Costantini(Idv): «30 ospedali pubblici e privati in Abruzzo. Sono troppi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Oltre 30 ospedali pubblici e privati in una regione con poco più di un milione di abitanti sono troppi. Almeno la metà dovrebbe essere riconvertita, con strutture di pronto soccorso e di rianimazione adeguatamente attrezzate e servizi di ambulanza efficaci». A Pensarla così il deputato dell'Italia dei Valori Carlo Costantini che affronta un argomento spesso schivato dai politici.
Eppure si fa un gran parlare del taglio delle spese e del riequilibrio del bilancio regionale grazie alla razionalizzazione del settore sanità.
Il paradosso, secondo Costantini, è che questa consapevolezza è molto più diffusa tra la popolazione, che tra i politici.
«Mi sono stati riferiti», racconta il parlamentare abruzzese, «numerosissimi casi in cui gli stessi cittadini soccorsi, durante il trasporto in ambulanza, hanno scongiurato gli operatori di evitare il ricovero in strutture ospedaliere vicine, ma troppo piccole e, come tali, prive di risorse umane e tecnologiche adeguate ed hanno chiesto espressamente di essere trasportati negli ospedali più grandi ed attrezzati».
Questa situazione, in un momento di tagli alla spesa sanitaria, per Costantini «non è più accettabile». «Non è possibile tagliare le spese indiscriminatamente su tutte le strutture ospedaliere solo perché la politica, per ragioni esclusivamente clientelari, non ha interesse a decidere».
E' necessario, secondo l'esponente di Idv, «recuperare le risorse sprecate in strutture dalle quali fuggono le stesse popolazioni interessate ed investire i risparmi in pochi ospedali super attrezzati e super efficienti della regione, per continuare a garantire il diritto alla salute dei cittadini e prestazioni sanitarie di qualità, efficaci e rapide».
L'Ospedale di Pescara è per Costantini l'esempio di questa «lenta, ma inesorabile agonia».
Costretto ad accogliere pazienti non solo dalla provincia, ma dall'intero territoriale regionale e spesso anche da fuori regione per la qualità dei suoi servizi e ciò nonostante «vittima di continui tagli – soprattutto alla spesa del personale – che ne stanno di fatto pregiudicando l'operatività, con tutto quello che ne consegue a danno degli operatori e delle centinaia di migliaia di cittadini che vi accedono».
Più coraggio, quindi, chiede il parlamentare «e più lungimiranza sia nell'azione, che nella programmazione. Meglio correre il rischio di perdere qualche voto, che continuare ad assistere impotenti alla lenta agonia della Sanità abruzzese».

29/09/2007 10.26