"Democrazia diretta e liste civiche": l’incontro del MeetUp Pescara di Grillo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il prossimo 15 giugno, alle 21.30, presso l’hotel Miramare di Città Sant’Angelo, il MettUp di Pescara e Teramo organizzano un dibattito/incontro dal titolo “Democrazia partecipata e formazione liste civiche con principi di Democrazia Diretta”.
Lo scopo dell'incontro, coerentemente con quanto Beppe Grillo sostiene da tempo in merito alla gestione della cosa pubblica, è quello di provare a costituire «delle liste civiche che portino a ripristinare quella dignità elettorale che, con il tempo, è venuta sempre meno», come sottolineato dal comunicato stampa del gruppo. Senza far riferimento a «partiti, ideologie, poteri forti o principi religiosi», quelli di Grillo (come direbbe Vittorio Zucconi) mettono in prima linea la «volontà di fare qualcosa per migliorare le condizioni di vita di tutti».
Trasformare, dunque, l'impegno gratuito e assiduo di tante persone associate nel MeetUp in una concreta azione politica, sotto la forma oramai testata e gettonata della lista civica.
La bocciatura dell'attuale sistema è totale, secondo gli aderenti al MeetUp, che non vedono appunto «nelle istituzioni coerenza o azioni di miglioramento»; la democrazia rappresentativa, in sostanza, è a loro avviso fallita e andrebbe sostituita con un modello diverso, «di democrazia partecipativa». Questo modello, definito anche di “democrazia diretta”, si basa su tre principi fondamentali: partecipazione, trasparenza e mandato vincolato.
Il MeetUp vede nella sintesi di questi tre principi un modello di democrazia per riappropriarsi «dei nostri diritti naturali, per contrastare la logica del profitto, dello sviluppo privo di controllo, della crescita dei consumi e per tornare ad essere gli artefici del nostro destino».
Primaria importanza, all'interno di questa nuova dialettica democratica, viene assegnata all'informazione, strettamente legata ad internet e alla “logica della rete”.
L'accesso alla stessa dovrebbe essere, nell'intento degli aderenti al MeetUp, «libero, per tutti, in ogni luogo, senza limitazioni di carattere tecnico ed economico»: il rischio è infatti che queste tecnologie, valutate data l'importanza come “diritto di nascita”, vengano sottratte alla comunità «e vendute a chi vorrà farne solo profitto».
Come del resto già accaduto per l'acqua, le energie, la salute e tutta una serie di «altri elementi inalienabili da ogni persona (…) che qualcuno, travisando di proposito un consenso, ha venduto al miglior offerente».

Ernesto Valerio 13/06/2007 10.13