Antenne San Silvestro, riparte lo sciopero della fame e della sete

Alessandro Biancardi

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Antenne San Silvestro, riparte lo sciopero della fame e della sete
PESCARA. La sensazione dei cittadini è quella di essere stati presi in giro dalle istituzioni. Le promesse fatte non sono state portate a termine e adesso «si sta solo perdendo tempo».

Un capitano della Finanza, Mariano D'Andrea 57 anni, un vigile del fuoco, Enio Salle 47, e la proprietaria di un negozio, Fabiana, 30 anni. Lei ha perso il padre di tumore e da anni abita proprio sotto l'antenna di Canale 5. Loro tre da questa mattina cominceranno lo sciopero della fame e della sete per tornare a chiedere certezze sulla delocalizzazione definitiva delle antenne da San Silvestro. Anche perchè l'unica riunione realmente attesa dai residenti della zona non è stata ancora fatta, «nonostante il sindaco Mascia», racconta Brunella Di Lizio, delegato del Comitato e presidente dell’Associazione Anti Antenne «il 25 luglio l'aveva annunciata per il 29 settembre». Si tratta in pratica dell'incontro tra Comune, Regione, Authority e Ministero in cui si sarebbe dovuto escludere definitivamente il sito di San Silvestro. Una riunione in cui si sarebbe chiusa per sempre la partita.

Il rischio che le antenne restino lì dove sono, adesso, senza quell'ultimo atto formale, sarebbe ancora concreto anche in vista del digitale terrestre che dovrebbe approdare tra 6-7 mesi. Solo allora, sostengono i residenti, «gli amministratori si sveglieranno da questo torpore e si accorgeranno di non avere alcuna alternativa perchè l'off shore non sarà pronto, dal momento che non stanno effettuando e concretizzando i lavori. Allora ci diranno: restiamo a San Silvestro. Questo rischio ci sarà fino a quando non si escluderà questo sito dai siti idonei. Ma questa esclusione non arriva, questa riunione, che per noi è fondamentale, non si sa quando si farà».

Il sindaco, che nei giorni scorsi è andato nel quartiere, ha spiegato che i ritardi dell'incontro non sono da attribuire alla responsabilità del Comune e i cittadini lo hanno capito ma contestano il fatto che «solo quando Mascia ha saputo che stiamo per scendere in piazza e stiamo organizzando lo sciopero della fame e della sete ha annunciato che si metterà subito in contatto con Roma. Il giorno dopo hanno stanziato ulteriori fondi per lavori sulla piattaforma. Ma ci rendiamo conto a chi stiamo in mano noi?», domanda la signora Di Luzio. «Dobbiamo stare sempre con la psitola puntata perchè loro non fanno niente. Stanno soltando traccheggiando per perdere tempo e per noi perdere tempo può essere fatale».

I tre che inizieranno lo sciopero, che per il momento non saranno assistiti da un medico, si peseranno una volta al giorno. «Sa perchè?», dice la signora Brunella. «Perchè», si risponde, «il governatore Chiodi una volta mi disse ''signora, per lo sciopero della fame non è mai morto nessuno''. Facciamo vedere a queste persone che noi siamo seri. Si peseranno giorno per giorno e vedranno.... Questa volta siamo veramente incazzati». Lo sciopero verrà sospeso solo quando sarà fissato questo famoso appuntamento a Roma.

La rabbia di questi giorni si aggiunge anche alla sfiducia: «come facciamo ad essere fiduciosi?», commenta ancora Di Luzio. «C'è una sentenza del Tar che non viene recepita, abbiamo la legge e non c'è il rispetto della legge. Lei lo sa che la legge dice che non bisogna superare i 6 volt metro e le misurazioni a casa mia dicono che ci stanno 11 volt per metro? Come facciamo a essere sereni? Siamo indignati, ma non come quelli che se la sono andata a prendere con le persone comuni, io me la prendo con loro (le istituzioni, ndr). Se succede qualcosa a mio marito non so che cosa farò».

a.l. 14/11/2011 11.59