Asl Chieti. Comitato dei sindaci:«serve un altro distretto sanitario»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il Comitato ristretto dei sindaci dell'Azienda sanitaria locale di Chieti, presieduto da Renato D'Alessandro, si è riunito per discutere della ripartizione dei distretti sanitari di base (Dsb) prevista dal Piano sanitario regionale.
L'ipotesi formulata dal Comitato, al termine di un ampio confronto, è di verificare la possibilità di istituire un quarto distretto in aggiunta ai tre previsti (Chieti, Foro-Alento e Ortonese), comprendendo al suo interno i Comuni che già rientrano nell'ambito sociale della Majelletta. Ciò senza modificare l'assetto degli altri Dsb e dei relativi ambiti.
Una delegazione del Comitato ristretto chiederà un incontro all'assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca, per formulare la proposta.
A Mazzocca il Comitato sottoporrà anche il problema della scadenza dei contratti a tempo determinato che, al momento, la Asl non può rinnovare in base al tetto di spesa sul personale fissato dall'accordo Stato-Regioni. Tale vincolo pone difficoltà all'Azienda nella puntuale erogazione dei servizi sanitari.
Il presidente D'Alessandro ha, inoltre, annunciato l'intenzione di organizzare a Chieti una conferenza regionale dei Comitati ristretti dei sindaci delle sei Asl: «Sarà un'occasione – ha spiegato – per dare voce ai Comitati, per condividere quanto accade in tutto il territorio abruzzese, per amplificare il ruolo di questi organismi e creare tra loro un'azione corale. I sindaci – ha concluso D'Alessandro – intendono partecipare attivamente e contribuire a migliorare la sanità regionale nell'interesse dei cittadini».
14/09/2007 9.01

MAZZOCCA DISPONIBILE

L'assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca, ha già dato la disponibilità a esaminare il documento.
«La Regione Abruzzo – ha affermato D'Alessandro – tramite l'assessore Mazzocca ha evidenziato subito il suo interessamento per il documento ufficiale che abbiamo deliberato, in tal modo riconoscendo il ruolo strategico svolto dal Comitato ristretto dei sindaci per la partecipazione delle comunità locali alle scelte in materia di sanità».
D'Alessandro ha ribadito la richiesta di valorizzare i distretti sanitari di base «che rappresentano – ha detto – un setaccio per la sanità, perché offrono agli utenti la possibilità di essere curati il più possibile vicino casa: in tal modo si evita che il lavoro degli ospedali sia ingolfato da patologie che possono essere benissimo risolte nei Dsb o dai medici di medicina generale e, di conseguenza, si riducono i costi del servizio sanitario che gravano sui cittadini».

15/09/2007 9.42