Sanità. Atri: il sindaco si dimette dal Comitato ristretto

Alessandro Biancardi

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ATRI. La Giunta regionale ha deliberato un finanziamento pari a 814 mila euro per la realizzazione di strutture ambulatoriali nell'ospedale di Atri, da destinare alla libera attività intramuraria. Nel frattempo però il sindaco Paolo basilico polemicamente lascia il comitato ristretto dei sindaci per protesta.
L'assessore, Tommaso Ginoble, sul finanziamento della giunta dice che «è il segno di una costante attenzione del Governo regionale verso le realtà decentrate e verso i temi della salute. Sono interventi strutturali - ha detto ancora - che hanno l'obiettivo di adeguare i mezzi alla qualità professionale degli operatori sanitari e che, nello stesso tempo, si muovono sulla linea tracciata di territorializzare la medicina, offrendo ai cittadini servizi sempre più qualificati. Con questo intervento - ha concluso Ginoble - si spera di poter mettere la parola fine al vuoto chiacchiericcio sulla paventata chiusura del presidio ospedaliero».
Non la pensa così il sindaco di Atri Basilico che oggi rassegna le sue dimissioni dal comitato ristretto dei sindaci.
Il Comitato è un organo di indirizzo politico - amministrativo a cui spetta, tra le altre cose, la definizione, nell'ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l'impostazione programmatica dell'attività della ASL, la verifica dell'andamento generale ed, inoltre, contribuisce alla definizione dei piani programmatici trasmettendo le proprie valutazioni e proposte al Direttore Generale ed alla Regione.
«In qualità di componente di tale organo», ha detto Basilico, «in questi anni ho esercitato tale ruolo e prerogative evidenziando, in più circostanze, quelle che erano le problematiche sia generali della ASL di Teramo che del nostro Presidio, producendo atti formali (delibera del Consiglio Comunale n. 4 del 15.02.2007), documenti sull'attività svolta e numerosissime lettere senza ottenere alcuna risposta o la individuazione di soluzioni adeguate. L'attuazione del Piano regionale di riordino dei posti letto e l'adozione dell'atto aziendale, con il quale sarà rideterminato il nuovo assetto organizzativo aziendale - strumenti importanti non concertati, nonostante le mie osservazioni e le forti preoccupazioni - avranno conseguenze certamente negative per il nostro nosocomio, stante il ridimensionamento o addirittura la soppressione di alcune strutture, senza tener in alcuna considerazione i dati delle attività svolte che dimostrano la grande capacità dell'Ospedale di Atri di attrarre e di soddisfare, con alto grado di professionalità ed adeguatezza, la domanda di assistenza ospedaliera, ambulatoriale, diagnostico-strumentale e di laboratorio della popolazione del comprensorio aziendale e limitrofo».
Per Basilico dunque si tratta di «una eutanasia annunciata» che porterà l'ospedale di Atri ad un lento ed inesorabile declassamento.
«Il Comitato Ristretto dei Sindaci non ha mai incontrato da parte delle Autorità Regionali e gestionali una vera attenzione a quanto espresso nella sua collegialità», sostiene il sindaco, «delegittimando tale organo e rendendo impraticabile qualsiasi forma di dialogo e collaborazione, esautorandolo di quelle funzioni che la legge gli attribuisce e che andavano, invece, rispettate e valutate. Ciò porterà, inevitabilmente, ad una “lotta” tra poveri, a danno di quell'utenza che, quotidianamente, noi Sindaci siamo chiamati ad ascoltare, senza alcuna possibilità di soddisfarne le legittime aspettative».
Per questo le dimissioni di Basilico sono da considerare irrevocabili.
11/07/2007 12.05