Uil: «Il Crel non esiste, ma lo stipendio del suo dirigente sì»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1236

IL CASO. ABRUZZO. Il Crel (Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro), formato da rappresentanti delle parti sociali, è un organo di consultazione della Regione in materia economica e sociale. L'Abruzzo fu pioniere nella sua costituzione nel 1997, ormai 10 anni fa.
Molti dei Crel esistenti o previsti nelle diverse regioni si ispirano anche a quella prima esperienza abruzzese, che nel frattempo da noi è stata abbandonata. La Giunta Pace non volle dare seguito all'esperienza, la Giunta Del Turco lo ha soppresso, con il paradosso però di voler mantenere un posto da dirigente riconducibile al Consiglio, scollegato dalla funzione annullata. Per Roberto Campo della Uil si tratta in definitiva di «un costo originariamente orientato fuori dal "palazzo" che si vuole aggiungere a quelli del "palazzo"».
E la Uil ha fatto una ricerca sulla situazione in alcune altre regioni. L'anno scorso, la Liguria e il Lazio hanno dato attuazione a quanto previsto nei loro nuovi Statuti, istituendo il Crel. Altre regioni hanno previsto nei nuovi Statuti la suaistituzione, dal Piemonte all'Emilia-Romagna, dalle Marche alla Calabria. Vi sono poi regioni che non hanno ultimato il processo di approvazione del nuovo Statuto, ma che intendono comprendervi il Consiglio Regionale dell'economia e del Lavoro, come nel caso della Campania. Ci sono Regioni a Statuto Speciale, che generalmente lo prevedono, dal Friuli-Venezia Giulia a Sicilia e Sardegna, o casi, come quello della Toscana e della Puglia, in cui si è scelta una forma più leggera di organismo, la Conferenza permanente delle autonomie sociali. Vi sono, infine, i pochi casi che non prevedono alcuna istituzione come la Lombardia e il Veneto, Umbria e Abruzzo.
Che giudizio dare dell'esperienza Crel Abruzzo 1997? «Complessivamente positivo», sostiene Campo, «con qualche difetto: avrebbe meritato di essere migliorato, non annullato. Pensavamo ad una più chiara definizione dei ruoli e ad una struttura più snella, focalizzata sulle parti sociali, prevedendo invece per gli enti locali altre sedi».
Tanto più che la legislazione regionale in materia economico-sociale non ha nemmeno cominciato «a colmare le gravi lacune che ci portiamo dietro, dall'innovazione al riordino degli enti strumentali, dei consorzi e dei distretti».
E la Uil oggi invita il governo regionale a due ripensamenti. Primo:
«rinunciare alla nomina del direttore di un organismo soppresso, che realizzerebbe il taglio della sola partecipazione delle parti sociali e il mantenimento di un costo ingiustificato». Secondo: «l'Abruzzo ha bisogno di fare squadra, è necessario che la Giunta corregga la sua scarsa propensione alla partecipazione».


04/06/2007 12.02