Di Pietro:«Noi di Idv firmiamo il referendum anche se forse ci faremo del male»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una firma per promuovere il referendum sulla legge elettorale che potrebbe anche cancellare per sempre l’Italia dei Valori. Nonostante il rischio serio anche il ministro delle Infrastrutture ieri è venuto a Pescara a promuovere l’iniziativa per cancellare la legge elettorale del governo Berlusconi (ma che nemmeno il centrosinistra ha intenzione di modificare). Tra le altre cose la legge prevede in capo ai segretari di partiti di scegliere i rappresentanti del popolo togliendo agli elettori il potere di mandare in Parlamento i candidati che hanno preso più voti.
«Forse mettiamo una grossa ipoteca su Idv», ha detto ieri Di Pietro, «Significa che facciamo sul serio. Questo referendum vuol dire andare oltre l'Italia dei valori, perché anche noi siamo destinati a essere assorbiti».
Di Pietro era ufficialmente a Pescara per la presentazione nella città abruzzese del cd "Falcone e Borsellino, il coraggio della solitudine", edito da RaiTrade e dedicato ai due giudici uccisi dalla mafia nel 1992.
«Sappiamo - ha affermato l'ex giudice di Mani Pulite – che per raccogliere 700mila firme per il referendum, necessarie per andare in sicurezza, ci vuole tanta gente che si sacrifica sabato e domenica. Noi - ha affermato - ne abbiamo già raccolte un milione contro la legge 'salva Previti'. Oggi stiamo contribuendo in silenzio come formichine in 100 città. Il 24 luglio prossimo, cascasse il mondo - ha aggiunto Di Pietro -, noi insieme a Segni, ad Alemanno, a rappresentanti di partito di destra e di sinistra che hanno avuto il coraggio di guardare oltre se stessi, andremo a depositare le firme».

Come avvenne a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, «lasciati soli come magistrati», secondo il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, oggi «si sta verificando un altro isolamento, quello della magistratura che sempre più viene criminalizzata».
«Quella morte - ha affermato Di Pietro - si è verificata perché Falcone e Borsellino sono stati lasciati soli come magistrati e, quindi, il potere criminale sapeva di poterli colpire in quanto si era creato intorno a loro un isolamento».
Oggi «é importante ricordarli - ha proseguito - perché si sta verificando un altro isolamento, quello della magistratura che sempre più viene criminalizzata. Certo oggi non li ammazzano i magistrati, ma proprio perché li considerano addirittura inoffensivi».
Secondo Di Pietro, «qualsiasi cosa facciano i magistrati, poi «c'é la solita legge che, con l'amnistia e l'indulto, con la depenalizzazione e una criminalizzazione del magistrato di turno, finisce per far passare gli imputati per impuniti e i giudici per imputati».

16/07/2007 9.35

L'AQUILA. SANTANGELO (AN):«POSSIAMO FARCELA»

«Inoltre, dopo una lunghissima gestazione il Consiglio dei Ministri ha partorito un ddl sui costi della politica frammentario, riduttivo ed in larga parte illusorio. Si sfiora infatti il ridicolo, pretendendo di regolamentare per legge l'uso dei telefonini e di cancellare le circoscrizioni nei comuni con meno di 250.000 abitanti, finendo per chiudere i microfoni aperti sul territorio, i gangli più ricettivi delle istanze e dei bisogni dei cittadini». E' quanto dichiara Salvatore Santangelo di An di L'Aquila.
«Questi sono solo provvedimenti di facciata. Bisogna invece procedere senza indugio sulla strada delle riforme istituzionali e in primis sulla modifica della legge elettorale che tanto incide in termini di frammentarietà del quadro politico di riferimento, di governabilità e stabilità e quindi in termini di spesa pubblica».
«Bisogna fare molto di più sul terreno della trasparenza - prosegue Santangelo - e sul terreno delle garanzie dei canali di partecipazione alla politica. E' necessario introdurre il riconoscimento giuridico dei partiti, un regolamento che disciplini le attività di lobby, mentre sui costi della politica bisogna introdurre un tetto al numero degli assessori e dei membri del governo».
«Il raggiungimento del quorum è a portata di mano - conclude - ma da oggi, fino al 23 luglio, ogni giorno dovrà essere un Referendum day su cui An con i suoi consiglieri comunali garantirà uno sprint finale perché il referendum rappresenta la risposta migliore alla crescente sfida dell'antipolitica».

16/07/2007 16.11