Spoltore, sospetto inciucio. Gli ordini del Pdl: «seguire il Pd su City Moda»

Alessandro Biancardi

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Spoltore, sospetto inciucio. Gli ordini del Pdl: «seguire il Pd su City Moda»
SPOLTORE. Certo che fa strano immaginare un esponente del Pdl (consigliere a Pescara) cercare di frenare un suo collega di partito, consigliere a Spoltore, perché le sue interrogazioni nei confronti della maggioranza di centrosinistra sono troppo incisive…* SOSPIRI (PDL):«MAI ORDINI DEL PARTITO SEMMAI AZIONE PERSONALE…»


Eppure è quello che sono riusciti a ricostruire gli uomini della Forestale di Pescara che stanno indagando, coordinati dal pm Gennaro Varone, sulla mega inchiesta di Spoltore che sempre più si rivelerà importante per capire logiche e scenari nascosti della “politica” locale.
Così accade che il consigliere Domenico Lerri (Pdl) decida di cercare di capire per quale ragione il suo collega di Spoltore, Enio Rosini (sempre Pdl), abbia presentato due interrogazioni sull’apertura del centro commerciale City Moda verso il 2009. Due interrogazioni che evidentemente dovevano costituire una grana imprevista per Lerri e l’amico imprenditore Giancarlo Fiore e comunque un grattacapo di cui si doveva fare a meno. Enio Rosini, infatti, aveva, già prima della apertura del centro commerciale, chiesto delucidazioni sull’iter amministrativo e chiesto documentazione. Nel corso di un Consiglio infuocato dell’agosto 2009, dopo alcune settimane dalla apertura, Rosini continuò a chiedere lumi sulla regolarità delle procedure chiedendo di vedere «il certificato di agibilità, i verbali delle ispezioni». In quella occasione il sindaco Franco Ranghelli rispose che era tutto a posto e i documenti erano a disposizione ma che a rilasciare il nulla osta non era stato il Comune ma la Suap.
Rosini evidentemente aveva intuito quello che le indagini hanno poi potuto appurare e cioè che molta della documentazione servita per l’apertura della attività commerciale era falsa, come i certificati di collaudo e le verifiche effettuate, frutto, sempre secondo la procura, di corruzione dei diversi pubblici ufficiali intervenuti a vario titolo.
Ranghelli in quanto sindaco avrebbe riunito «la giunta o il Consiglio comunale per emettere decisioni di assenso in tempi stretti solo per favorire l'imprenditore, consentendo e non impedendo che il centro commerciale aprisse pur essendo evidente che non possedeva i requisiti di sicurezza, la dichiarazione di agibilità e il certificato di conformità alle norme sismiche».
Nell’inchiesta che ha già portato all’arresto dell’ex sindaco, di Marino Roselli e di Luciano Vernamonte figurano molti altri indagati tra cui il comandante della polizia municipale di Spoltore, Enrico Monaco, Nico Lerri, il segretario generale della Provincia di Pescara Fabrizio Bernardini, a seguire alcuni tecnici e collaudatori. Ma la mole di carte che gli investigatori stanno esaminando è davvero ingente per cui non si esclude un ulteriore allargamento dei fonrti della “valanga”.

QUATTRO “AMICI” AL BAR 

L’episodio ancora tutto da chiarire viene riferito agli inquirenti dallo stesso Rosini che racconta di una certa insistenza da parte di Domenico Lerri ad incontrarlo attraverso una terza persona poiché non si conoscevano. L’incontro avvenne al bar di Villa Raspa ''Queen Coffe''. A fare le presentazioni fu Rocco Leonelli che introdusse Domenico Lerri «come consigliere del Comune di Pescara nonché amico di Nazario Pagano». 
In quella occasione Lerri chiese espressamente il perché delle due interrogazioni presentate da Rosini e se c’erano motivi precisi, magari di astio, verso l’imprenditore Fiore proprietario della struttura.
Dopo un po’ all’incontro arrivò a sorpresa proprio Fiore per un colloquio che durò diversi minuti e nel quale, tra le tante cose, disse chiaramente di pensare di aver «garantito anche l’opposizione», cioè il Pdl di Rosini dopo la maggioranza di Ranghelli, e che dunque non si aspettava né comprendeva ora quei bastoni tra le ruote…
Lerri e Leonelli qualcuno li ricorderà anche per aver presentato insieme una originale iniziativa a Pescara: la candidatura di Silvio Berlusconi al premio Nobel per la pace.
Leonelli è presidente dei Circoli “La Discussione” (il giornale di Giampiero Catone passato dall'Udc a Fli e oggi nel gruppo Misto) e qualche mese fa con Lerri insediarono i comitati territoriali “Silvio per il Nobel” poi passato a Fli di Fini e subito fuoriuscito e finito negli “indipendenti”.

UNA SOLA OSSESSIONE: “SENSIBILIZZARE”

Nell’ordinanza del gip Gianluca Sarandrea che rigetta le richieste di arresto avanzate da Varone, però, vengono acclarati numerosi episodi di presunta corruzione.
Tra questi anche il tentativo di Fiore di corrompere («sensibilizzare» la parola più spesso usata) il collaudatore delle opere di urbanizzazione. L'imprenditore affidò il mandato al suo collaboratore per sensibilizzarlo. 
Fiore al telefono parlò con il suo collaboratore e lo incitò ad avvicinare il collaudatore delle opere di urbanizzazione e visto che gli piaceva «a vestirsi… facciamolo venire a vestire subito così ci leviamo sto problema». La procura sospetta che la contropartita per il collaudatore dovesse essere una spesa gratis di abiti nuovi al centro commerciale.
L’imprenditore pugliese Fiore fece qualcosa di più, invece, per il dipendente del Comune di Spoltore, Italo Agresta, che curava le aperture domenicali di Citymoda ed il rilascio delle autorizzazioni al commercio di quella che di fatto è struttura sprovvista di certificato di agibilità. La procura sostiene che per far chiudere un occhio al dirigente comunale Fiore abbia assunto la moglie.
La posta aumenta ancora di più per Nico Lerri che si è adoperato affannosamente per spianare la strada a Fiore anche per sensibilizzare i funzionari della Asl Caponetti e poi ancora con Guerino Testa, Bernardini e Ranghelli oltre che con Rosini. Per Lerri (imprenditore nel settore degli allestimenti commerciali) sono arrivati subappalti che la procura a stimato in almeno 300mila euro.
Più magra la contropartita per l’ex sindaco Ranghelli che dovrà scrollarsi di dosso l’accusa di corruzione anche per aver accettato da Fiore 6 buoni per il centro massaggi quale contropartita, sostiene l'accusa, per far aprire la struttura senza permessi e autorizzazioni. Buoni omaggio anche ad un altro pubblico ufficiale che si sarebbe dovuto accorgere che non tutto era a posto: il comandante dei vigili urbani Enrico Monaco.
L’inchiesta va avanti ed è probabile che continuerà a riservare sorprese come i numerosi appunti sequestrati all'imprenditore Fiore con nomi e numeri di politici da contattare nel caso di bisogno.
Sono proprio quegli appunti a destare maggiore preoccupazione per alcuni politici che rischiano di avere qualche problema per qualche richiesta di troppo, per aver proposto una loro lista di raccomandati o magari per essersi dati da fare per far conoscere l’amico imprenditore Fiore nientemeno che a Berlusconi.

a.b.  14/11/2011 8.15

 SOSPIRI (PDL):«MAI ORDINI DEL PARTITO SEMMAI AZIONE PERSONALE…»

 «Il Pdl come partito non ha mai interloquito con il Pd e non h amai dato ordini di scuderia al proprio responsabile locale che è sempre stato sostenuto nella chiara opposizione al sindaco Ranghelli»

Precia così il responsabile provinciale del Pdl, Lorenzo Sospiri, che non concorda con il titolo dell’articolo poiché dal partito non sarebbero giunti ordini anche se Sospiri precisa che «se ci sono state azioni fatte da persone che sono in passato appartenute al Pdl, sono azioni, qualora illegali da dimostrare, compiute a titolo personale».

«Per questo ritengo sia importante precisare che non vi è alcun nesso tra il partito e la sua direzione con le azioni personali citate nell’articolo per cui smentisco chiaramente anche ogni ipotei di “inciucio”».

14/11/2011 17.15

ROSINI (PDL):«IO UNO DEI POCHI A CONTROLLARE L’AMMINISTRAZIONE RANGHELLI»

 Il consigliere uscente Enio Rosini in una nota tiene a specificare che la sua condotta amministrativa è sempre stata nettamente differente da tutti gli altri e di aver esercitato ampiamente e secondo coscienza il proprio mandato elettorale producendo decine di interrogazioni «forse centinaia» nell’ambito del suo mandato da consigliere di minoranza e dunque delegato al controllo della amministrazione guidata dal sindaco Ranghelli.

Rosini dunque come si evince dal testo aveva creato alcuni problemi a chi invece sponsorizzava l’imprenditore Fiore proprio perché libero e riluttante agli ordini che pure gli erano pervenuti da più parti.

«Sono stato l’unico, assieme ai colleghi D’Intino e Cascini», ha aggiunto Rosini, «a produrre interrogazioni e interpellanze in sede di Consiglio Comunale nell’ambito del diritto-dovere di controllo dell’amministrazione e ho sempre esercitato il ruolo di oppositore nel rispetto del mandato elettorale ricevuto. Bisogno inoltre ricordare che la frase dell’imprenditore Fiore di «aver garantito anche l’opposizione» deve intendersi tenendo conto che in realtà l’opposizione in Consiglio comprendeva anche altri gruppi tra i quali anche quelli passati dalla maggioranza all’opposizione».

TREMANTE (PD)

Per il segretario cittadino del Pd, Giovanni Tremante, «il Sindaco Ranghelli pur essendo al quel tempo iscritto al PD non rappresentava la volontà politica del PD stesso. L'insediamento di City Moda è un fatto amministrativo e non politico, la decisione non è spettata al PD, ma all'amministrazione rappresentata dall'ex sindaco Ranghelli».

14/11/2011 20.16