Contributi ai Partiti: promemoria a buon rendere

Alessandro Biancardi

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ROMA. Contributi ai partiti: quanti sono e chi li dà, lo sappiamo: c'è una legge che obbliga a rendere pubblici i dati (anche se ottenerli non è sempre facile e non sono sul web -viva la trasparenza). Perchè un privato dovrebbe dare soldi a partiti o a politici per aiutarli nelle spese delle estenuanti campagne elettorali? Questa è una domanda a cui non è facile rispondere ma che sta alla base delle regole della nostra democrazia. Perchè una ditta dovrebbe privarsi di 20mila euro, per ipotesi, e consegnarli al probabile futuro amministratore locale o parlamentare?
La risposta più facile e semplice potrebbe essere: «credo nella politica e voglio sostenere il mio partito».
Niente di più legittimo.
Si potesse contribuire anche alle spese della propria squadra del cuore ci sarebbero un numero imprecisato di famiglie sul lastrico in più... al cuor non si comanda.
Ma perchè allora dalle carte saltano fuori imprese, grandi e piccole, grossi gruppi industriali che finanziano più partiti politici, anche di diversi schieramenti?
Che cosa spinge un imprenditore a togliere fondi importanti dal proprio bilancio e ad i propri investimenti?
Una incognita lagalizzata bella e buona questa, che lascia molti dubbi ed alimenta troppi cattivi pensieri.
Ma si sa, si fa presto a pensare male anche se poi... ad ogni modo se qualcuno vuole chiarirci maggiormente le idee siamo a disposizione come sempre.
E così è grazie ai regali, nel vero senso della parola (perchè tali cifre non prevedono nulla in cambio), di generosi capitani di industria che il politico della città piccola e grande, abile comunicatore nonchè venditore, strappa offerte che serviranno per il suo battage pubblicitario, serviranno a tappezzare la città di splendidi faccioni, fino a convincere il cittadino a spendere il proprio voto proprio per lui.
Eccolo allora finalmente il cittadino votante che entra in scena, sconoscendo però la provenienza del denaro del suo beniamino ed i vincoli di amicizia, conoscenza, vuoi solo di gratitudine che ci sono dietro e a monte.
Così sono in molti a contribuire e posare "euri" sonanti nella mano stesa del politico con sorriso a 36 denti; ognuno si regola a seconda di coscienza e portafoglio.
Di seguito riportiamo solo gli esempi più macroscopici ma di attività imprenditoriali che finanziano l'uno e l'altro schieramento ce ne sono molti anche se le cifre sono a volte non così "importanti".
Di sicuro merita un cenno la società dei fratelli Giatti di Santa Maria Maddalena di Rovigo che pur di supportare il partito in cui credono (la Lega Nord) hanno dato 60 euro, ma loro ci tenevano a dare un apporto... oppure, chissà, non vedevano l'ora di sviaggiare il petulante emissario che aveva già bussato una ventina di volte... vallo a sapere.


2006: I GRANDI PARTITI


E siccome il nostro è un Paese pieno di contraddizioni i dati te li danno, ma stampati e non su supporti informatici, dove sarebbe più facile e semplice fare molteplici ricerche ed estrapolare maggiori informazioni. Magari anche più semplice per ottenerli inviandoli via mail.
Così scopriamo che tra l'associazione Coscioni, i Radicali, lo Sdi e La Rosa nel pugno c'è un vorticoso giro di denaro da far perdere l'equilibrio.
La Rosa Nel Pugno ha così versato nel 2006 all'associazione Luca Coscioni 242.500 euro ma, a sua volta, ha ricevuto dalla medesima associazione 4 versamenti per un totale di 650mila euro.
I Radicali italiani hanno dato alla Rosa nel Pugno 650mila euro, mentre lo Sdi ha dato sempre alla Rosa nel Pugno 1,275 milioni di euro in 5 rate.
Infine il Partito Radicale transnazionale ha avuto 4 versamenti dalla Rosa Nel Pugno di 700mila euro.

Curiose le decisioni di Forza Italia di finanziare altri partiti della coalizione come versare 80 mila euro alla federazione dei Verdi-Verdi, gli ambientalisti e animalisti ma di destra, e poi dopo più di un mese altri 51.404,60 euro per spese di propaganda elettorale.

Ma il partito del Cavaliere sembra essere piuttosto generoso anche con la Dc (135mila euro ad ottobre, a febbraio 2007 altri 85.406).
Inoltre, 350mila euro li ha dati ai Riformatori liberali. Mentre al Nuovo Psi e Dc ha elargito ben 2milioni di euro… e qui è chiaro prevalgono ragioni di coalizione.

Poi ci sono i grandi gruppi come Autostrade Spa di Roma, che a pioggia hanno versato nel solo 2006: 150 mila euro ad An, alla Margherita 150mila euro, a Fi 150mila euro, al Comitato per Prodi 2006 150mila euro, ai Ds 150mila euro, 150mila euro alla Lega Nord. All'Udc 150mila euro, 50mila euro ai Popolari Udeur.
L'imprenditore inviso a Berlusconi, Diego Della Valle, si è "vendicato" con 100mila euro alla Margherita e parrebbe solo a loro… un amore sincero.

Gian Marco Moratti , marito di Letizia, ha fatto tre versamenti da febbraio a dicembre 2006 al Comitato Letizia Moratti per Milano in occasioni delle amministrative: 1,2mln di euro il primo, 3,7mln il secondo, 165mila euro il terzo. Totale 5,065 mln. Ma non manca altro versamento a tale Letizia Brichetto (1,150 mln)che altri non è che la stessa moglie candidata a sindaco di Milano.

Poi c'è una serie di politici che contribuiscono di tasca propria all'equilibrio finanziario del proprio partito.
C'è Emma Bonino che nel 2006 ha versato 164mila euro alla Rosa nel Pugno ma anche Capezzone (94mila), Marco Cappato (152mila euro), Sergio D'Elia (94.800).
Francesco D'Onofrio ha versato 100mila + 46.400 all'Udc. Nicky Vendola 60mila euro a Rc della Puglia. Pietro Folena 81.900 a Rifondazione così come Francesco Forgione che ne dà 48.740 .
Poi si scopre che la casa produttrice Film Mauro finanzia per 50mila euro l'Udeur.
Mentre già si sapeva invece che Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore-editore romano padre di Azzurra, la compagna di Pierferdinando Casini, era uno dei maggiori finanziatori proprio dell'Udc con 300mila euro in tre rate.
Clemente Mastella (Udeur) ha invece ricevuto 3mila euro dall'Istituto nazionale tributaristi di Roma mentre la Dc ha finanziato direttamente la cariatide Cirino Pomicino con 174mila euro.

Anche la Snai di Lucca scommette sulla politica con 150 mila alla Margherita, mentre la parente Snai servizi srl Mantova e Snai spa Porcari (Lu) ne versano altri 20mila.

Il Giornale della Agemos srl Roma (organo di informazione dei distributori di tabacco lavorato) ha invece dato 10mila euro a Fi, poco meno del fedelissimo Cesare Previti che invece ne ha dati 12mila.

Ogni partito ha accettato soldi da privati chissà quanti benefattori poi però si sono pentiti del regalo.

Red PdN 18/06/2007 9.18

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