Pd: «la Margherita compatta con D’Alfonso»

Alessandro Biancardi

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Pd: «la Margherita compatta con D’Alfonso»
PESCARA. I nomi per la candidatura a segretario regionale del Pd sono due: Luciano D’Alfonso, sindaco di Pescara e Tommaso Ginoble, assessore regionale ai trasporti. Oggi il partito di riferimento di entrambi i candidati (La Margherita) ha ribadito: «noi stiamo con D’Alfonso». E le donne del partito democratico, deluse, denunciano «indecenti giochi di forza e di contrapposizioni sui nomi».  LA VIGNETTA DI GIO
Stamattina la direzione regionale della Margherita Abruzzo ha convocato una conferenza stampa per l'annuncio. Il segretario regionale Giorgio D'Ambrosio ha chiarito e ribadito che «l'unica posizione ufficiale» di tutta la Margherita è quella a sostegno del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso.
Questa scelta, ha poi spiegato D'Ambrosio, «è scaturita da un approfondito dibattito nell'intero territorio regionale, conclusosi con l'unanime deliberato della Direzione regionale coincidente con il sentire comune dei dirigenti, degli amministratori e dei circoli della Margherita Abruzzo e confermata anche dalla netta e chiara posizione dei Ds».
La scelta di Tommaso Ginoble, secondo sempre quanto ha riferito questa mattina D'Ambrosio «risponde a una valutazione di opportunità legittima, ma che non esprime in alcun modo la volontà della Margherita».
Erano presenti oltre al segretario D'Ambrosio, il capogruppo alla regione Maurizio Teodoro, il presidente della Provincia di Chieti Tommaso Coletti, i segretari provinciali della Margherita di Chieti e Pescara.
Hanno inoltre aderito alla conferenza stampa, i consiglieri regionali Camillo D'Alessandro, Annamaria Fracassi Bozzi, il Presidente del Consiglio Regionale Marino Roselli e Giuliano Tomassi segretario della Margherita della città dell'Aquila con il sostegno del segretario provinciale e consigliere regionale Antonio Verini.

Voce fuori dal coro in queste ore quelle delle donne del nascente partito democratico che contestano «paralizzanti accordi di coalizione» e «indecenti giochi di forza e di contrapposizioni sui nomi».
Le nomine o indicazioni dall'alto, secondo le democratiche abruzzesi «hanno introdotto un precedente che ha “viziato” il dibattito, messo in secondo piano la ridefinizione dei ruoli, la funzione della politica, i contenuti e i programmi. Comportamenti e scelte comunque apertamente in contrasto con la versione del Partito Democratico prospettata da Veltroni, ma anche da Bindi o da Letta».
«Nonostante l'amarezza», però dichiarano, «abbiamo deciso di non rinunciare al sogno di costruire un partito nuovo, capace di rispondere ai bisogni reali delle persone. Per questo parteciperemo alle elezioni primarie a condizione che le liste rispettino quelle garanzie di discontinuità e legalità indispensabili per un rinnovamento reale e non solo annunciato».

14/09/2007 17.40