Piano sanitario e spese, «il centrosinistra latita o è confuso»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ancora una riunione andata a vuoto.Si tratta della V commissione regionale consiliare che doveva discutere sulle audizioni sul piano sanitario. E’ saltata per mancanza del numero legale.
«Un tema importante quanto urgente è stato rinviato per l'ennesima volta a causa della paralisi amministrativa che la Regione Abruzzo sta vivendo da mesi, strangolata tra la travagliata gravidanza del partito democratico e l'inadeguatezza di un centrosinistra sempre più allo sbando», ha commentato Alfredo Castiglione (An).
«Già da mesi, infatti», ha aggiunto, «i tanti problemi che affliggono il nostro territorio sono passati in secondo piano rispetto alla grancassa che circonda la fiction del partito democratico, ma il colpo di grazia al già fragile funzionamento delle commissioni consiliari l'ha dato la proliferazione dei monogruppi consiliari, tanto che le mancate comunicazioni del presidente Roselli relative alla rappresentanza di tali "gruppi" nelle commissioni hanno provocato l'impasse di questa mattina. Viene da domandarsi come possa affrontare e risolvere questioni delicate e complesse una maggioranza di centrosinistra che non è neanche in grado di gestire l'ordinario e assicurare - quanto meno - un normale e proficuo svolgimento delle riunioni delle commissioni consiliari. Una situazione di stallo vergognosa e ingiustificabile di cui nessuno sembra preoccuparsi».
«L'incontro tra la Commissione di Vigilanza e l'Assessore Mazzocca e al Direttore Generale dell'ASR per conoscere i dati sull'andamento della spesa sanitaria e del deficit sanitario è finito zero a zero nel senso che i responsabili della Sanità non sono riusciti a produrre idonea documentazione certa e probante», ha spiegato invece Mario Amicone, presidente della commissione di vigilanza che così non ha potuto capire il reale e concreto stato dell'arte del sistema tanto da rendersi necessario un altro incontro con dati e cifre più leggibili e più eloquenti.
Se ne riparlerà nella prima seduta di novembre.
«La sensazione di una confusione generalizzata a tutti i livelli gestionali della Sanità», commenta Amicone,«è largamente e ugualmente diffusa tanto da rendere difficile la domanda prima ancora della risposta: Nessuno ha chiara in mente la reale situazione della spesa sanitaria e la prospettiva di un suo vero risanamento è ancora solo una speranza, le cifre sono ballerine e contraddittorie, contraddittorie sono le analisi e le spiegazioni, confuse ed inefficaci le iniziative ed i conseguenti provvedimenti risanatori».
«Una sola cosa è certa», aggiunge Amicone, «e cioè che la Sanità ha bisogno di soldi e se è vero come ha affermato l'Assessore Mazzocca, che parte delle risorse del Fondo Sanitario è stata utilizzata dalla Giunta, senza scrupoli e senza risparmio anche per le clientele più becere ( fotografo, vignettista, consulenze co.co.co. e Quarta ) aggiungo io, allora vuol dire che la legge Omnibus è solo un pretesto e che le responsabilità politiche della Giunta sono gravi ed ingiustificabili se ci ricordiamo che la stessa Giunta aveva tentato persino di utilizzare gli introiti della maggiore fiscalizzazione per attività diverse dalla Sanità».

03/10/2007 13.43