Amicone (Udc)«Tutte le bugie di Del Turco e del fido Quarta»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1474

Amicone (Udc)«Tutte le bugie di Del Turco e del fido Quarta»
ABRUZZO. Sarà il caldo ma in tempi di agitazione della sanità, dei capricci per le poltrone dell’Aptr, gli altri per cercare di far sparire qualche carica superflua e super-pagata il clima politico torna ad infuocarsi. E così il capogruppo Udc, Mario Amicone ritorna sul suo argomento preferito: la Del Turco & Quarta Story. E anche se da una parte Amicone sostiene che «commentare le uscite del presidente della Regione è fiato o incostro sprecato» non si astiene e scrive, scrive… (noi almeno non sprechiamo né l’uno né l’altro). PACE(AN):«PROGRAMMA DISATTESO SU TUTTA LA LINEA»  LA VIGNETTA DI GIO
«Il duo monopolizzatore è diventato inaffidabili per aver finora detto e fatto sempre il contrario di quanto dichiarato il giorno prima e modificato gli obiettivi alla giornata secondo la convenienza politica e personale del momento. Dalla legge sullo Spoil System», ricorda Amicone, «con la quale, per un corso nuovo della politica, si dovevano eliminare anzitempo gli amministratori degli Enti regionali nominati dal centrodestra perché clientelari, per far posto ai nuovi managers con spiccate professionalità e non espressi dai partiti («gli enti appartengono ai cittadini e non ai partiti», dichiarava Del Turco ) ci siamo ritrovati, oltre ai 6 assessori esterni tutti segretari regionali dei partiti della coalizione, tutti i trombati di sinistra nelle varie elezioni a fare gli amministratori di enti regionali e con i bilanci di questi ultimi tutti in rosso per eccesso di contenzioso conseguente allo Spoil System ed eccesso di consulenze».
Anche dalla grande pulizia da fare alla sanità, secondo Amicone, sarebbe rimasto poco.
«Abbiamo i managers importati da fuori Regione e dai rispettivi partiti», dice Amicone, «e ci siamo ritrovati le tasse aumentate, il debito sanitario che cresce quotidianamente nonostante i numerosi tagli e chiusure di reparti e sale operatorie in diversi ospedali della Regione».
«Dalla L.R. n.77 del 12 dicembre” istitutiva di maggiori tasse Irpef e Irap” che dichiarava decaduti tutti i membri dei Consigli d'Amministrazione dei vari Enti da sostituire entro 45 giorni con riduzione di numero e indennità, solo dopo qualche giorno, il 28 dicembre, con la L.R. n.47 venivano revocate le decadenze e si stabiliva il termine perentorio del 30 giugno per provvedimenti legislativi di razionalizzazione dei costi della politica. Il 30 giugno, approfittando della bagarre DS e Margherita per l'Aptr, il Presidente Del Turco e Quarta con una grande furbata, allo scopo di recuperare a capo della giunta il potere di nomina negli enti strumentali che nel frattempo il nuovo Statuto attribuiva al Consiglio, illustrano una nuova proposta che prevede un unico Direttore generale al posto dei Consigli d'Amministrazione».
«Qui», prosegue Amicone, «la faccenda diventa veramente ridicola e la schizofrenia espone il Presidente ad una figuraccia imperdonabile nei confronti del Consiglio a serie responsabilità nei confronti della legalità e della Corte dei Conti: viene, infatti, tracciato da Quarta un identikit dell'ipotetico Direttore generale che dovrà essere in possesso di un esperienza almeno quinquennale di direzione tecnica e o amministrativa e dovrà essere inoltre in possesso del diploma di laurea. Credo», aggiunge Amicone, «che a nessuno ormai sfugge che questi requisiti sono contestati da sempre a Quarta che ha assunto il ruolo di segretario generale della presidenza e di presidente e amministratore delegato d'Abruzzo Engeneering e che Del Turco ha sempre sostenuto di fronte al Consiglio ed all'opinione pubblica che i citati requisiti non sono obbligatori perché Quarta è comunque bravo così com'è anche senza il “Dottore” di cui comunque continua a fregiarsi».
«L'augurio è», conclude Amicone, «che Del Turco e la sua maggioranza ci dicano in via definitiva se sono veramente interessati a proseguire la riduzione dei costi della politica seguendo un progetto definitivo su cui discutere se veramente disobbligato dagli impegni presi con i Partiti cominciando a scegliere i futuri managers o Direttori Generali, Quarta compreso, seguendo scrupolosamente il criterio della professionalità e non dell'appartenenza partitica o politica».

06/07/2007 11.51

PACE(AN):«PROGRAMMA DISATTESO SU TUTTA LA LINEA»

«Dall'insediamento della giunta Del Turco ad oggi nessun cantiere di opera pubblica di respiro regionale è stato aperto- lo ha affermato l'On.le Giovanni Pace nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Pescara-.Tutti i lavori attualmente in corso sono quelli attivati nella passata legislatura».
«Il programma del centro sinistra affrontava il tema del potenziamento e dell'ammodernamento delle infrastrutture, quello di una nuova politica industriale e dell'innovazione, il superamento degli squilibri territoriali.- continua Giovanni Pace – Comunque la si pensi su quel programma, esso è stato disatteso e ci siamo fatti carico noi di colmare le inadempienze di chi governa la nostra regione».
«Su ricerca,innovazione e trasferimento tecnologico ,la Giunta Del Turco si è fermata alla consulenza data a Giovanni Vincentelli ed Alleanza nazionale ha presentato da circa un anno una proposta di legge sulla materia.La maggioranza di centro sinistra non è stata in grado di presentare uno straccio di proposta di legge finalizzata a sostenere le politiche per l'innovazione».
«Sulla velocizzazione della Pescara Roma, - afferma l'esponente di Alleanza nazionale- l'unica novità da assegnare alla giunta Del Turco è quella dell'azzeramento del tavolo tecnico triangolare Governo-Regione-Abruzzo RFI, che aveva il compito di monitorare tutte le fasi riguardanti la redazione del progetto stesso fino a pervenire all'apertura dei cantieri passando per l'approvazione. La Giunta Regionale è silente nel merito ed è stata ancora una volta assente quando nei mesi scorsi è stato presentato in parlamento ed approvato il piano di impresa 2007-2011 delle Ferrovie dello Stato spa: l'Abruzzo però non viene affatto citato e non viene nemmeno considerato come regione strategica per i collegamenti».
«Altra nostra iniziativa è stata quella di presentare una legge riguardante le aree interne e i piccoli comuni con l'intento ovviamente di pervenire al risultato del riequilibrio territoriale che si ottiene in lunghi periodi.. Tanto per capirci nel corso del precedente quinquennio gli interventi riguardanti le zone interne sono stati pari a 4,8 miliardi di euro, l'85% del totale degli investimenti pubblici ed al netto delle grandi opere realizzate con la legge obiettivo».
07/07/2007 10.33