Grillo a sorpresa a Vasto alla festa di Di Pietro

Alessandro Biancardi

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VASTO. I politici, di maggioranza e opposizione, disertano la festa nazionale dell'Italia dei Valori, intitolata "dalla parte dei cittadini" ma Antonio Di Pietro rimedia con un colpo a sorpresa: l'imprevisto collegamento in diretta web con Beppe Grillo, che attacca ad alzo zero politici e, soprattutto, giornalisti; mentre l'ex pm punzecchia Prodi e prende le distanze dall'Unione («mai più con la sinistra massimalista»).


VASTO. I politici, di maggioranza e opposizione, disertano la festa nazionale dell'Italia dei Valori, intitolata "dalla parte dei cittadini" ma Antonio Di Pietro rimedia con un colpo a sorpresa: l'imprevisto collegamento in diretta web con Beppe Grillo, che attacca ad alzo zero politici e, soprattutto, giornalisti; mentre l'ex pm punzecchia Prodi e prende le distanze dall'Unione («mai più con la sinistra massimalista»).



Ormai Grillo e Di Pietro sono come due cari vecchi amici. Un buon rapporto tra i due e un mutuo soccorso quando l'uno ha bisogno dell'altro. In fondo dicono (quasi) le stesse cose, perorano (quasi) le stesse cause e non hanno peli sulla lingua.
Una “vicinanza” manifestata anche con una certa dimestichezza con il web: Di Pietro è stato tra i primi ad utilizzare un proprio sito per poter comunicare direttamente e senza filtri con le persone, cosa che ha portato alla ribalta il comico genovese in questi giorni nonostante il totale ostracismo dei media tradizionali.
Ieri sera, così, Grillo è stato collegato via internet in diretta con il cortile di Palazzo d'Avalos ed è stato mattatore all'avvio della festa di Vasto, proprio come nell'esibizione pubblica di Bologna, per il V-Day dell'8 settembre.
Ha così ripagato la solidarietà che un mese fa il ministro delle Infrastrutture gli garantì, proprio mentre tutto il mondo politico criticava la sua iniziativa.
La maggior parte dei presenti non era a conoscenza della sorpresa che era stata organizzata in gran segreto con Di Pietro. Il comico genovese non ha risparmiato fendenti a nessuno. A cominciare dal centrosinistra. In particolare da Walter Veltroni, «un Topo Gigio che va dalla moglie di Berlusconi a dirle che sarebbe bellissimo averlo nel Partito democratico... Surreale». Ha poi ripetuto la battuta su «Prodi-Valium» e se l'é presa ancora con il Pd: «Ciriaco De Mita è un fantasma diventato oggi tutor dei giovani campani della nascente formazione politica».

«I GIORNALISTI, CAMERIERI DELLA POLITICA»

Grillo è stato particolarmente duro con i giornalisti e l'informazione in generale. Ha accusato i primi di «raccontare balle e di tenere in vita zombie politici con le loro bugie».
Ha poi proposto che vengano tagliati tutti i finanziamenti pubblici alla carta stampata, in primo luogo quelli a Repubblica e al Corriere della sera. In questo modo, a suo avviso, entrerebbero in campo imprenditori editoriali «dalle mani pulite, che potrebbero contare solo sulle vendite al pubblico e sarebbero così costretti a raccontare solo la verità».
«L'informazione - ha attaccato - è il vero cancro di questo Paese. Ci sono giornalisti-camerieri, con l'anello al naso che tengono in vita gli zombie della politica. Tagliamo i fondi anche a loro, anche al 'Corriere della Sera', a 'Repubblica', a l"Unita", a 'Libero' e a gli altri che sono soltanto tipografie che stampano carta da riciclaggio.
Togliamogli le sovvenzioni - si conclude l'affondo di Grillo - e vediamo chi sopravvive: sul mercato resterà solo chi fa giornalismo serio e con un minimo di pudore».
Un altro duro attacco Grillo l'ha rivolto all'informazione televisiva, descritta metaforicamente come «un tubo idraulico che scarica liquami in quantità industriali sugli spettatori».
«Ma noi, grazie alla rete, abbiamo montato - ha sottolineato Grillo - un gomito a 'u', in modo che tutti quei liquami finiscano nelle case dei politici che li producono».

CONTRO MASTELLA E CASINI

In prima battuta il comico genovese esalta Antonio Di Pietro meravigliandosi di come «un ex poliziotto riesca a cogliere la rivoluzione della rete, che ha reso vecchia la politica in un sol colpo» e si meraviglia come «uno come Mastella possa fare il ministro della Giustizia». Grillo ha preso poi di mira anche l'Udc di Casini ribattezzata «unione dei carcerati»: «come può quel partito fare le battaglie sulla famiglia, mentre nelle proprie fila ha divorziati e puttanieri?» Oltre al fronte politico Grillo dilaga anche sulle menzogne delle lobbies economiche, imprenditoriali e finanziarie, che vogliono imporre nuove centrali e non politiche di risparmio energetico. Dopo circa mezz'ora, il comico si congeda con un «consiglio erotico di viaggio, depenalizzato dalla Cassazione: andate affanculo»

LA REPLICA DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA

Le accuse ai giornalisti non le ha prese bene il segretario nazionale della Federazione della Stampa Paolo Serventi Longhi: «governo, opposizione, ora anche Beppe Grillo. E' ormai un tiro al piccione nei confronti dell'informazione e dei giornalisti», ha commentato il segretario. «Ora dall'epigono dell'antipolitica giunge una generica e generalizzata critica alle colleghe e ai colleghi che fanno informazione sulle vicende del Palazzo. Grillo sa bene», ha proseguito Serventi Longhi, «che vi sono pochi e individuabili giornalisti che non hanno il senso dell'autonomia della professione dai poteri. Ormai le invocazioni al rispetto per chi fa informazione sembrano inutili.
Ci vuole una grande mobilitazione e un'ampia discussione sul rapporto tra informazione e politica, questione cruciale in un paese democratico».
E' poi gravissimo – ha concluso - «che Grillo proponga un indiscriminato taglio dele provvidenze all'editoria, taglio che porterebbe alla sicura scomparsa soprattutto dei giornali più deboli».

DI PIETRO: «MAI PIU' CON LA SINISTRA MASSIMALISTA»

L'ex pm, dopo l'intervento di Grillo, non è stato molto più tenero con la maggioranza di governo di quanto non fosse stato il suo amico comico e, soprattutto, ha più volte bacchettato Prodi che un anno fa era proprio a Vasto per la prima edizione della festa.
Per Di Pietro, Veltroni fa bene a chiedere il taglio dei numeri dei ministeri; la riforma elettorale «deve essere approvata presto, ma è chiaro che subito dopo si va alle urne».
Non però con la stessa coalizione, perché Di Pietro esclude di poter stare ancora «insieme alla sinistra massimalista che sa solo dire no».
L'immediato futuro tracciato dall'ex pm per Prodi è insomma tutt'altro che radioso. Lo conferma anche la critica rivolta al professore per il giudizio su 'Annozero'.

DI PIETRO DIFENDE I GIORNALISTI….

«Non abbiamo bisogno di meno Santoro ma, anzi, di più Santoro e anche di più giornalisti che la pensano al contrario di Santoro». L'ex pm non se l'è sentita di attaccare la carta stampata e i programmi di informazione, anzi, si è lasciato andare ad un'arringa difensiva: «I giornalisti – ha spiegato
- fanno il loro mestiere e informano. Il pluralismo nell'informazione è sinonimo di democrazia e non del populismo, come qualcuno cerca di dire. Se i politici non vogliono farsi criticare - ha ammonito - si devono comportare bene. Non devono pensare di spegnere la tv, anche perchè oggi non servirebbe a niente spegnerla, perche' c'e' il mondo della Rete che consente ai cittadini di interagire tra loro e con i politici direttamente. E quei politici che non vogliono farlo si chiudono nel loro castello dorato, ma sicuramente senza dialogo effettivo con la società».

….. E DE MAGISTRIS

Sulla inchiesta di Catanzaro del sostituto procuratore De Magistris, infine, Di Pietro rivendica la posizione dell'Italia dei Valori che «da anni sostiene l'incapacità del potere di fare gli
interessi pubblici». «Dopo i guasti della prima Repubblica - ha
sostenuto - nella seconda, invece di cambiare registro è stata cambiata soltanto qualche sigla di partito ma la metodologia è rimasta la stessa. Non è colpa dei De Magistris di turno se i politici non hanno credibilità nell'opinione pubblica. La colpa – ha concluso Di Pietro - è nei politici, che invece di ascoltare la volontà di trasparenza e di efficacia dell'azione politica, si chiudono in se stessi e ammoniscono che non si deve disturbare il manovratore»


06/10/2007 9.37