Piano riordino sanità, Mazzocca: «possiamo ancora cambiarlo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, il prossimo 22 giugno sarà a Roma per incontrare il ministro della Salute, Livia Turco e parlare del Piano di riorganizzazione del sistema sanitario regionale e per discutere delle questioni riguardanti il personale delle Asl. Lo ha riferito alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil Abruzzo, ieri mattina, lo stesso assessore che ha anche concordato con i sindacati, per lo stesso giorno 22, la convocazione a Pescara di un tavolo regionale che precederà di qualche ora la riunione al Ministero.
L'intento è quello di redigere un documento congiunto da presentare in sede ministeriale.
Tema centrale dell'incontro di ieri con i segretari sindacali è stato quello dei livelli essenziali di assistenza che anche secondo Mazzocca rappresentano un punto fondamentale del piano di riordino. «Il piano non è immodificabile», ha confermato l'assessore «ma conseguire 600 milioni di euro dallo Stato costituisce la base per la sopravvivenza dell'intero sistema».
«Siamo allo snodo decisivo», ha dichiarato Roberto Campo (Uil Abruzzo): «si tratta di convincere il Governo a non limitare la propria intransigenza al rispetto dei tetti di spesa, ma a preoccuparsi al tempo stesso che l'opera di risanamento avvenga senza mettere in discussione i livelli essenziali di assistenza».
Anche la questione dei Ticket farmaceutici è in questo momento nelle mani del Governo. «Ci è finita per colpa della Regione», sostiene Campo, «che ha introdotto i ticket quando già la spesa farmaceutica era tornata in equilibrio grazie ad una serie di misure di risparmio adottate dallo stesso assessorato».
Sempre ieri si è riunita anche la cabina di regia che vede la presenza dei sei direttori generali delle Asl abruzzesi. L'organismo è chiamato ad elaborare, entro mercoledì prossimo, le delibere sulla consistenza degli organici che poi la Regione dovrà, a sua volta, presentare al Governo nazionale. Inoltre, è stata confermata la ripresa del confronto sul personale nell'ambito delle singole Asl.

I PRECARI DELLA ASL DI PESCARA

A seguito della lettera che i sindaci Ds di Popoli, Emidio Castricone, e Penne, Donato Di Marcoberardino, hanno scritto ai vertici della Regione, la Federazione provinciale della Quercia si è mossa per cercare di dare risposte alla preoccupazione della popolazione sul piano di riordino della rete ospedaliera della Asl di Pescara.
Nella sede della Federazione provinciale si è infatti tenuta una riunione alla quale hanno partecipato i due sindaci, il capogruppo Enzo Imbastaro con una delegazione dei Ds al Comune di Pescara, il presidente della Provincia Pino De Dominicis, il capogruppo alla Regione Donato Di Matteo.
Nel corso della riunione è stato ribadito che i Ds lavoreranno ad ogni livello istituzionale per il mantenimento di servizi adeguati di assistenza su tutto il territorio provinciale, per garantire ai cittadini il medesimo servizio in qualunque luogo siano residenti. È stato ribadito dunque un chiaro «no» al ridimensionamento dei presidi di Popoli e Penne.
L'azione dei Ds sarà portata avanti da un gruppo di lavoro costituito dai sindaci Emidio Castricone e Donato Di Marcoberardino, dal capogruppo alla Regione Donato Di Matteo, dal capogruppo al Comune di Pescara Enzo Imbastaro e dal segretario provinciale Antonio Castricone.
D'altro canto anche Sinistra Democratica (il movimento scissionista dei Ds) sembra in questo caso essere d'accordo con il vecchio partito di appartenenza sostenendo le rivendicazioni sindacali.
«Chiediamo una proroga dei contratti dei lavoratori precari e che si lavori per ripristinare le relazioni sindacali in merito al piano aziendale per la riorganizzazione ospedaliera presentata dalla ASL di Pescara, bruscamente interrotte dalla recentissima delibera della Giunta Regionale che ha richiamato l'Azienda al rispetto tassativo dei vincoli imposti dal Ministero dell'Economia ed invitandola, entro il 20 Giugno, a presentare l'elenco del personale in servizio al 31.12.2007», hanno detto da Sinistra democratica.
In particolare si ritiene che «il ripiano economico imposto dal Governo per coprire i debiti della sanità abruzzese non puo' gravare solo sul blocco delle assunzioni, sul licenziamento dei precari e sul blocco della contrattazione aziendale; oggi molti servizi essenziali sono assicurati dai precari. Il rischio è che nella ASL di Pescara dopo il 30 Giugno vi siano grosse difficoltà nell'assicurare i servizi ospedalieri e territoriali essenziali, con indubbie penalizzazioni per i cittadini; Nella stessa Pescara la Direzione Aziendale, ha già rimandato a casa oltre 200 precari e si appresta a fare altrettanto per altri 300 operatori della sanità (medici, infermieri, etc.), contestualmente con una delibera “sanato” le promozioni di “fine anno” dell'ex manager Cordone, dimostrando così una volontà politica ben precisa».

LE CONTESTAZIONI DELLA CISL

«L'attuale fase di attuazione del Piano di riordino», è intervenuta anche la Cisl, «mostra segnali preoccupanti di caduta dei livelli essenziali di assistenza in tutte le Asl, a danno dei cittadini e dei lavoratori attualmente in servizio in regime di precarietà». La Cisl Abruzzo, confederale e di categoria, nelle diverse riunioni avute con il presidente della Giunta e l'assessore alla Sanità, ha chiesto un confronto costante sulle modalità di gestione del piano stesso.
«Non è accettabile», per il sindacato, che la gestione «venga espropriata dal tavolo tecnico del Governo Nazionale che opera solo su basi contabili e ragionieristiche».
Il Governo Regionale, «deve riassumere tutte le competenze e responsabilità, pur coadiuvato dai tecnici ministeriali, per evitare che l'affiancamento nazionale si traduca in un commissariamento della sanità abruzzese».

15/06/2007 9.43

LA SOLUZIONE DI CASTIGLIONE (AN)

«Una soluzione tampone immediata che dia respiro alle oltre 500 famiglie dei lavoratori precari dell'Ospedale di Pescara e che - nello stesso tempo - dia dodici mesi di tempo al Governo nazionale per attivarsi concretamente e trovare una soluzione definitiva positiva».
Il capogruppo di AN in consiglio regionale Alfredo Castiglione - unico esponente della CDL presente alla riunione tenutasi oggi a Pescara di parlamentari, deputati regionali e amministratori interessati al problema dei "precari" della ASL pescarese - ha proposto di provvedere «nella variazione di bilancio che il consiglio regionale approverà entro fine luglio, ad utilizzare i fondi globali o altri fondi disponibili per fronteggiare questa emergenza».
Il Sen. Legnini si è detto possibilista rispetto alla possibilità che il governo centrale autorizzi la Regione Abruzzo a «sforare il patto di stabilità», ma «in attesa che tale soluzione - tutta da verificare - possa realizzarsi», il capogruppo di AN propone «un intervento concreto della Regione attraverso un forte impegno finanziario nella variazione di bilancio che si appresta ad andare in aula».
«Balestrino - ha detto Castiglione - che ha lamentato con forza la forte penalizzazione della ASL di Pescara nel piano di riordino ospedaliero approvato recentemente da Del Turco e dalla sua maggioranza, non può ridurre la sanità pescarese ad una mera questione di contabilità. Qui ci sono in gioco, oltre al futuro di 500 famiglie, un livello di sanità - quale quello pescarese - che è sempre stato di altissimo profilo. Questo almeno prima dell'avvento del centrosinistra al potere in Regione Abruzzo, sciagura di cui i cittadini rischiano di pagare le conseguenze anche sul piano del diritto alla salute».

15/06/2007 17.58