Turismo. Enit più snello trasformato in ente economico?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le Regioni non sono contrarie a rendere più snella e operativa la struttura e il funzionamento dell'Enit, ma comunque rimane centrale l'apporto che le stesse potranno dare ad un nuovo ipotetico corso.
È quanto emerso dal coordinamento degli assessori al Turismo che si è riunito ieri nelle sede romana della Regione Abruzzo.
Il coordinamento ha licenziato un ordine del giorno nel quale fa riferimento all'idea del Governo, per il momento non ancora ufficializzata, di trasformare l'Enit da Agenzia a ente economico, con la possibilità di ingresso nella struttura dei privati.
«Nulla è ancora ufficiale - ha detto Enrico Paolini, coordinatore degli assessori - ma vogliamo subito dire al Governo che qualsiasi proposta di revisione dell'Enit deve passare per la concertazione preventiva delle Regioni. Non solo - ha aggiunto Paolini - il coordinamento delle Regioni ha poi ribadito che non riconoscerà ipotesi di gestione del nuovo ente che possano derogare dalla presenza paritetica delle regioni stesse. Mi sembra un passaggio irrinunciabile dopo che all'interno dell'Enit le Regioni hanno diritto alla vicepresidenza e esprimono almeno la metà del componenti del Cda».
Allo stato l'Enit, che da un anno è stato trasformato in Agenzia, ha deliberato il nuovo Statuto che ora è al vaglio del Governo per l'assenso finale.
Il coordinamento ha affrontato l'esame della bozza proposta dal governo sulle linee di intervento per l'utilizzo dei fondi per il turismo inseriti nella Finanziaria 2007.
Gli assessori hanno manifestato molteplici perplessità sulle competenze inserite nella bozza, chiedendo espressamente un intervento presso il Ministro e il Dipartimento del Turismo in grado di garantire il ruolo centrale delle Regioni nella gestione dei 34 milioni di euro per i progetti relativi alla ricettività turistica.
29/09/2007 10.21