«Ottimizzazione dei costi e formazione del personale», così rinasce la Ferrigno

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Novità in casa Ferrigno. Le ha presentate questa mattina il sindaco Lillo Cordoma: parole d'ordine ricognizione e ottimizzazione dei costi. La riforma dell'azienda sociale Deborah Ferrigno sta cominciando in questi giorni.
Una riforma che sembra non facile e che richiederà tempo, soprattutto per cancellare una immagine consolidata negli anni, di struttura nata per sistemare Parenti e amici, conoscenti e supporters politici.
Ma la parentopoli sta per essere smantellata e si cerca di ricostruire dalle sue ceneri, riducendo i costi, formando il personale non qualificato e rimettendo in moto «scrivanie ferme».
Prima grande novità annunciata dal primo cittadino uno stanziamento di 75 mila euro che verrà portato in consiglio venerdì prossimo come variazione di bilancio.
«Questi soldi», ha spiegato il sindaco Cordoma, «serviranno per il personale e per consentire a circa 40 operatori di stabilizzare la loro posizione».
Altro passo in avanti è la riduzione degli emolumenti per direttore e consiglio di amministrazione: si passerà da stipendi da 3.500-5.000 euro a stipendi di 1.500 euro lordi.
«E' giusto così», ha ribadito il primo cittadino, «ed è opportuno che chi lavora e fa politica non lo faccia per arricchirsi ma per passione».
Da circa quindici giorni il neo direttore Nicola Grimaldi sta effettuando una ricognizione della struttura: «è ancora presto per delineare un quadro preciso», ha spiegato Grimaldi, «ma quello che è subito stato chiaro è che ci sono alcune scrivanie che lavorano poco e che dobbiamo investire in qualità e efficienza».
All'azienda sociale lavorano 174 persone, 143 con un contratto a tempo indeterminato e 21 con contratti a progetto tra asilo nido, centro anziani, ludoteca, assistenza domiciliare e scolastica.
In progetto c'è la formazione universitaria dei dipendenti, «così che possano rispondere meglio alle esigenze dei nostri utenti».
Al momento le idee sono tante e le piorità due, ha spiegato Grimaldi: «far funzionare una struttura che serve alla città e scrollarci di dosso l'immagine del carrozzone mangia soldi».
Il presidente del Cda Paola Sardella ha poi sottolineato che l'azienda è vicina ai suoi dipendenti: «li abbiamo incontrati più volte e loro sanno che siamo a disposizione per un confronto».
E da quando è cambiata la giunta, assicurano, anche chi lavora alla Ferrigno ha trovato un po' di serenità: «non erano gratificati per quello che facevano e si sono sentiti abbandonati», ha continuato Sardella. «Adesso stiamo cercando di migliorare le loro condizioni contrattuali senza approdare a spiacevoli vertenze di lavoro».
«Fin dalla sua nascita», ha poi ricordato il sindaco Cordoma, «mi sono sempre dichiarato contrario all'esistenza di questa struttura, che vedevo come un carrozzone di sprechi e utile per sistemare amici e parenti». Poi, ha cambiato idea: «l'ho annunciato anche in campagna elettorale. Montesilvano ha bisogno di assistenza sociale e il nostro compito è quello di riprendere in mano la situazione, sterzare per andare nella giusta direzione».
E la svolta è appena cominciata.

Alessandra Lotti 01/10/2007 14.54