Aule contese Galilei-Acerbo, De Dominicis: «ho deciso e non torno più indietro»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il presidente della Provincia Pino De Dominicis lo ha ribadito ieri sera: «sulla sistemazione delle classi ho deciso e non torno più indietro». De Dominicis ha preso la parola nel corso del consiglio comunale a cui ha partecipato anche una delegazione di studenti del liceo scientifico Galilei.

PESCARA. Il presidente della Provincia Pino De Dominicis lo ha ribadito ieri sera: «sulla sistemazione delle classi ho deciso e non torno più indietro». De Dominicis ha preso la parola nel corso del consiglio comunale a cui ha partecipato anche una delegazione di studenti del liceo scientifico Galilei.


Studenti e genitori hanno chiesto l'aiuto dei consiglieri comunali (non competenti in materia in quanto a decidere per l'edilizia scolastica è il consiglio
provinciale) per sbloccare la loro situazione, ma De Dominicis ha messo la parola fine. Così è deciso e non si torna indietro.
Da quest'anno nella succursale dell'istituto Acerbo di via Passo Lanciano ci sono 90 studenti dell'Acerbo e 1.000 del Galilei.
All'Acerbo sono state poi assegnate 10 aule dell'Istituto Di Marzio per far fronte alla necessità di spazio.
«Questa era la soluzione ottimale», ha spiegato De Dominicis, «perché le aule del Di Marzio distano solo 373 metri dall'Acerbo. Non potevamo fare altrimenti ed era praticamente impossibile spostare i 1.000 alunni dello scientifico nelle sole dieci aule».
Così adesso sono tutti scontenti: l'Acerbo si è vista sottrarre la propria struttura (che in realtà è di proprietà della Provincia) e per il Galilei resta un punto interrogativo per gli anni a venire.
«Viviamo in condizioni ridicole», ha spiegato Nicolò, uno studente di
17 anni dello scientifico. «Chiediamo alla Provincia di sistemare e mettere a norma alcuni plessi attualmente inutilizzabili per mancanza degli standard di sicurezza».
Sulla questione è scattata poi anche la diatriba politica. Il consigliere di An Augusto Di Luzio ha accusato la Provincia ricordando che nell'era Pace «si sono costruite cinque nuove scuole e messe a norma 60. Dal 2003 non si è fatto più niente».
Il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, ha poi sottolineato che se per il Galilei non è stato fatto niente «è stato proprio perché il Comune bloccò i lavori di ampliamento dell'istituto per salvaguardare il plesso ritenuto di interesse storico».
Sempre Di Luzio ha proposto di adibire i locali dell'ex tribunale di piazza Alessandrini a scuola.
Masci (Pescara Futura) si è rammaricato dell'assenza in aula del sindaco D'Alfonso nel corso del dibattito: «lui che è stato presidente della Provincia ci avrebbe spiegato perché negli ultimi quindici anni non è stato fatto nulla per l'edilizia scolastica».


02/10/2007 9.27