«Una centrale a biomasse e pannelli solari per energia più pulita»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un progetto concreto per migliorare la situazione energetica dell'area metropolitana di Pescara, «andando a sfruttare quelle che sono le fonti rinnovabili a disposizione del nostro territorio». Lo ha inviato alla segreteria del sindaco D'Alfonso Sfl, innovazione per Pescara.
Le proposte sono due, spiega Lorenzo Valloreja: «la prima consiste nella costruzione di una centrale municipale a biomasse, la seconda nella promozione dei pannelli fotovoltaici a livello domestico».
Le centrali a biomasse utilizzano lo stesso sistema dei termovalorizzatori ma il combustibile utilizzato per produrre energia è molto diverso; «sebbene infatti le centrali a biomasse utilizzino di solito gli scarti della lavorazione del legno, degli allevamenti e delle colture», spiega Valloreja, «possono anche utilizzare come combustibile il biogas, prodotto derivante dalla fermentazione dei rifiuti solidi urbani».
Per entrare nel dettaglio, la proposta prevede appunto di ubicare una centrale a biomasse di ultima generazione dove un tempo era in funzone la vecchia discarica di Pescara, oggi in disuso ma comunque lontana da unità abitative. «L'impianto riuscirebbe a sviluppare una potenza di 50 MWh giornalieri e funzionando per termini di legge all'80% per garantire la necessaria manutenzione, arriverebbe a produrre 14600 MWh netti annui». Considerando che il consumo domestico annuo per la città di Pescara è di 118800 MWh, la costruzione di un tale impianto «inciderebbe del 12,285% sul consumo domestico garantendo considerevoli risparmi sulla bolletta dei cittadini; aggiungendo il fatto che la centrale sarebbe municipale, gli utili della centrale finirebbero direttamente nelle casse comunali, consentendo di alleggerire il carico fiscale sulla popolazione».
Un ulteriore beneficio di questo tipo di centrale è di fornire anche energia termica per il riscaldamento delle abitazioni.
C'è da dire inoltre che una centrale a biomasse consumerebbe come combustibili i rifiuti solidi urbani convertiti in biogas, andando a risolvere il problema dello smaltimento e garantendo quindi anche un piccolo risparmio sulla TARSU.
Per la parte dei costi, una centrale da 50 MWh costa 7.500.000 € e, contando che mediamente una centrale di quelle dimensioni ha un utile annuo medio di 750.000 €, il costo di una centrale di questo genere verrebbe ammortizzato in 10 anni.

I PANNELLI SOLARI

Un ulteriore incentivo all'utilizzo di fonti rinnovabili, sebbene non della stessa potenza delle biomasse, è quello dell'utilizzo dell'energia solare. «Diversi studi hanno però dimostrato che questo tipo di energia è molto più utile se prodotta e consumata in loco, rispetto alla produzione in una grande centrale solare». Se Pescara iniziasse questo tipo di progetto, assicura Valloreja, «riusciremmo senza dubbio a produrre molta energia elettrica che, anche in questo caso, costituirebbe un sensibile risparmio per gli utenti».
13/07/2007 7.15