Termovalorizzatore, «l'assessore Sciocchetti non sa di cosa si sta parlando»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Non ci sarà nessun termovalorizzatore a Casoni», aveva annunciato qualche giorno fa Mirta Sciocchetti, vice sindaco e assessore all'ambiente del Comune di Chieti, rispondendo alle preoccupazioni dei cittadini.
Ma oggi il coordinamento della Base di Chieti torna all'attacco: «noi non abbiamo mai parlato di un termovalorizzatore in costruzione a Casoni ma di quell'impianto di trattamento meccanico e biologico (TMB) che là si sta effettivamente costruendo».
Che l'impianto di Casoni sia finalizzato alla costruzione del Combustibile da rifiuti «lo dice anche il cartello esposto sul luogo dei lavori», assicura La Base, «se il vice sindaco avesse fatto una passeggiata nel territorio, avrebbe potuto leggere con i suoi stessi occhi come in quel cartello non si parli di recupero dei materiali ma di produzione di combustibile da bruciare».
Il coordinamento poi aggiunge che il piano regionale dei rifiuti «ritiene molto probabile la costruzione del termovalorizzatore a Chieti e non solo nel caso della realizzazione di un inceneritore per ambito territoriale (ATO), ma anche nel caso di un solo termovalorizzatore per tutta la Regione, dal momento che Chieti presenta le caratteristiche di minore distanza da tutti i costituendi Ato abruzzesi».
«I punti contestati nella bozza del Piano sono essenzialmente tre», spiega Cristiano Vignali della Fiamma Tricolore, «l'obiettivo di recuperare solo il 55% dei rifiuti totali entro il 2011;il ricorso agli impianti di produzione di Combustibili da Rifiuti ( CDR ) con il conseguente utilizzo in cementifici o in termovalorizzatori; la mancanza di azioni concrete per incentivare il riutilizzo dei materiali .
Pertanto, il Comune di Chieti, è anch'esso responsabile di questo progetto che vuole trasformare Chieti, oggi nella “ Pattumiera ” e domani nel “ Cimitero ” d'Abruzzo ( a causa dell'emissione da parte dell'inceneritore - termovalorizzatore di sostanze nocive per l'ambiente, per la salute delle persone e degli animali, come le pericolosissime diossine e le nano polveri ), perché nonostante abbia partecipato alla conferenza aperta, agli incontri pubblici e alla conferenza di servizio, non ha presentato alcuna osservazione per impedire la costruzione del Termovalorizzatore e non ha vigilato affinché venisse effettuata la raccolta differenziata secondo quanto previsto dalla legge».

28/06/2007 10.27