«Arrivi a Pescara un distaccamento della Dia»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. A chiedere che venga istituito anche nel capoluogo adriatico un distretto investigativo antimafia è Lorenzo Valloreja di Sfl, Innovazione Europea che ha scritto una lettera al ministro degli Interni Giuliano Amato, a quello della Giustizia Clemente Mastella e per conoscenza anche al ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.
«Prima di noi», ricorda Valloreja, «anche il compianto Onorevole Nino Sospiri si fece carico di portare questa importante istituzione nei luoghi dove realmente la malavita opera. Ma da allora nulla si è mosso».
Nella lettera ai ministri l'esponente di Sfl sottolinea come sia ormai «provata l'esistenza di un sistema "Abruzzo" che vede coinvolti in un rapporto morboso la politica con la malavita e la finanza. Un'unione che ha generato scelleratamente malaffare e clientelismo, speculazione edilizia e squallore esistenziale».
Il rappresentante del movimento politico cita poi le inchieste Fira e Ciclone, ma anche «le due auto saltate in aria a Pescara nelle ultime settimane, l'usura, la prostituzione, lo spaccio di droga, la speculazione edilizia, una crescita abnorme del numero degli sportelli bancari, l'aumento incontrollato di una popolazione di pregiudicati e di residenti coatti, unitamente alle lussuose auto detenute da chi risulta nulla tenente, sono l'inchiesta che mai nessun giudice ha finora iniziato».
«Io chiedo che la Dia», chiude Valloreja, «oltre che essere all'Aquila, venga distaccata anche nel capoluogo adriatico, Pescara, la città che quanto mai in Abruzzo è crocevia si di sviluppo e speranze, ma anche di malaffare. Il nuovo Tribunale di Pescara ha molti locali attualmente inutilizzati che sarebbero in grado di ospitare una simile struttura»

19/07/2007 9.34