Rapinatore di banca senza scrupoli arrestato quasi due anni dopo

Alessandro Biancardi

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PESCARA.  I carabinieri hanno arrestato il presunto responsabile della rapina messa a segno a febbraio 2010 ai danni della Banca dell'Adriatico, in via Tiburtina, a Pescara.  *RAPINE E PIZZO: DUE SENEGALESI FERMATI DAI CARABINIERI

Il malvivente aveva agito armato, con un coltello da cucina. Durante la rapina un uomo, un funzionario dell'istituto di credito, era rimasto ferito. A disporre l'arresto e' stato il gip a seguito delle indagini svolte dall'Arma.

Il presunto autore della rapina all'epoca dei fatti era minorenne ed e' stato arrestato su disposizione del gip Silvia Reitano su richiesta del pm presso la Procura della Repubblica dei minori dell'Aquila Antonio Altobelli. Il rapinatore non solo ferì gravemente un cassiere ad una mano con il taglierino, recidendogli i tendini della mano ma prese anche in ostaggio un'impiegata per farsi aprire la porta della banca e le puntò l'arma alla gola, trascinandola verso il bussolotto che era stato bloccato.

 In questo modo riuscì ad allontanarsi dalla banca con il bottino, pari a 7.000 euro. L'uomo ferito e' rientrato da poco a lavoro e ha subito 5 interventi chirurgici. I carabinieri sono risaliti alla sua identita', nonostante indossasse il passamontagna, grazie a una impronta palmare, avendo agito a mani nude. Il giovane, della provincia di Bari, era arrivato a Pescara in trasferta e con lui c'era un complice che lo attendeva in macchina e che non e' stato ancora identificato. Ilpresunto rapinatore è gia' ristretto in una casa di accoglienza in Puglia per reati contro il patrimonio e tentato omicidio, dove gli e' stata notificata la misura cautelare. I militari, coordinati da Claudio Scarponi e Eugenio Stangarone, hanno sottolineato la violenza con cui ha agito il giovane di fronte a impiegati e clienti della banca.

15/11/2011 15.34

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RAPINE E PIZZO: DUE SENEGALESI FERMATI DAI CARABINIERI

MONTESILVANO. Due senegalesi sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto dai carabinieri della Compagnia di Montesilvano per il reato di rapina e concorso in estorsione. Le vittime dei due sono prostitute. Uno dei due, Modou Ndiaye, di 26 anni, e' stato fermato nella notte nei pressi della pineta mentre tentava un approccio con una prostituta romena.

 La donna ha riferito ai militari che nei giorni scorsi il senegalese, insieme con un connazionale, ha chiesto a lei e ad altre due "lucciole" di versare dieci euro al giorno per ottenere la protezione durante l'attivita' svolta dalle donne in strada. Successivamente, sempre nella notte, e' stato fermato dai carabinieri, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, anche il complice di Modou, Ibrahima Fall, di 18 anni, che avrebbe minacciato verbalmente la prostituta 34enne per ottenere il versamento giornaliero. Singolarmente gli stranieri avrebbero preso di mira anche altre due prostitute romene, sempre per vedersi pagare il pizzo, e quando non riuscivano nel loro obiettivo rapinavano le donne. I due sono in carcere, a disposizione della magistratura.

15/11/2011 15.35