milioni di Euro. C'è, infine, da considerare che la mancata riduzione delle imposte regionali (IRAP ed addizionale IRPEF) fino al 2010 non consente una ripresa economica, che avvicini il PIL della nostra Regione a quello nazionale».


«Occorre modificare», afferma Abruzzo Confcommercio, «la filosofia fin qui adottata e cioè non è più possibile fissare le spese e poi coprirle, per la parte eccedente le entrate, contraendo ulteriori debiti, bisogna invece stabilire le entrate e contenere le spese nei limiti delle entrate stesse. Questo ragionamento deve valere soprattutto per i Dirigenti delle ASL, per i quali bisogna prevedere severe sanzioni in caso di sforamento.
Bisogna inoltre programmare, da subito, il rientro del disavanzo del bilancio regionale.
E' ora di abbattere la scure sulla spesa pubblica, eliminando Enti e Società partecipate inutili o meno utili, razionalizzare con accorpamenti i restanti Enti e Società insopprimibili (AUSL, Enti Parco, Ato, Ater ecc.), ridurre i Consigli di Amministrazione di questi organismi, ridurre le indennità dei loro Consiglieri, ridurre il numero dei Consulenti, che spesso formano una rete parallela alla organizzazione burocratica interna, ridurre il numero dei gruppi consiliari regionali spesso formati, per assurdo, da un solo Consigliere ecc..
Il tutto andrebbe concertato con le parti sociali in un tavolo alla presenza del Presidente e degli altri membri della Giunta Regionale, nell'interesse dello stesso Governo abruzzese, dal momento che bisogna decidere su problemi importantissimi e spesso controversi».

24/10/2007 10.26

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MAZZOCCA E' SODDISFATTO D'AMICO DI PIU'

Gli assessori regionali alla sanità e al bilancio in vece sono raggianti in stridente contrapposizione a tutta una serie di commenti negativi che arrivano dalla stessa maggioranza di centrosinistra. Pochi minuti fa le dimissioni del presidente della commissione bilancio Angelo Orlando in forte polemica con la sua coalizione.
Ma di questo non sembrano curarsi Mazzocca e D'Amico.
«Sono soddisfatto», dice l'assessore alla sanità, «per la esemplare prova di compattezza offerta dalla maggioranza nella seduta di ieri del Consiglio regionale in occasione dell'approvazione della variazione di bilancio. Inoltre, mi permetto di sottolineare l'aspetto rivoluzionario della circostanza in base alla quale, per la prima volta nella storia della Regione, l'intera quota del Fondo Sanitario Nazionale è stata destinata correttamente alla Sanità. Il che vuol dire rimettere ordine nei conti e nel bilancio regionale».
«Un risultato che ci consente di andare domani con serenità alla verifica del tavolo di monitoraggio dei Ministeri di Economia e della Salute» ha aggiunto Mazzocca «con la ragionevole aspettativa di superare anche questo secondo esame. E quindi, dopo i 400 milioni di euro che ci sono pervenuti nel luglio scorso, saremo in grado di recuperare le ulteriori risorse, relative ai deficit accumulati dal 2001 ad oggi e pari a circa 600 milioni di euro, che non andranno solo ad arricchire il bilancio della sanità ma saranno a beneficio dell'intero sistema Abruzzo».
Lo stesso tavolo di monitoraggio, già nella seduta dello scorso mercoledì 10, in cui ha riconvocato la Regione Abruzzo per la giornata di domani, aveva segnalato che «i risultati economici nel versante della spesa sono sostanzialmente in linea con quanto programmato. Tuttavia, non si è nelle condizioni di esprimere il definitivo parere in quanto si è in attesa dell'acquisizione della norma di legge diretta a ripristinare contabilmente il corretto funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale» come, del resto, ha puntualmente e correttamente ricordato nella seduta del Consiglio regionale di ieri il presidente della Commissione Bilancio, Angelo Orlando.
Stesso tenore per D'Amico.
«L'approvazione da parte del consiglio regionale della manovra finanziaria che attribuisce risorse al servizio sanitario regionale, come previsto dal piano di risanamento concordato con il Governo, è un atto fondamentale che, pur imponendo grandi sacrifici alla nostra regione costituisce un passaggio determinante per il risanamento del sistema finanziario e del bilancio regionale».
«Con questo adempimento legato al bilancio - ha proseguito D'Amico - la Regione plausibilmente non potrà essere sottoposta ad attività commissariali del Governo e potrà decidere con le proprie forze il completamento dell'azione di risanamento e l'avvio di una nuova fase di sviluppo, confermando le aspettative di integrazione all'area del centro nord, la più forte e dinamica dell'Italia. Per il risultato ottenuto con l'approvazione va dato merito alla maggioranza consiliare e, in particolare, al sen. Angelo Orlando, presidente della commissione bilancio anche per una ritrovata capacità di dialogo e di confronto nel merito dei problemi da affrontare tra la Giunta ed il Consiglio».

24/10/2007 15.18