Grillo benedice le liste civiche e L’Idv fuori dalla maggioranza di Del Turco

Alessandro Biancardi

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Grillo benedice le liste civiche e L’Idv fuori dalla maggioranza di Del Turco
ABRUZZO. Una domenica cruciale per la politica abruzzese quella appena trascorsa. Nel torpore dell’ultima domenica estiva si sono consumati due eventi che di sicuro faranno sentire i loro effetti nell’autunno che sta alle porte e, soprattutto, nella prossima primavera che vedrà una importante tornata elettorale in moltissimi comuni abruzzesi. Nell’ordine: la discesa in campo ufficialmente dei Grilloboys e l’uscita dell’Italia dei Valori dalla maggioranza che regge il governo regionale. L’ITALIA DEI VALORI FUORI DALLA GIUNTA DEL TURCO RINCORRENDO GRILLO PARTE LA RISPOSTA AL PD: L’UNIONE DEMOCRATICA INTANTO NAZARIO PAGANO SI LANCIA NELLA CORSA A SINDACO ...ED E' GIA' CRISI NEL MEET UP PESCARA
Ma andiamo con ordine.
Era nell'aria e quelli del meet up di Pescara lo avevano capito muovendosi con largo anticipo. Ieri però dall'organo ufficiale del movimento (il blog di Beppe Grillo) è arrivato l'imprimatur ed il benestare alla creazione di liste civiche degli appartenenti alla V-generation. Ma il furbo Grillo precisa di non “sponsorizzare nessuno”, ognuno è libero e «megafono di se stesso». Lui ci metterà solo la certificazione di qualità.
«Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali», scrive Grillo , «i cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli. I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi.
Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l'acqua o mantenerla sotto il loro controllo».
«Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno», ha spiegato il comico genovese, «avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città. Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog».
Ma l'avvertimento è chiaro: niente campagna elettorale.
«Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi», ha spiegato , «non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale. La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di se stessi. I cittadini che si fanno politica».
Più chiaro di così?
Intanto l'Abruzzo registra il primato, una volta tanto, di regione più veloce d'Italia a comprendere l'importanza di questa onda che si prefigge un profondo cambiamento nella vita sociale e politica.
In quanto onda però rischia fortemente di infrangersi sugli scogli delle difficoltà che ogni competizione politica presenta.
Gli amici di Beppe Grillo sapranno essere in grado di reperire fondi da sponsor privati?
Saranno in grado di arringare le folle e organizzare una vera e propria campagna elettorale contro le cariatidi di sempre?
Non saranno forse facilmente strumentalizzati dai politici di professione?
Cosa potranno promettere alle persone?
Tutte domande che avranno risposte nei prossimi mesi.

Intanto sulla Rete si va propagando la critica contro i mass media tradizionali (soprattutto le tv lottizzate) accusate di aver snobbato l'iniziativa di Grillo, censurando nei giorni precedenti l'iniziativa.
Il video che segue appare eloquente sulla preparazione delle redazioni dei principali tg.
«L'incredibile disinteresse per un evento che non ha precedenti è testimoniato da questo video», scrive l'associazione Antidigital Divide, «girato 36 ore prima del V-Day, in cui si percepisce qualcosa di "anomalo", è infatti impensabile che le redazioni dei TG non sapessero della manifestazione. Come era prevedibile dopo il successo che ha riscosso la manifestazione, oltre 300 mila firme, le maggiori reti televisive hanno parlato del V-Day, tuttavia solo a posteriori e rincorrendo la rete. La conclusione è che senza internet molto probabilmente il V-Day non ci sarebbe stato e questo ci fa capire quanto sia importante la rete e la possibilità che tutti i cittadini possano accedervi attraverso la banda larga a tariffe sostenibili. Purtroppo questo in Italia ancora non avviene se si pensa ai circa 10 milioni di digital divisi e alle tariffe spropositate rispetto agli altri paesi europei».




IL V-DAY SUI GIORNALI DEL MONDO

Il clamore di Beppe Grillo ha oltrepassato i confini nazionali ed è finito sulla stampa estera. Ne parla l'Herald Tribune che sottolinea come il V-day sia stato «un ulteriore esempio della crescente insoddisfazione tra gli italiani dello stato della politica.
Gli italiani», scrive ancora il quotidiano, «hanno fatto la fila in più di 200 città e paesi per firmare la petizione per la proposta di Grillo: "Parlamento Pulito" che, se adottata, metterebbe al bando i candidati condannati dalle cariche pubbliche, limiterebbe gli incarichi a due mandati e introdurrebbe l'elezione diretta dei parlamentari».

Anche lo spagnolo El Pais  non si fa mancare la notizia e parla «di un blog che è riuscito a muovere la massa» e di una Italia «stufa della politica corrotta e dell'inefficienza». Il giornale spagnolo sostiene inoltre che non serve «tradurre la parola vaffanculo e che la crudezza dell'espressione è tipica del linguaggio di Grillo».
Per il Periodista digital: «gli italiani mandano i politici a "tomar por el culo" che scrive: «Grillo bacchetta la destra e la sinistra, per questo non lo vuole nessuno» e ricorda come negli anni 90 fu cacciato dalla televisione italiana». E potrebbe andare a finire che Grillo mobiliti anche le folle spagnole. I commenti all'articolo, infatti, sono entusiasti:
«bellissima idea. Si potrebbe fare lo stesso anche qui. I politici sono solo attaccati alle loro poltrone»

Per il francese Le Figarò  è nato invece un nuovo populismo italiano.
Stessa linea per i tedeschi Tagesspiegel  e derStandard.at
 che raccontano anche il successo dello spettacolo di Grillo alla festa dell'Unità.



17/09/2007 8.33


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L'ITALIA DEI VALORI FUORI DALLA GIUNTA DEL TURCO RINCORRENDO GRILLO

Quasi un anno fa avevano minacciato di farlo.Avevano dato l'ultimatum di sei mesi. Ne sono passati altri sei ed anche se in ritardo la promessa è stata mantenuta. L'Idv sancisce un divorzio che non potrà non produrre effetti e conseguenze anche nei governi locali. Da oltre un anno pe resepio a Pescara Idv è in materiale “opposizione” al centrosinsitra e se qui la maggioranza appare reggere comunque in altre realtà potrebbe produrre qualche scompenso in più.
Ieri si è concluso a Pescara, al Museo Vittoria Colonna, il 2° Congresso Regionale dell'Italia dei Valori che ha votato per acclamazione e con una lunga standing ovation la rielezione a coordinatore regionale di Alfonso Mascitelli e ha ratificato l'uscita del partito dalla maggioranza in Regione.
Nella dettagliata mozione politica, Mascitelli ha spiegato le ragioni di una scelta di «responsabilità e chiarezza» motivata dalla «grave crisi istituzionale e politica che attraversa la politica del governo regionale».
«Una azione riformatrice deludente e apparente e una gestione padronale delle istituzioni che mortifica la legittimità della rappresentanza popolare del Consiglio Regionale» sono state le linee conduttrici del suo intervento.
Erano presenti il sindaco di Pescara, Gianni Melilla, Maurizio Acerbo, il capogruppo di FI Nazario Pagano, i dirigenti regionali di DS e SDI Catena e Prosperi.
Particolarmente apprezzati gli interventi di Carlo Costantini, del capogruppo regionale Bruno Evangelista e del sindaco di San Giovanni Teatino, Verino Caldarelli, che hanno rafforzato e sostenuto i contenuti della mozione politica del Coordinatore Mascitelli.
A conclusione dei lavori il deputato Felice Belisario, responsabile Organizzazione del partito, a nome del Ministro Di Pietro, ha portato i saluti della Presidenza Nazionale del partito che vede nel lavoro svolto dagli eletti e nella indubbia crescita elettorale dell'Idv in Abruzzo, un punto di forza sulle altre regioni italiane.



LE CRITICHE DI METODO E CONTENUTI… MA NON SI ESCLUDE DI TORNARE INDIETRO

E' stato un invito agli altri partiti a fare lo stesso.
E' stato questo il senso della conferenza stampa di questa mattina dell'Italia dei Valori che si pone come esempio di «coerenza».
A parlare il coordinatore regionale, Alfonso Mascitelli, dal capogruppo in Consiglio regionale, Bruno Evangelista, dall'on. Carlo Costantini e dai
segretari provinciali del partito.
«Usciamo in maniera organica dalla maggioranza - ha spiegato Mascitelli - e questo non vuol dire omologazione con il centrodestra. La nostra posizione e' del tutto autonoma e di liberta' il che vuol dire che in Regione punteremo alla qualita' delle leggi e alla garanzia della loro applicazione».
Evangelista ha annunciato che l'Idv «terra' un atteggiamento rispettoso delle proposte, ed entrera' nel merito di ciascuna con il voto. Non staremo con l'opposizione ma con le cose, nel senso che ci muoveremo nell'ottica della tutela degli interessi della gente».
Piu' duro Costantini il quale ha chiarito che «la coalizione non e'
una camicia di forza e il vincolo di appartenenza non e' senza se e senza ma. Il nostro impegno politico e il nostro sguardo al futuro sono legati ai diritti dei cittadini: a noi interessano le vicende dell'acqua, della sanita', della pressione fiscale che e' insostenibile. Vogliamo risposte sui bisogni dei cittadini e se le risposte non arrivano passiamo all'opposizione».
Ma non vi sarebbero secondi fini legati alle poltrone e agli incarichi, è stato chiarito.
Mascitelli ha contestato la maggioranza anche per la «tanto decantata riforma degli enti strumentali, che di fatto si e' ridotta a qualche taglio nei Cda, ma gli enti non sono stati trasformati, anzi sono stati creati dei doppioni, come nel caso di Abruzzo Engineering. Siamo di fronte, quindi, ad un riformismo apparente, gattopardesco».
Essendo arrivati a meta' legislatura l'Italia dei valori ritiene che se non
cambiera' nulla «si dovrebbe ridare la parola ai cittadini».
Costantini ha segnalato «problemi di merito e di metodo», con il centrosinistra che governa l'Abruzzo. "Siamo stati esclusi dai processi decisionali (e si badi bene che l'inclusione non e' necessariamente legata al posto in giunta).
Il deputato dell'Idv ha parlato del Pd come dell'interlocutore del futuro ed ha annunciato che si cerchera' di «aggregare altre forze politiche», ma ha anche detto che questa «non e' una uscita dalla maggioranza per sempre, perche' non escludiamo di tornare sui nostri passi».

17/09/2007 15.42


TAGLIENTE (FI):«SOTTO A CHI TOCCA»

«Dopo l'uscita dell'Italia dei Valori dalla maggioranza di centrosinistra appare sempre più evidente lo sfascio d'una coalizione nella quale ognuno va per proprio conto, per cui resta solo da vedere adesso a chi tocca», questa la valutazione di Giuseppe Tagliente, Consigliere regionale di Forza Italia alla luce della decisione presa dal congresso regionale del partito di Di Pietro.
«La crisi nei comuni di Giulianova, Roseto e quella strisciante di Chieti – aggiunge Tagliente – sono la proiezione sul territorio di questo stato di cose. Nemmeno l'occasione della visita del Presidente della Camera – conclude Tagliente – peraltro mal organizzata in Consiglio col mancato invito degli ex Consiglieri e alcune evidenti disfunzioni nella sistemazione degli ospiti – è riuscita a dare una parvenza di coesione, anzi le assenze di Del Turco e D'Alfonso la dicono lunga sul malpancismo trasversale a tutto la coalizione».

17/09/2007 8.33
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PARTE LA RISPOSTA AL PD: L'UNIONE DEMOCRATICA

Intanto si lavora per la creazione di un anti-partito democratico (ma non doveva essere una grande alleanza che racchiudeva tutte le forze del centrosinistra?)
E sono molti gli scontenti, quelli che non si riconoscono nel Pd.
«Le peggiori pratiche della lottizzazione partitica stanno svilendo l'operazione del Partito Democratico», spiega il coordinatore nazionale Gianfranco Cerasoli, «sono ormai quasi venti anni che gli italiani chiedono mutamenti radicali: innovazioni coraggiose! La risposta è stata il balbettio, la chiusura, la conservazione. Ed oggi persino il gattopardismo, la contraffazione, il moltiplicarsi delle peggiori pratiche della lottizzazione partitocratrica. Ciò che è avvenuto nei giorni scorsi in Abruzzo rappresenta una delle pagine più brutte della politica».
«Ma la singolarità del Presidente della Regione Del Turco», continua , «sta nel fatto di non accettare in Abruzzo ciò che egli stesso ha concordato a Roma. Delle due , l'una, o ha perso la capacità di controllo dei processi politici o c'è dell'altro che agli Abruzzesi è tenuto nascosto.
Del Turco se vuole fare altro , lo dicesse anche ai cittadini Abruzzesi così almeno finisce la manfrina delle dimissioni poiché è noto che chi le minaccia a piè sospinto generalmente non le da mai».
Per questo -e non solo in Abruzzo ma in ogni regione italiana- dopo l'assemblea costituente che si terrà a Roma il prossimo 29 settembre presso la Sala Convegni Capranica, in piazza Capranica, nascerà il progetto politico di Unione Democratica con Willer Bordon, Roberto Manzione, con Bruno DE Vita del Partito dei consumatori, ed il 'padre' dell'Adusbef, Elio Lannutti.
Ci saranno spettatori e ospiti illustri a cui l'Unione Democratica guarda con grande interesse come Gavino Angius i senatori Roberto Barbieri e Accursio Montalbano, ma anche Boselli, Pannella, Bonino, Arturo Parisi e la repubblicana Sbarbati.

17/09/2007 8.33

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INTANTO NAZARIO PAGANO SI LANCIA NELLA CORSA A SINDACO

Forte di un sondaggio on line su www.abruzzoliberale.it che ha totalizzato circa 3800 voti si sono svolte le prime informali “primarie virtuali”.
«Mi pare – ha aggiunto Di Carlo – che dalla nostra iniziativa, pur con i limiti scientifici evidenti a tutti, emergano con chiarezza due dati: la preferenza accordata in larghissima misura a Nazario Pagano, che con quasi 1600 preferenze stacca di quasi 850 voti Luigi Albore Mascia, ottimo secondo con oltre 750 preferenze e la voglia di partecipazione espressa dagli elettori della CdL a cui, come centro destra, siamo chiamati a dar risposta».
Così Pagano (Fi) mostra di gradire e mostra di essere molto interessato alla corsa per la poltrona di sindaco di Pescara.
«Apprendo con estremo piacere il risultato del sondaggio», ha spiegato lo stesso Pagano,«sono consapevole del significato poco più che simbolico di una rilevazione cui si è proceduto senza nessun criterio scientifico. Tuttavia l'iniziativa – ha aggiunto l'esponente azzurro - ha avuto il merito innegabile di movimentare la coalizione e può costituire lo spunto – qualora non vi fosse convergenza su un candidato condiviso – per procedere ad elezioni primarie vere e proprie, se del caso anche in forma on line, purchè verificate e certificate ed aperte ai soli residenti pescaresi».

17/09/2007 8.33