Piano Regionale dei Rifiuti. Uil:«utile per colmare i gravissimi ritardi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una valutazione complessivamente positiva, quella della Uil, sulla proposta del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, perché «pur scontando i gravissimi ritardi del sistema Abruzzo, potrà avviare finalmente un processo di modernizzazione in questa cruciale attività».

ABRUZZO. Una valutazione complessivamente positiva, quella della Uil, sulla proposta del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, perché «pur scontando i gravissimi ritardi del sistema Abruzzo, potrà avviare finalmente un processo di modernizzazione in questa cruciale attività».

Organizzare il settore in quattro Ato provinciali costituisce «un utile accorpamento di competenze», sostengono Roberto Campo e Ugo Buffone del sindacato, «che dovrà aiutare il conseguimento degli obbiettivi di ristrutturazione e riorganizzazione del settore, riportando a gestione unica tutti i servizi che attualmente si occupano, spesso in maniera frammentata, disordinata ed incontrollata, della, raccolta, dello smaltimento e del trasporto dei rifiuti solidi urbani».
Ma la Uil crede che la proposta debba essere solo l'inizio di un processo che non si deve limitare al risultato del contenimento dei costi, ma deve riuscire a offrire ai cittadini abruzzesi servizi efficienti «con tariffe più basse e nel pieno rispetto dei vincoli di compatibilità ambientale».
«Ogni Ato», sottolinea Buffone, «dovrà elaborare un programma che preveda la riduzione della produzione dei rifiuti e il forte incremento della quantità e della qualità della raccolta differenziata, ricordando che partiamo da una dato drammaticamente basso (15,7%) e che entro il 2009 il non raggiungimento della quota del 60% comporterà pesantissime tasse a carico dei cittadini».
Particolare attenzione «scientifica, economica, sociale ed ambientale» dovrà essere posta nella realizzazione di strutture di stoccaggio, di discariche e di impianti di smaltimento (inceneritori), in stretta correlazione con il raggiungimento di obbiettivi significativi di incremento della raccolta differenziata.
«E' innegabile», chiude il segretario regionale Campo, «che il settore accusa punte di forte criticità, vuoi per la incertezza interpretativa di normative nazionali e regionali, vuoi per la carenza di politiche coraggiose da parte dei Comuni, vuoi per le reazioni della cittadinanza, spesso alimentata da strumentalizzazioni politiche di parte, nell'impedire la realizzazione di strutture di stoccaggio e di smaltimento a costi contenuti».


19/07/2007 9.42