Commissione Vigilanza: «Del Turco non ha fatto luce su Quarta»

Alessandro Biancardi

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Commissione Vigilanza: «Del Turco non ha fatto luce su Quarta»
L'AQUILA. «Mi rimetto alla clemenza della commissione», ha dichiarato ironicamente il presidente Del Turco nel corso della sua audizione alla Commissione di Vigilanza convocata sulla questione Abruzzo Engineering S.p.A. «QUARTA ILLEGITTIMO CREA DANNI ALLA REGIONE»
Una situazione che stenta a chiarirsi.
Dopo l'audizione in commissione la palla passa al consiglio regionale. Ma si vorrà fare luce su una situazione, se non illegittima, almeno molto imbarazzante? Pare proprio di no.
Sulla società Abruzzo Engineering gravitano alcuni dubbi e contestazioni su cui il centrodestra ha acceso da tempo, ormai, i riflettori.
«Il presidente Del Turco», ha spiegato ieri Mario Amicone (Udc), presidente della commissione di Vigilanza, «ha esaltato l'unica luce - il coinvolgimento, peraltro condiviso, di una struttura prestigiosa come la Finmeccanica nel sistema dei servizi e dell'innovazione abruzzese – ma non è riuscito fare chiarezza sulle molte ombre attorno a questa ennesima società che nasce in un momento in cui si parla di riduzione di costi della politica, di censure e limitazioni da parte del Governo sulle Società pubbliche».
Le contestazioni mosse da Amicone riguardavano anche la costituzione e l'attività ritenute non propriamente "istituzionali" di Abruzzo Engineering «per aggirare la normativa e la legittimità della nomina di Lamberto Quarta ad amministratore delegato della Società per il suo contemporaneo ruolo di Segretario Generale della Giunta».
Ma su questo Del Turco non si è pronunciato.
«Così come non ha commentato», continua Amicone, «la legittimità ed inopportunità di qualche delibera firmata e proposta dallo stesso Quarta alla Giunta come Direttore Regionale, che non è, a favore della stessa Abruzzo Engineering e contro l'Arit».
Nelle scorse settimane, infatti, Quarta avrebbe firmato, come aveva raccontato lo stesso Amicone «in qualità di direttore regionale una delibera (la numero 714 del 23 luglio) con la quale, tra l'altro si obbliga l'Arit ad affidare direttamente alla sua società l'esecuzione dei progetti per svariati milioni di euro».

18/10/2007 9.16