A sinistra contenti per la verifica, a destra:«Chieti non è ripartita»

Alessandro Biancardi

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A sinistra contenti per la verifica, a destra:«Chieti non è ripartita»
CHIETI. Dopo le dimissioni del vicesindaco Catena e la verifica politica a Chieti l’atmosfera si fa sempre più pesante. Così come si alza il livello di scontro tra centrodestra e centrosinistra.
«Premetto che la necessità di aprire una nuova fase nell'esperienza amministrativa in corso», ha spiegato il senatore Legnini (Ds), «è stata da tutti condivisa; premetto altresì che tale convincimento è scaturito dalle valutazioni sui risultati conseguiti, su quelli non conseguiti e sulle difficoltà oggettive in cui si dibatte l'ente comunale per effetto del mal governo di almeno 20 anni, il Sindaco e la coalizione hanno avviato un lavoro serio e rigoroso che ha già portato a due acquisizioni molto importanti».
I due risultati a cui fa riferimento il presidente del consiglio comunale è la ridefinizione precisa degli obiettivi amministrativi di breve periodo e di quelli da conseguire entro la fine della legislatura, «frutto di una discussione vera ed approfondita fondata su un resoconto ampio ed esaustivo presentato dal Sindaco Ricci».
«Annetto a tale aspetto una grande rilevanza», ha aggiunto Legnini, «considerando che l'intera compagine si è fatta carico di stabilire cosa deve essere fatto , nel prossimo futuro, ascoltando anche le critiche diffuse che vengono dai cittadini di Chieti. Se tali obiettivi, che la stampa conosce, saranno attuati, sono convinto che si potrà registrare un cambiamento profondo nella qualità e nella velocità dei risultati di governo della città».
Il secondo obiettivo centrato con la verifica sarebbe la ritrovata unione della coalizione di centrosinistra.
«Ciò che rimane da definire», conclude Legnini, «è la verifica sulla squadra di governo in rapporto agli obiettivi fissati e all'esperienza sin qui maturata. Non c'è alcuna richiesta di nuove "poltrone" da parte di nessun gruppo consiliare ne ci sono "processi" nei confronti di nessuno degli assessori ( l'ex Vice Sindaco Catena ha deciso di lasciare perché impegnato a tempo pieno in un incarico di partito, decisione che è stata assunta in accordo tra lui e i DS a prescindere dalla verifica ). C'è invece da valutare se in rapporto al nuovo scenario che ci siamo dati unanimemente, sia necessario o meno apportare dei cambiamenti, e io sono convinto che sia necessario farlo, ma ciò lo farà il Sindaco, come da lui stesso dichiarato, con serenità e determinazione ragionando in primo luogo con i singoli assessori e poi con i partiti».
Così la stessa richiesta di azzeramento della giunta formulata dai DS sarebbe in sostanza un «aiuto» al sindaco «nel fare le scelte che sarà necessario fare».

Ovviamente di parere opposto il centrodestra che con Emilia Di Matteo (Fi) attacca sindaco e verifica con un occhio ai risultati ottenuti… «Chieti non è ripartita e non ripartirà».
«Due anni di amministrazione del centro sinistra sono passati invano», ha detto Di Matteo, «incontri più o meno ristretti per azioni innovative di rilancio, una coalizione che sopravvive con una maggioranza non compatta, consiglieri di centro sinistra che sono assenti o se presenti non votano i provvedimenti, poco o nulla del programma elettorale e/o amministrativo di Ricci è stato attuato, pagelle poco edificanti per gli assessori, i tanti, troppi assessori, sottoscrizione di un documento di priorità del Sindaco di progetti dai tempi lunghi di realizzazione e nel frattempo nessuna attenzione alla gestione dei problemi della quotidianità. E cresce il senso di abbandono e di delusione nei cittadini».
Secondo Emilia Di Matteo «competenza e professionalità non si inventano nè si trovano per strada. Non è possibile prendere decisioni, approvare atti e poi dover tornare sui propri passi perchè affrettati e non realizzabili. Le cose che l'opposizione di centro destra ha sempre dichiarato in Consiglio Comunale si sono poi puntualmente verificate. Ed ora il sindaco Ricci vuole aspettare ancora prima di dare impulso all'azione amministrativa; vuole aspettare l'autunno perchè, forse, con la caduta delle foglie pensa che, con la costituzione del Partito Democratico, possano cadere anche le " diverse e confliggenti gestioni politiche della coalizione».

15/06/2007 8.56