Una giornata di studio per la riforma degli Ato

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Una giornata di studio per esaminare il progetto di riforma degli Enti d’Ambito (Ato) e del Sistema Idrico Integrato, è quanto hanno organizzato i capigruppo di opposizione al consiglio regionale per il prossimo 23 luglio nella sala Michetti di palazzo dell’Emiciclo.
E' questo un modo per «supplire al lavoro della maggioranza – secondo Giorgio De Matteis, Idm – impegnata in questo periodo ad accapigliarsi sulle nomine e sulle poltrone da assegnare».
Il centro destra vuole insomma fare un'opposizione costruttiva, aprire una nuova stagione e lanciare la sfida alla Giunta sui temi caldi del governo regionale. Oltre all'acqua l'opposizione ha annunciato di voler dedicare giornate di approfondimento anche ad altri argomenti: sanità, rifiuti e trasporti.
Nel corso dell'incontro si esaminerà lo stato di avanzamento dell'accordo di programma (Apq), la gestione del sistema idrico integrato ed il relativo progetto di legge, e si discuterà infine del futuro dell'acqua in Abruzzo.
La riforma delle Ato, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore Mimmo Srour, prevede la riduzione a quattro enti, e ricalca secondo De Matteis, la proposta di legge formulata dal centro destra nel 2001 «allora il centro sinistra si oppose alla riforma, ed ora propone una legge che segue lo stesso tracciato da noi».
Il centro destra non si oppone alla riforma delle Ato, «ma il vero problema è la gestione del sistema idrico integrato. E' di ieri la notizia che l'Ato di Pescara-Chieti ha aumentato i costi dell'acqua a carico dei cittadini – ha detto Nazario Pagano, Fi – il vento è cambiato, gli elettori si aspettano risposte da noi, che alle prossime elezioni, ci candidiamo ad essere la nuova classe dirigente della Regione».
Anche Fabrizio Di Stefano, capogruppo di An, critica la riforma delle Ato, che farebbe «acqua da tutte le parti».
«La Giunta – ha detto – non può continuare a gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica sui temi importanti».
Ancora critiche sulla riforma dell'Aptr, che secondo il centro destra non porterà ad alcun risparmio (il compenso del direttore generale, 140.000 euro, coprirebbe quello dell'intero cda) e sul piano sanitario regionale, che sarebbe stato redatto senza logica.
Alla giornata dedicata alla riforma del sistema idrico è stato invitato anche Srour, e vi prenderanno parte gli enti d'ambito, Anci, Uncem, Upi, le società di gestione, i sindacati ed esperti del settore.

Mara Iovannone 13/07/2007 8.55