Passaggio di consegne a Palazzo Margherita, Cialente si è insediato

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Un Massimo Cialente emozionato e sorridente ha varcato ieri mattina la soglia di Palazzo Margherita, per insediarsi ufficialmente negli uffici del primo piano del Comune. Il nuovo sindaco non ha nascosto la commozione nel salire le scale del palazzo, accompagnato da molti sostenitori, tra i quali la moglie Donatella e il padre Umberto. BONAIUTI MINIMIZZA LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E IL SINDACO LO INVITA IN CITTÀ
«La prima volta che sono stato qui è stata da ragazzino - confessa Cialente - ora le emozioni sono diverse, c'è un senso di responsabilità che non va sottovalutato».
Il passaggio di consegne con il sindaco uscente Biagio Tempesta, che ha accuratamente evitato telecamere e giornalisti forse perché troppo emozionato, è avvenuto in forma strettamente privata, con «due abbracci e un grande augurio di governare nell'interesse della città» ha riferito Cialente. «Gli ho chiesto se questa poltrona fosse veramente piena di spine», ha raccontato il nuovo sindaco, «e mi ha risposto di si».
Seduto alla scrivania (accanto a lui ha detto di volere le foto delle persone più care ed un computer) le prime parole del sindaco sono state : «Cominciamo a lavorare da subito».
Tra i problemi più urgenti ci sono metropolitana, rifiuti, e riorganizzazione della macchina comunale.
«Prima di entrare in Comune ero al telefono con il ministro Bianchi – ha affermato Cialente – dobbiamo mettere su un tavolo al più presto la questione metro».
In seguito si penserà a riorganizzazione gli enti comunali, le società municipalizzate, ad eliminare le consulenze e tutte quelle spese che finora hanno solo danneggiato le casse comunali.
«Credo di essere stato eletto – ha detto Cialente – perchè ho promesso un nuovo modo di fare politica, i cittadini non ne possono più dei vecchi metodi. E' di ieri il messaggio del Capo dello stato Napolitano su un maggior rigore e moralità nella politica, per colmare l'enorme divario che si è creato tra il palazzo e i cittadini. Io cercherò di andare in questa direzione».
Convinto ancora sul numero degli assessori, otto (anche se forse saranno assegnate deleghe sui temi di maggiore attenzione), il sindaco ha già in mente alcuni nomi, visto che il consiglio comunale dovrà essere convocato entro venti giorni, ma non vuole sbilanciarsi sui nomi, perché ancora troppo presto. Prima ci sono ancora gli incontri con i partiti della coalizione.
Cialente ha poi affermato di voler lavorare in stretta collaborazione con il consiglio comunale e con l'opposizione, che si augura sia costruttiva e propositiva. Riguardo la situazione dell'Italia di Mezzo, che all'Aquila ha deciso di restare nel centro destra (dopo la decisione di Follini di far parte del Partito Democratico) Cialente ha detto che «starà a loro trovare il proprio spazio, ma per quanto mi riguarda la loro collocazione sarà nel centro destra».
Spazio anche alle donne, con una ricomposizione di genere, ricordiamo infatti che su quaranta consiglieri è stata eletta solo una donna.
Il sindaco ha poi incontrato i dirigenti e i dipendenti comunali per iniziare ad organizzare la nuova amministrazione.

Mara Iovannone 31/05/2007 8.24

BONAIUTI MINIMIZZA LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E CIALENTE LO INVITA IN CITTÀ

L'Onorevole Bonaiuti (Forza Italia) ha rilasciato delle dichiarazioni alla stampa, minimizzando il risultato elettorale dell'Aquila, definendola sinteticamente una piccola realtà di 50.000 abitanti.
Subito il neo sindaco Massimo Cialente ha alzato la voce: «l' affermazione è offensiva nei confronti di 72.000 cittadini e conferma chiaramente come l'Onorevole Bonaiuti non conosce L'Aquila e non sappia nemmeno che è il Capoluogo della Regione Abruzzo».
Per questa ragione, il sindaco Cialente lo inviterò in città: «gli farò conoscere le nostre bellissime realtà ambientali, architettoniche, culturali, scientifiche e industriali, uniche nel loro genere.
In questo modo, potrà rendersi conto di quanto la sua lapidaria e sprezzante osservazione sia stata del tutto fuori luogo».
La gravità di quanto ha sostenuto Bonaiuti, secondo l'esponente dei Ds «è il segno più tangibile del marcato disinteresse che il centro destra, a tutti i livelli, ha avuto per L'Aquila in tutti questi anni.
Del resto, solo quando la Casa delle Libertà è andata via dal Governo, è stato possibile mettere mano seriamente alla crisi industriale dell'Aquilano, andando a risolvere materialmente molti problemi».




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