Di Felice replica alla collega Musa: «lavoro unicamente per la mia città»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. L'assessore Emidio De Felice replica alle accuse mosse dall'assessore Musa: «ho la coscienza a posto». Al suo fianco si schierano anche i consiglieri Alfredo Caccamo, Giuseppe Menè e Ermanno Falco.

L'assessore parla di «accuse gratuite» e assicura: «ho sempre lavorato con impegno, passione e dedizione, unicamente per la mia città». «Non ho lavorato», assicura, «per il mio tonrnaconto personale, nè per conto terzi, ma solo ed unicamente per il bene comune». Sull'accusa di essere troppo assente fa parlare i numeri: «ho una percentuale di frequenza pari al 75%». E a chi sostiene che ostacoli l'esecutivo risponde: «non ho accettato passivamente alcune scelte, e ne sono orgoglioso e convinto. Se mettere il veto significa dire a chiare lettere quello che si pensa, è vero, ho messo un veto. Mi sono permesso di dire, insieme ad altri tre consiglieri comunali, Caccamo Alfredo, Menè Giuseppe e Falco Ermanno, che la rivisitazione del PRG, in questo momento, non può essere considerata una priorità per la città di Montesilvano».

«La sua stesura», continua l'assessore, «richiede una serie di attività propedeutiche che richiedono tempo, riflessione e lavoro accurato: ad esempio, mi riferisco, al piano traffico, al piano acustico, che tra l’altro deve essere depositato per 60 giorni, per le eventuali osservazioni, la relazione geologica, nonché il monitoragggio e la regolamentazione dei fossi di scolo, oltre che la valutazione ambientale strategica. Inoltre, in questo momento di congiuntura economica, nella nostra città, ci sono circa 2.000 appartamenti invenduti e circa 200/300 che stanno per andare all’asta, a causa della grave recessione che sta colpendo tutti indistintamente, non riuscendo, in molti casi, a far fronte agli impegni di mutuo presi con le banche».

«Dello stesso mio parere», continua Di Felice, «sono anche altri esponenti politici, tra cui il gruppo consiliare dell’Udc come anche il presidente del Consiglio Vittorio Catone. La mia non è una voce fuori dal coro». In merito alla kermesse di Reggio Calabria, l'assessore assicura che quest'anno «non è stato speso un euro; un’associazione si è fatta carico di tutta l’organizzazione e le spese. La Giunta, dopo varie resistenze, ha dato soltanto il patrocinio, concesso, tra l’altro, a tutti coloro che ne fanno richiesta».

Per quanto attiene, invece, il discorso dell’abbassamento della Tarsu, «sono ancora convinto che si poteva fare». «Parlo con il buon senso di un “padre di famiglia” dicendo che la maggioranza ha ostacolato un po’ questo traguardo, quando il 5 agosto 2011 ha proposto e votato un emendamento circa l’aumento del costo dello smaltimento dei rifiuti per € 330.0000; poi, con l’equilibrio di bilancio del 30 settembre 2011 sono state recuperate somme in entrata per € 370.000, relativamente alla raccolta rifiuti».

Ma l'assessore è stato accusato anche di essere bramoso e volersi ergere a paladino della giustizia: «se essere bramosi», replica, «significa non rinunciare alle proprie prerogative e alla propria indipendenza, rivendicate ed esercitate non in proprio, ma in nome e per conto di quei cittadini che si riconoscono nei valori dell’onestà, del rispetto e della serietà dei loro rappresentanti istituzionali, allora sono anche bramoso».  

 16/11/2011 11.19