Acque agitate, polemiche infinite sull’Aca: protestano i dipendenti chietini

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sono passati alcuni giorni dalle polemiche sulle analisi dell’acqua: contiene oppure no sostanze che semplicemente non dovrebbero esserci? La risposta della classe politica tuttavia non ha portato a certezze per il cittadino comune (che beve acqua del rubinetto) e così è passata come semplice schermaglia politica tra due frange incompatibili dello stesso schieramento.


ABRUZZO. Sono passati alcuni giorni dalle polemiche sulle analisi dell'acqua: contiene oppure no sostanze che semplicemente non dovrebbero esserci? La risposta della classe politica tuttavia non ha portato a certezze per il cittadino comune (che beve acqua del rubinetto) e così è passata come semplice schermaglia politica tra due frange incompatibili dello stesso schieramento.

E tra un bicchiere e l'altro si alimenta la polemica sull'Aca, infinita pure questa, ma senza soluzione ormai da anni: scrostare certi privilegi si sa è molto difficile così tutti rimangono al loro posto e continuano ad incamerare stipendi d'oro per giunta rimanendo responsabili (direttamente o indirettamente) di aumenti delle tariffe, di disservizi legati alla mancata erogazione e (fino a prova contraria) di sospetti sulla completa genuinità dell'acqua.
Ieri l'intervento dei sindacati sull'argomento che hanno preteso chiarezza.
Oggi però su quell'intervento si registrano le dichiarazioni di Carlo Costantini (Idv) che in qualche modo bacchetta una certa parzialità dei sindacati.
«E' giusto occuparsi di chi ha avuto un posto di lavoro, pur se rigorosamente senza concorso e sulla base di una scientifica selezione clientelare», dice Costantini, «piu' giusto sarebbe stato, tuttavia, occuparsi prima delle centinaia di giovani che, seppur piu' preparati e competenti, questa possibilita' di lavoro non hanno avuto, semplicemente perche' lontani dai "centri di potere". Anche la qualita' di personale assunto al di fuori di ogni parametro "meritocratico" e/o "professionale" potrebbe essere, infatti, alla base dei continui disservizi a danno degli utenti e dei consumatori».
«E' giusto», continua il deputato di Idv, «occuparsi della presenza di esponenti della società civile nei centri decisionali dell'ACA S.p.a. per garantire tutele e qualita' del servizio; piu' giusto sarebbe stato, tuttavia, dare voce a chi lamenta inutilmente da tre anni il mancato rispetto della legge regionale 23/04, che alla societa' civile, ai rappresentanti degli enti locali, alle associazioni sindacali, degli imprenditori, ambientaliste e dei consumatori affida per gli stessi obiettivi di tutela la direzione dell'Osservatorio Regionale sulla gestione del Servizio Idrico, con compiti e funzioni che, se attivati per tempo, di certo avrebbero impedito che tutto cio' di cui discutiamo di verificasse. Bene, quindi, rappresentare oggi il disagio dei lavoratori e dei consumatori abruzzesi; meglio - quantomeno la prossima volta - occuparsi prima di una situazione che in tanti avevano previsto con quattro anni di anticipo e che forse, con un po' di buona volonta', poteva essere risparmiata agli abruzzesi».

Intanto sale l'allarme lanciato dal portavoce dei dipendenti dell'acquedotto comunale di Chieti, passati in comando all'Ato-Aca fino al 31 dicembre 2007.
«Il futuro dei lavoratori dell'acquedotto» ha dichiarato Liberato Aceto (Udeur)– «va tenuto in considerazione in vista di qualsiasi scelta di carattere organizzativo. Occorre una riflessione approfondita prima di dare per definitivo il passaggio all'Aca delle ventidue unità lavorative interessate. I sindacati hanno più volte richiesto di praticare un transito volontario con incentivo e soprattutto di verificare a fine anno la situazione di bilancio dell'Aca. Non dobbiamo dimenticare, infatti, della situazione debitoria che interessa l'ente in questione e della riforma regionale del sistema idrico integrato volta a ridurre sia gli sprechi dell'acqua che quelli della sua gestione, che l'Assessore Regionale Mimmo Srour ha già portato all'approvazione in Giunta. E' in quest'ottica», aggiunge il consigliere regioanle,«che deve essere inquadrato il passaggio di ulteriori unità lavorative, poichè eventuali interventi di riorganizzazione generale dell'Aca si riflettono anche sulla pianificazione del lavoro. A maggior ragione in un momento in cui si parla di riforme degli enti della Regione Abruzzo che potrebbero stravolgere il panorama attuale, viene da chiedersi se una siffatta operazione di trasferimento di unità lavorative verso enti di cui non conosce il futuro, possa essere opportuna ed efficace. Per cui nel prossimo mese di ottobre» – ha concluso Aceto – «al tavolo di confronto tra parte pubblica e sindacati, tutti i principali attori saranno chiamati a scelte responsabili che non possono prescindere dalle preoccupazione dei dipendenti dell'acquedotto di Chieti, specie se sono fondate e meritevoli di attenzione».

19/07/2007 9.13