Partita la stagione venatoria: Verdi: «vergognosa gestione faunistica»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per il partito dei Verdi con la stagione venatoria si apre anche una ferita. «La Regione ha disatteso le indicazioni scientifiche per la tutela degli animali selvatici stressati da incendi e siccità»
Nonostante gli incendi e la siccità, domenica 16 settembre è ripartita la stagione venatoria, dopo la distruzione di 20.000 ettari di territorio abruzzese, di cui 8.000 di superficie boscata, dati che pongono la nostra regione al primo posto per numero di boschi distrutti.
«La Regione Abruzzo ha disatteso sia le prescrizioni nazionali dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, massimo organo Scientifico competente in gestione della fauna, sia quelle regionali del Comitato di Valutazione di Impatto Ambientale», commenta Walter Caporale, capogruppo dei Verdi in consiglio regionale.
«E' vergognoso», continua l'esponente ambientalista, «che nella Regione dei Parchi la Giunta regionale non abbia provveduto a fare scelte importanti per la salvaguardia della fauna selvatica che caratterizza il nostro territorio, quando la Sicilia, la Puglia e la Calabria hanno saputo vietare la preapertura dopo le centinaia di incendi».
L'assessore alla Caccia, Marco Verticelli e il Governatore Ottaviano Del Turco, sostiene Caporale «pur di difendere i cacciatori non si sono degnati minimamente di approfondire le condizioni biologiche ed etologiche post-incendi nella nostra Regione, ignorando le richieste della Comunità Scientifica Nazionale ed Europea».
Il Comitato VIA aveva chiesto, tra le altre cose, di eliminare la pre-apertura a causa del forte impatto degli incendi nella nostra Regione, «ma si è preferito disattendere tali indicazioni per non deludere e, secondo il nostro Governatore, "penalizzare i cacciatori"».

17/09/2007 15.55