«Trasparenza un corno, mancano le consulenze più pesanti»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non poteva certo passare inosservato e senza polemiche l’adeguamento tardivo (ma pure per primo in Abruzzo) del Comune di Pescara per quanto riguarda la pubblicazione delle consulenze sul web. Le critiche riguardano da una parte la parzialità dei dati pubblicati e dall’altra la qualità delle consulenze su temi molto particolari. Tutti chiedono maggiori chiarimenti soprattutto sugli esiti delle consulenze e sugli studi prodotti. LE CONSULENZE SUL WEB
«Meglio tardi che mai: dopo che per mesi abbiamo richiesto che - in virtù dell'obbligo sancito dalla Legge Bersani fin dal 2006 - il sito del Comune venisse utilizzato per dare trasparenza agli atti e le attività dell'Ente, finalmente sono stati pubblicati gli elenchi dei consulenti».
E' il commento di Alessio Di Carlo, referente regionale dei Riformatori Liberali, aggiungendo che «non mancano sorprese all'interno del pur succinto elenco. Chiediamo di sapere - ha concluso l'esponente liberale - in cosa si sia sostanziata tale attività, considerato che 30.000 per la sola consulenza sembra davvero un importo spropositato e che, generalmente, le attività comunicative del Comune di Pescara si sono tradotte in mega spot del Primo Cittadino pagati con i soldi della collettività».
Dall'opposizione è un fuoco di fila…

«L'iniziativa di Pescara millanta trasparenza e rispetto delle nuove norme, ma in realtà suscita seri dubbi e perplessità», tuona per Forza Italia, Riccardo Chiavaroli, responsabile comunicazione,«infatti al di là delle valutazioni di merito su alcuni incredibili incarichi (studio sulla mobilità scolastica?, ideazione di comunicazioni istituzionali?) quel che appare evidente sono le omissioni dell'elenco. In esso non compare – afferma Riccardo Chiavaroli – proprio la parte piu' ingente di consulenze assegnate e spese connesse, ossia quelle conferite dal Sindaco con grande generosità ad esempio per attività di segreteria, di comunicazione varia e via di questo passo».
«Sappiamo bene – conclude Chiavaroli – che tali incarichi esistono, sono ben retribuiti ed hanno concorso ad intaccare le finanze comunali. Non citarli è un affronto alla trasparenza. Oppure dobbiamo pensare che i consulenti di D'Alfonso sono ‘todos caballeros' per volontariato ?»

27/09/2007 11.38