Massimo Luciani:«Forza Italia e le Lucciole per lanterne»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il clima si infuoca. Questa mattina nella conferenza stampa del senatore di Forza Italia, Andrea pastore, coordinatore regionale del partito, ha ribadito quanto anticipato ieri nella lettera inviata agli alleati di coalizione. Pastore ha ribadito che sarebbe importante arrivare ad una definizione delle inchieste giudiziarie in corso ed ha contestato come D'Alfonso stia perdendo quota.
L'assessore Massimo Luciani non sembra d'accordo con «il fiume di parole concitate, ansiose, irate, che testimonia la percezione di smarrimento» di Forza Italia.
«Le primarie del Partito Democratico, il successo di partecipazione popolare anche in Abruzzo, l'elezione di Luciano D'Alfonso a leader regionale del nuovo soggetto politico italiano, producono un panico che li porta a sragionare e straparlare», sostiene Luciani.
«Questa città», dice, «è stata in questi quattro anni molto ben amministrata e sono testimonianze le ripetute indagini nazionali, demoscopiche sul gradimento dell'amministrazione e i test elettorali che si sono susseguiti dal 2003 al 2006. Prima del 2003 il centrosinistra a Pescara era minoranza, da quella data in poi è diventato a Pescara stabile maggioranza politica con percentuali che hanno superato il 60% degli elettori. Sono i cittadini che parlano per noi. Sono 11.000 gli elettori delle primarie pescaresi, le liste D'Alfonso hanno raggiunto nella città di Pescara il 90% dei consensi, un voto inequivocabile che testimonia il radicamento, l'attaccamento partecipato e militante all'esperienza del centrosinistra pescarese e alla sua anima riformista L'Ulivo per il Partito Democratico».
«D'Alfonso è stato eletto da oltre 76.000 abruzzesi che si sono recati in un seggio e hanno barrato una lista che portava il suo nome. Il senatore Pastore è stato eletto coordinatore regionale con un colpo di mano attraverso una lettera firmata da una mano sola».
«Il fatto che», continua il membro della giunta, «da tempo il confronto politico per il centrodestra fosse scaduto a toni ingiuriosi, allusivi, inquinanti e mistificanti, non segna pagine alte dell'opposizione politica nella nostra città. Quando abbiamo parlato di temi, come sul referendum per il piano traffico, c'è stato il fallimento della capacità di mobilitazione da parte del Polo del suo stesso elettorato: ha votato solo il 20 per cento della città. La magistratura viene continuamente tirata per la giacca, quasi fosse un soggetto politico e non un potere terzo a garanzia di tutti, eppure da chi è stato Presidente della Commissione Affari Istituzionali e si è occupato di riforma della Costituzione ci si dovrebbe aspettare un maggiore senso dell'autonomia delle istituzioni e una maggiore sobrietà nel confronto politico. Evidentemente sente il terreno franare sotto i piedi, la primavera 2008 è vicina».

19/10/2007 14.53