Prima Commissione deserta, piano sanitario rinviato. An: «Del Turco si dimetta»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Non si tratta più di irresponsabilità ma di mancanza di un minimo di amor proprio». Così Alfredo Castiglione, capogruppo di An in Consiglio Regionale, commenta l’ennesimo rinvio della Prima Commissione Consiliare Regionale, convocata questa mattina, per mancanza di numero legale.E A GUARDIAGRELE ALLARME PER LA FARMACIA CHIUSAA POPOLI LA DIALISI SI FA A DOMICILIO
«Oggi – sottolinea il capogruppo di AN – l'ordine del giorno prevedeva l'audizione dell'assessore Giovanni D'Amico per un primo esame del piano sanitario ma la maggioranza era ancora una volta assente, evidentemente intenta a ‘preoccuparsi' d'altro che non della disastrosa condizione della sanità abruzzese».
La giunta aveva dichiarato di voler approvare il piano entro il 25 ottobre ma devono ancora essere ascoltate le parti sociali. «E' una vergogna», insiste Castiglione, «non ci sono altre parole per commentare episodi di tale superficialità. E cosa del taglio di 54 milioni di euro che la Giunta regionale si appresta a fare in perfetta solitudine? La scure dei tagli si abbatterà sulle politiche del lavoro, sulle aree interne, sull'agricoltura e l'artigianato, sulla formazione e la ricerca e persino sull'acquisto della prima casa».
E a questo punto il rappresentante di An chiede che «Del Turco si dimetta, da buon politico di professione un posto al sole, magari a Roma, dove le temperature sono più temperate, certamente non gli sarà negato e in Abruzzo potrà tornare a splendere il sole».

AMICONE: «SINISTRA IMPEGNA NEL PD NON PENSA PIU' ALL'ABRUZZO»

«E' mancato il numero legale perchè le forze di sinistra sono impegnate nella campagna elettorale del P.D. mentre la Giunta continua a sfornare con palese schizofrenia delibere con l'apparente obiettivo ( revoca della legge Omnibus ed altre pubblicate solo sulla stampa ) di rimediare risorse per il rientro del debito sanitario». Questo il commento del consigliere Mario Amicone, capogruppo Udc. «Se è vero che il Ministro delle Finanze pretende entro il 25 ottobre delibere di Consiglio che concretamente “producano” o rinvengono risorse per 61 milioni di €uro da destinare al Piano di rientro, come si spiega questo assenteismo dalle Commissioni? È prioritario il congresso del P.D. o evitare il rischio che l'Abruzzo venga commissariato per legiferare un nuovo aumento delle tasse?»

SANITA': CATONE (DCA), DEL TURCO TAGLIA A TUTTI TRANNE A SE STESSO

«Nel sacrificio adottato dalla Regione Abruzzo, per il piano di rientro della sanità, si sono registrati, come al solito, maggiori tagli, in quei settori strategici come il sociale, l'agricoltura ed il lavoro». Lo afferma il segretario regionale abruzzese della Democrazia cristiana per le Autonomie, Giampiero Catone.
«Ci saremmo aspettati, dall'integerrimo presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco,- ha aggiunto Catone - un piccolo 'sacrificio' anche da parte sua, pensiamo a qualche foto, vignetta o segretariato generale in meno, che, è ovvio, non avrebbe risolto molto, ma avrebbe perlomeno contribuito a dare un bel messaggio di imparzialità. Un altro taglio, che forse avrebbe in parte contribuito, è quello 500 mila euro per progetti sul Mediterraneo, ma considerando che le 'scelte' sono di chi amministra in questo momento, per lo meno, tali risorse vengano impiegate per progetti sull'Adriatico».

FEDERCONSUMATORI: «MAI COSI' IN BASSO»

«Nei cinque anni di governo della Giunta Pace, ed altri due della Giunta Del Turco la sanità abruzzese è peggiorata, indebitata ed assorbe, ormai, tutte le risorse disponibili nel bilancio regionale, relegando interi settori utili allo sviluppo in posizione di marginalità nell'assegnazione delle risorse», questa la visione drammatica di Federconsumatori Abruzzo.
Per l'associazione dei consumatori non si era mai raggiunto un livello così basso: «sono aumentati gli sprechi, dato seguito ad appalti che hanno aumentato a dismisura i costi e ridotto la qualità; non c'è stato alcun investimento per la professionalizzazione; gli ospedali e le strutture sanitarie continuano ad essere non a norma; è aumentata la inefficienza ed inutilità degli ospedali minori».
Adesso la Federconsumatori Abruzzo chede al governo un passo in avanti per non sprofondare del tutto: «è necessario: avvicinare la sanità ai cittadini, «attraverso la realizzazione di una diffusa e capillare rete di servizi territoriali gestiti dai distretti sanitari di base; realizzare un efficace sistema di prevenzione che guardi alla diffusione di politiche ambientali e di stili di vita idonei a ridurre gli stati patologici, ed intensifichi quei controlli capaci di ridurre le malattie professionali, le morti e gli infortuni sul lavoro; azzerare le liste di attesa e rendere tempestivo ed appropriato la risposta al bisogno di salute; qualificare e specializzare i presidi ospedalieri impegnandoli esclusivamente nella gestione dell'emergenza e delle malattie in fase acuta, riducendo,così, i costi ed incrementando la qualità».
10/10/2007 12.24

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CHIUSA LA FARMACIA DELL'OSPEDALE DI GUARDIAGRELE: «NEGATO IL DIRITTO ALLA VITA»


«Il disegno di depauperare un po' alla volta l'ospedale di Guardiagrele, per rendere più “naturale” il suo smantellamento, appare sempre più chiaro ed evidente». Il sindaco di Rapino Rocco Micucci, oggi è amareggiato e la chiusura della farmacia, lui, la definisce «una negazione al diritto alla vita».
«Dopo la scellerata scelta di chiudere i reparti di ginecologia, pediatria e chirurgia, sulla mera scorta di considerazioni economiche», sottolinea Micucci, «adesso è la volta della Farmacia Interna dello stesso ospedale».
Con un provvedimento interno del direttore della Farmacia Interna dell'Ospedale di Chieti Di Cicco è stata disposta l'apertura per soli tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì, venerdì) giustificando il tutto con il mancato rinnovo di contratti ad un paio di farmaciste in servizio a Chieti fino allo scorso giugno. Il provvedimento che avrebbe dovuto essere temporaneo prosegue invece ad libitum .
«La vicenda è particolarmente grave», continua Micucci, «perché le farmacie degli ospedali sono quelle che distribuisco i cosiddetti farmaci “salvavita”, quelli di cui hanno assoluto bisogno i pazienti cronici ai quali debbono essere somministrati tempestivamente. Sono farmaci per terapie chemioterapiche o post infarto, come Plavis, Betaferon, Avonex, Nespo, Neorecormon, ecc».
Aprire la farmacia solo tre giorni alla settimana significa non garantire più un diritto fondamentale: «il diritto alla vita, non solo quello alla salute. Trasferire la dott.ssa Massucci, responsabile della farmacia dell'ospedale di Guardiagrele a Chieti negli altri tre giorni, per “economizzare” sulla gestione (come se i problemi della sanità abruzzese dipendessero da qualche contratto co.co.co), significa anche discriminare i cittadini: quelli che gravitano su Guardiagrele, in maggioranza anziani e con difficoltà di spostamento, possono anche rischiare di morire rispetto ai quelli di Chieti. Valgono forse meno?»
Micucci ha richiesto l'intervento del Prefetto di Chieti «garante dell'incolumità pubblica affinchè si ripristini immediatamente la continuità del servizio e si evitino possibili irreparabili danni alla popolazione».



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A POPOLI LA DIALISI SI FA A DOMICILIO

POPOLI. Da oggi, presso l' ospedale di Popoli è attivo un nuovo servizio di Emodialisi Domiciliare (Edd), che si affianca al tradizionale servizio di dialisi domiciliare peritoneale e consentirà ai pazienti uremici dializzati di poter effettuare presso il proprio domicilio anche la dialisi extracorporea.
L' importante novità, che lascia i malati fuori dall'ospedale e garantisce una miglior qualità nella gestione della propria malattia, è stata resa possibile grazie al progetto finalizzato all'attivazione delle Norme per l'Esercizio della Dialisi Extracorporea Domiciliare.
Progetto approvato con delibera (n° 262 del 19.03.07 della G. R.) che ha affidato all'Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi del P.O. di Popoli, diretta dalla dottoressa Silvana Acitelli, in collaborazione con la scuola di Formazione Aziendale del medesimo Presidio, l'attivazione e la diffusione della pratica di dialisi domiciliare extracorporea.
Questo importante risultato, colloca l'Ospedale di Popoli a livello di Centro Pilota regionale per detta sperimentazione.
Il primo paziente che ha usufruito della procedura ha iniziato "a casa" il trattamento dialitico con il supporto di un familiare, e con estrema soddisfazione sia sua che dello staff medico che lo ha seguito nel periodo di addestramento .
L'apparecchio usato per la dialisi domiciliare è lo stesso su cui il paziente è stato addestrato nel Centro Dialisi di Popoli ed è stato fornito dalla Ausl , così come il materiale necessario alla esecuzione del trattamento.

OTTOBRE MESE DELLA PREVENZIONE DEI TUMORI AL SENO

Nel corso dell'intero mese di ottobre, in tutto il territorio nazionale saranno realizzate diverse iniziative nell'ambito della prevenzione del tumore al seno: l'Italia si tingerà di rosa, colore simbolo della lotta contro questo tipo di tumore. Per quanto riguarda Pescara e provincia, le visite verranno effettuate gratuitamente dai medici del Dipartimento di Oncologia, nei mesi di ottobre e novembre, presso gli Ambulatori del Presidio Ospedaliero (V° piano ala nord).
Gli interessati possono rivolgersi, per informazioni e prenotazioni, ai numeri: 085/4252722 e 085/4252864.

10/10/2007 13.47