Il presidente Ottaviano Del Turco non si è dimesso

Alessandro Biancardi

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Il presidente Ottaviano Del Turco non si è dimesso
PESCARA. L'annunciata conferenza stampa del presidente Ottaviano Del Turco è durata tre quarti d'ora circa. Il capo della giunta ha spiegato le articolate ragioni per cui non si dimetterà. Dunque emergenza rientrata. Al centro ovviamente le questioni del Partito democratico. Non sono mancate stoccate al sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso. Convocata una riunione di maggioranza ed un seminario nel quale si "aggiornerà" il programma di governo a due anni dalla scadenza del mandato. "Rinnovamento" è stata la parola più pronunciata. TUTTE LE REAZIONI
Tra le ragioni addotte per la marcia indietro ci sarebbe quella della condizione soddisfatta posta ieri. Infatti Del Turco aveva auspicato un nuovo nome e, dunque, una nuova candidatura a segretario del Pd da opporre a D'Alfonso.
Questo nome sarebbe quello di Tommaso Ginoble, già assessore ai trasporti, dunque componente dell'esecutivo regionale.
La soddisfazione del presidente sarebbe allora dovuta al fatto che non si produrrebbe più «una spaccatura» all'interno del consiglio regionale come paventato ieri dal segretario Quarta.
Il pericolo poteva essere quello di avere una maggioranza in consiglio che rispondesse al partito (e dunque D'Alfonso) e non al presidente della Regione (Del Turco).

«Sono molto colpito», ha esordito il presidente Del Turco, «da uno stranissimo dibattito parallelo ad una riflessione sulla crisi della politica, alle liti, alle liturgie. Se uno dichiara che non vuole restare al suo posto ad ogni costo è un vantaggio. In questa regione, fino alla scorsa legislatura, ogni volta che c'era un problema si cambiava un assessore. Quella era la malattia. Se il presidente della Regione, oggi, si prende le sue responsabilità allora si grida allo scandalo».
«Io invece considero una fortuna che ci sia un presidente che non vuole restare al suo posto costi quel che costi. La ricerca del consenso non può dipendere dalla perpetuazione del proprio potere».
«In questo autunno vogliamo imprimere una straordinaria accelerazione a tutti quei fattori di cambiamento del nostro Governo - ha detto Del Turco - e alla fine ne dovremo uscire con una nuova legge sulle acque, con l'abbattimento dell'incredibile castello dei consigli di amministrazione delle case popolari e con la rinegoziazione delle tariffe sanitarie. Quello sì - ha commentato - sarà un bel match».

IL PARTITO DEMOCRATICO

Del Turco è poi passato a parlare della nascita del Partito Democratico, «un partito che vuole rappresentare una quota straordinariamente alta».
«Appartengo ad una tradizione politica», ha aggiunto, «che ha la tradizione delle scissioni. Avevo pensato che era arrivata una fase in cui i socialisti riformisti potessero arrivare a mescolarsi ad altre identità. Io, socialista, trovo straordinariamente importante di stare nello stesso partito che mi ha insegnato che non esistono solo le masse ma anche le persone».
«Dunque la nascita di questo partito», ha proseguito il governatore, «è un fatto nuovo, in Abruzzo e in tutta la politica italiana».

«Sono tra coloro che non si sono meravigliati alla notizia della candidatura nuova del sindaco D'Alfonso», ha assicurato il presidente. «Sarebbe stato singolare il contrario. Ma questa possibilità di tornare a fare il sindaco è improvvisamente ricomparso però insieme all'elezione a presidente del Pd, questo è stato un errore. E mi domando: ci sarà anche una terza candidatura a presidente della regione? A me questo sembrerebbe un problema politico enorme».
Ma il presidente della giunta ha precisato di non avere «nessun problema nei confronti di D'Alfonso. Ha tanti pregi che io non ho ma anche tanti difetti che io non ho. Mi vedrete a Pescara a fare la campagna elettorale per D'Alfonso, così vi dimostrerò con i fatti quello che dico è vero e che non ci sono problemi tra di noi».
Per il Presidente il punto di snodo sulla querelle candidati è stata la «telefonata con Veltroni alle 14 di ieri. Con Veltroni - ha dichiarato Del Turco - ci siamo trovati d'accordo sul fatto di evitare settarismo e risse. In Abruzzo non ci sono candidature di seria A e di serie B ma l'affermazione di un metodo, quello della pluralità, che porterà ad una vera elezione democratica del segretario del Piddì».
E, infine, a proposito della possibilità di accettare la presidenza dell'Assemblea del PD, Del Turco ha dichiarato di essere «lusingato di ricevere nomine ma nessuno venga a dirmi che su quella che mi è stata proposta si regge l'equilibrio tra me e D'Alfonso. Io mi sottrarrò a questa logica».

«NON FIRMERO' LA LEGGE OMNIBUS»

Del Turco ha poi ribadito la sua contrarietà sulla “operazione omnibus” asserendo di non avere alcuna intenzione di firmarla.
«Siamo d'accordo che l'operazione omnibus non può diventare la regola e che io non firmerò. Io cerco un segretario del Pd che mi ricordi ogni giorno che dobbiamo cambiare sugli Ato, sulle case popolari, sulle decine di Cda, sulla Sanità», ha detto ribadendo una volontà di «vero cambiamento».

CANDIDATURA GINOBLE

«Noi stiamo facendo una grande esperienza di governo. A Ginoble è toccata anche la prova del fuoco, la scorsa estate, essendo il responsabile della Protezione Civile. Il suo nome non l'ho fatto io ma è nato in una fase in cui si pensava che si bisognasse dare una immagine di rinnovamento. Ad ogni modo in questa estate di emergenza ci siamo comportati bene».
«La candidatura di Tommaso Ginoble, assessore ai Trasporti e alla Protezione civile, alla segreteria del Pd riaprirà un sano dibattito democratico. Non potevo accettare un referendum pro o contro la Giunta. Non ho la mania delle dimissioni ma non avevo altra scelta per far capire agli abruzzesi la posta in gioco».



NIENTE DIMISSIONI MA GIORNATA SEMINARIALE

«Ho già provveduto a convocare una riunione della maggioranza e poi il 24 di questo mese a Città Sant'Angelo ci sarà una giornata seminariale con la maggioranza (assessori, capigruppo e consiglieri) per un aggiornamento del programma. Lo scopo è quello di fare il punto per i due anni e mezzo della legislatura che ci restano ancora davanti».
Del Turco ha poi parlato dello scandalo dell'acqua di Pescara.
«Chiedo all'opposizione quattro giorni di discussione per una nuova legge sulle acque, perché quello che è accaduto è inammissibile. E' urgente risanare questo sistema e cancellare il castello di Cda. Abbiamo bisogno anche di una rapida discussione del piano sanitario».

BEPPE GRILLO

Nel corso della conferenza stampa Del Turco ha commentato anche il Vday organizzato da Beppe Grillo: «Nei suoi interventi vedo demagogia e populismo intollerabile per la mia visione di politica, ma Bertinotti ha ragione quando dice che quando qualcuno crea un vuoto c'è qualcun'altro pronto a coprirlo. La politica buona può scacciare la politica cattiva. Io propongo che la Regione Abruzzo sia un modello per indicare che c'è anche un'altra strada possibile e non solo quella contestata dalla gente».

MARINI E LOLLI

«Con Marini e Lolli ho parlato tutti i giorni. Non mi hanno mai escluso da nulla e dalle scelte del candidato del Pd. Solo quando Marini è andato in Canada non l'ho turbato con telefonate inopportuno. Abbiamo discusso sempre tanto e magari lui alla fine ha preso una decisione più consona al suo partito».
«Sarò felice se ci saranno le primarie e di aver dato possibilità di scegliere. Io non credo al plebiscito, non funziona nelle democrazie vere e quindi mi sono mosso per riarticolare il dibattito politico che forse ristagnava. Penso che questa faccenda la metterò tra le cose buone che ho fatto nella mia candidatura».
Del Turco ha anche detto che «la presenza di Marini al Senato è una ricchezza per questa regione che non voglio perdere», ricordando come siano amici da 40 anni ed «è difficile rompere un'amicizia del genere, nonostante nel sindacato avessimo idee tanto diverse».

DEL TURCO BIS?

«Ho pensato spesso ad una mia ricandidatura. Io ho parlato chiaro quando mi sono presentato agli elettori e ho detto che mi sarebbe piaciuto condensare tutto in una sola candidatura. Naturalmente se mi dovessi rendere conto che c'è davvero rinnovamento, ci sarà il mio appoggio, ma se qualcuno pensa di tornare al passato allora potrei ritornare».

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PASTORE (FI):«UNA CLAMOROSA BOLLA DI SAPONE»

«Come era ovvio attendersi, la conferenza stampa di Del Turco si è risolta in una clamorosa bolla di sapone». E' stato questo il commento a caldo del senatore Andrea Pastore, coordinatore di Forza Italia.
«Mi pare” – dice Pastore - che dal punto di vista politico, Del Turco abbia sancito fatti già noti, ossia che il Partito Democratico in Abruzzo nasce sotto una cattiva stella, con candidati contrapposti non su basi ideali e politiche ma soltanto pro o contro la Giunta Regionale, il tutto poi con buona pace della tanto (e inutilmente) decantata unità chiesta da Marini e Lolli».
«Dal punto di vista istituzionale» - afferma il Sen. Pastore – «la questione delle sue dimissioni da Presidente della Giunta Regionale sarebbe da sommergere con una risata, se però il fatto invece non fosse drammaticamente serio».
«Del Turco, infatti - conclude Pastore - per fini puramente di parte e speculativi, ha usato ed abusato del suo ruolo e dell'Istituzione che rappresenta, creando un grave precedente ed un pericoloso vulnus. Mi auguro perlomeno che anche di questo chieda urgentemente scusa agli abruzzesi».

ALESSIO DI CARLO (RL):«OGGI SOLO CONFERME»

«Quella di Del Turco è stata una conferenza stampa all'insegna delle conferme: la prima riguarda le non dimissioni dell'ex sindacalista a cui davvero non aveva creduto nessuno».
Ha così commentato l'esito della conferenza stampa di Ottaviano Del Turco il referente regionale dei Riformatori Liberali, Alessio Di Carlo, aggiungendo che «il termine 'dimissioni' è estraneo al lessico di questa sinistra e dunque, come detto, da questo punto di vista s'è trattato di una conferma».
«Ben più grave - ancorché non seria - è invece la conferma che le sorti del maggior Ente Regionale debbano dipendere dai giochi interni al PD per la segreteria regionale».

CASTIGLIONE (AN):«ABRUZZO OSTAGGIO DELLA LOTTA DI POTERE INTERNA AL PD»

«Come volevasi dimostrare Del Turco non si è dimesso neanche questa volta, con grande rammarico per gli abruzzesi che finalmente confidavano di liberarsene».
Alfredo Castiglione, capogruppo di An in consiglio regionale, commenta così la decisione del presidente della Regione di rimanere al suo posto «non per risolvere i tanti e urgenti problemi dell'Abruzzo ma per sostenere la candidatura di Tommaso Ginoble alla carica di segretario regionale del Pd in contrapposizione con quella di Luciano D'Alfonso».
«Evidentemente nessuno prende più sul serio D'Alfonso, visto che persino il presidente del Senato Marini – che ha sempre osteggiato le ambizioni del delfino D'Alfonso – si è deciso a sostenere il sindaco di Pescara malgrado le ennesime minacce di dimissioni del presidente Del Turco, un'arma spuntata che ormai fa solo sorridere. Quel che lascia sconcertati è, piuttosto, che Del Turco abbia messo sul piatto – sia pure maldestramente e senza ottenere risultati – la sua carica di presidente della Regione per condizionare una lotta di potere interna al partito cui aderisce, mostrando così di non avere rispetto nei confronti dell'istituzione».

IL SINDACO DELUSO DI RIPA TEATINA

Mauro Petrucci, sindaco di Ripa Teatina, presidente dell'Unione dei Comuni delle Colline Teatine e componente del Comitato Ristretto dei Sindaci della Asl di Chieti-Ortona si è detto «deluso» da Del Turco.
«Quello che poteva essere un nuovo laboratorio di idee e confronti per cercare di uscire dalle paludi dell'attuale politica italiana», ha detto Petrucci, «di fatto, a causa del metodo di attuazione con designazioni verticistiche, frutto di compromessi e spartizioni, ha inficiato e vanificato tutto».
Secondo il primo cittadino sarebbe stato inopportuno per il presidente far pesare il proprio mandato elettorale per una faccenda squisitamente politica.
«Evidentemente Del Turco e Marini pensano che, partiti soldati semplici dall'Abruzzo, siano tornati da “consoli” con pieni poteri sulla “colonia Abruzzo”, ignorando che, però, questa è una Repubblica, cioè “res publica”, dal latino cosa pubblica, e non privata. E' veramente questo che vogliono o meritano gli abruzzesi? Riflettiamo! Mi sento di poter dire questo da uomo libero e, soprattutto da sindaco di un piccolo comune al servizio solo dei propri cittadini e sicuro di interpretare il pensiero di molti».

11/09/2007 14.03

AMICONE (UDC):«L'ABRUZZO LO HA GIA' SFIDUCIATO CON IL V-DAY»

«Fotografi, vignettisti, attori protagonisti, burattini e burattinai il cast è completo, il teatrino va in scena e, dopo due mesi in cui si è parlato solo del nuovo PD, poco dei problemi emergenti e seri come l'annunciato nuovo dissesto finanziario della sanità e come la situazione economica regionale di nuovo in discesa, Del Turco torna dalle ferie rovinando la tranquillità degli abruzzesi (si fa per dire) nonostante l'acqua ed il fuoco sfascia qualche Partito di maggioranza, minaccia dimissioni, ottiene quello che vuole e non si dimette, perché?».
Il Capogruppo UDC, Mario Amicone, rincara la dose:«il senso d'irresponsabilità per l'Istituzione che rappresenta ed il senso di disprezzo nei confronti dei cittadini sono vergognosi ed inqualificabili».
«A questo punto», conclude Amicone, «il Consiglio Regionale dovrebbe sfiduciarlo sul serio per rimettere al centro la barra della democrazia rappresentativa e per ridare dignità alle Istituzioni, ma se ciò non dovesse accadere, come purtroppo credo, penso che il popolo abruzzese lo abbia già di fatto sfiduciato dando attuazione al V-Day di Beppe Grillo».

PAGANO (FI):«OLIGARCHIA LONTANA DALLA GENTE. DIMISSIONI ALLA TOTÒ»

«La faida che si sta consumando per mettere le mani sulla leadership del PD – attacca Pagano – non ha nulla a che vedere con gli interessi della gente e con il programma che il governatore si era impegnato a realizzare. Gli stessi alleati – prosegue Pagano – che lo hanno criticato ma siedono con lui in giunta farebbero bene a prendere le distanze concretamente o a tacere perché interessati anche loro soltanto alle poltrone. L'unica soluzione per tutti gli Abruzzesi – conclude Pagano – è mandare a casa questa sciagurata maggioranza di centrosinistra che ormai non ha nemmeno più il senso della decenza e che con il PD condizionerà ancor più negativamente il funzionamento delle istituzioni».

TAGLIENTE (FI):«MAGGIORANZA INQUINATA COME L'ACQUA CHE CI FANNO BERE»

«Il partito nato per essere democratico si mostra immediatamente dittatoriale autoritario», è il commento di Giuseppe Tagliente, Consigliere regionale di Forza Italia.
«In termini calcistici per ora potremmo dire Del Turco 2 – Marini 0» ironizza Tagliente «ha infatti neutralizzato D'Alfonso e spaccato la Margherita. Anzi il buon D'Alfonso – prosegue Tagliente – ora deve stare attento anche alla poltrona di sindaco… Ma è inutile ricamare troppo – conclude Tagliente – su quanto sta accadendo, l'unica via d'uscita è tornare alle urne, perché il centrosinistra ha dimostrato di non avere – e con il PD l'avrà ancor meno – la capacità di governare questa regione e i problemi che l'affliggono».

D'AMBROSIO:«MARGHERITA' SOSTERRA' DEL TURCO»

La Margherita abruzzese «continuerà a sostenere Del Turco, come ha sempre fatto», ma mette in chiaro che la candidatura di D'Alfonso alla guida regionale del Partito Democratico «é stata effettuata con voto unanime dalla direzione regionale del partito» e che «D'Alfonso ha accolto l'invito unanime» a rendersi disponibile per la sua ricandidatura a sindaco di Pescara.
«La Margherita - si afferma nella nota - ha sempre sostenuto e continuerà a sostenere in modo leale l'opera riformatrice del governo Del Turco e del governo regionale. Un sostegno che però non interferisce in alcun modo con il processo di costituzione del futuro Pd».

RC, PDCI,VERDI, SD:«USO IMPROPRIO E IRRIGUARDOSO DELLE ISTITUZIONI»

«Giorni di tensione, telefonate incrociate, comunicati, annunci, minacce ... e tutto si risolve con la candidatura dell'ennesimo amministratore, stavolta l'Assessore regionale della Margherita Tommaso Ginoble, che affiancherà il già candidato Sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, nella gara per l'elezione del Segretario regionale del Partito Democratico. Che dire? Ribadiamo l'uso improprio, irriguardoso, dei ruoli istituzionali (si pensi alle pluriminacciate dimissioni del Presidente della Regione Del Turco) per risolvere beghe interne di partito».
E' questa la posizione espressa dai segretari PRC, Marco Gelmini, PdCI, Antonio Macera, Verdi, Walter Caporale,
Sinistra Democratica, Gianni Melilla.
«Non si fa così, non è quello che chiedono i cittadini», ribadiscono,«si conferma un'idea deteriore della politica, si deludono le aspettative dei cittadini e dei territori. In tutto questo spreco di parole, tempo ed energie prendiamo atto di un piccolo passo in avanti: l'annunciata convocazione (finalmente!) della riunione politica della maggioranza regionale per il 24 Settembre, in cui riqualificare, rilanciare, ricalibrare un'azione plurale e collegiale del governo regionale.
E' quanto le forze della sinistra hanno richiesto; è quanto è necessario fare urgentemente senza abusare della pazienza dei cittadini.
Urgono risposte concrete, non chiacchiere o minacce, sulla politica industriale regionale, sul lavoro, sui servizi, sulla sanità, sull'ambiente, sulla riduzione degli sprechi e dei favoritismi alla cattiva politica».

CAMILLO D'ALESSANDRO (DL):«D'ALFONSO NON DESTABILIZZA»

«La candidatura di Luciano D'Alfonso a segretario regionale del Partito Democratico è frutto di una consolidata disponibilità all'azione politica per il territorio che lo ha visto da sempre impegnato in prima persona nel mondo istituzionale e politico abruzzese. Va intesa come risposta chiara data alla necessità avvertita dalla coalizione di far crescere un nuovo soggetto politico su altrettanto nuove basi di collaborazione e confronto con le forze politiche e le istituzioni abruzzesi.
Condivido con il presidente Del Turco l'idea che sia necessario sostenere l'azione riformatrice della Regione Abruzzo, azione fino ad oggi possibile perché c'è stata una condivisione di responsabilità che ha coinvolto l'intera maggioranza in Consiglio Regionale.
Appare strano accreditare l'indirizzo riformatore dell'azione della maggioranza nella sola attività di Giunta quando ci sono 27 consiglieri che la stanno sostenendo non solo approvando in aula i provvedimenti proposti, ma difendendoli anche sul territorio assumendoci ogni responsabilità. Per questo sostenere D'Alfonso non significa in alcun modo avviare un processo di destabilizzazione, perché i fatti dimostrano il contrario».

DE LAURENTIIS (UDC):«SPETTACOLO SCONCERTANTE»

«E' sconcertante lo spettacolo offerto ai cittadini abruzzesi dai dirigenti del Partito Democratico impegnati solo in uno scontro verticistico per accaparrarsi posizioni di rendite all'interno del futuro organigramma». Lo ha dichiarato l'onerevole Rodolfo De Laurentiis (Udc).
«I dirigenti del Pd», ha affermato il parlamentare abruzzese, «non ha dimostrato in questa vicenda alcuna attenzione verso i problemi della nostra Regione. In questo scontro», ha aggiunto, «il presidente Del Turco non ha mostrato alcuna sensibilità istituzionale, non esitando a coinvolgere in tale scenario l'istituzione che rappresenta. Quando», si chiede De Laurentiis, «il governo della Regione proverà ad occuparsi della tante problematiche che stanno a cuore degli abruzzesi?».

BUONTEMPO (AN)«DEL TURCO E' DISTRATTO DA ALTRO»

«Ieri ha minacciato le dimissioni come forma di ricatto per la mancata designazione di un suo uomo – l'assessore regionale ai trasporti Tommaso Ginoble - quale candidato alla guida della futura segreteria provinciale del Pd, oggi le ritira perché accontentato. No, caro Del Turco, così non va». Non usa mezzi termini Teodoro Buontempo, presidente de La Destra, secondo cui: «il presidente della Regione Abruzzo dimostra così di prendersi gioco delle istituzioni». «Non è più possibile – continua Buontempo – che quest'uomo continui a guidare l'Abruzzo. E' troppo impegnato a dirimere questioni di politica interna alla sua coalizione per prestare attenzione alle emergenze che l'Abruzzo è costretto a fronteggiare quotidianamente».

DI STEFANO (AN): «TANTO TUONÒ CHE… NON PIOVVE»

«Ormai il governatore – sottolinea Di Stefano – usa la minaccia delle dimissioni un giorno sì ed uno no ed ogni pretesto è buono per ripetere la stanca litania del “me ne vado” già vista altre volte; di nuovo c'è solamente che, questa volta, si è superato ogni limite di decenza: le istituzioni sono state usate come cassa di risonanza per un dibattito che, alla fine, interessa solo due partiti e mezzo e che, al resto degli abruzzesi, inizia a dar noia se non fastidio».
E poi c'è l'Omnibus: «questa nenia sulla legge approvata in Consiglio è ormai intollerabile: ci spieghi Del Turco perché quella fa scandalo e gli staff regali – “artisti” compresi – del presidente della giunta no, perché quella è un uso improprio delle risorse pubbliche e la pletora di incarichi co.co.co. non lo è, perché i soldi ai comuni non si possono dare e all'ambasciatore abruzzese a Bruxelles, invece, 7.500 euro al mese sono ammessi ed, infine, se la Omnibus è una vergogna, l'incarico ad Abruzzo Engineering a Quarta cos'è?».

11/09/2007 14.21

DE MATTEIS: (IDM)«GRAVE STRUMENTALIZZARE LE ISTITUZIONI»

«E' grave che abbia strumentalizzato le istituzioni, e segnatamente la giunta, utilizzando come arma di ricatto la minaccia di dimissioni all'interno della vera e propria lotta in seno al costituendo partito democratico, col risultato di spaccare in due il partito di colui che potrebbe “oscurarlo”, Marini.
Infine una nota sul PD: ancor prima di nascere è già morto, pieno di rancori, scontri, faide e fuori dalla realtà difficile della nostra regione. Più che un partito nuovo bisognerà ribattezzarlo PD: Partito Decrepito».