Sequestri a famiglie Rom "nullatenenti": sigilli a beni per 2,5 milioni

Alessandro Biancardi

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Sequestri a famiglie Rom "nullatenenti": sigilli a beni per 2,5 milioni
PESCARA.  Polizia e Guardia di finanza stanno sequestrando a Pescara immobili, conti correnti e mezzi per importi elevatissimi, cioe' circa 2 milioni e mezzo di euro. (Nella foto: il questore Passamonti ed il procuratore Trifuoggi)

I sequestri preventivi riguardano due famiglie di nomadi pescaresi, Spinelli e Bevilacqua, e uno dei due nuclei - quello degli Spinelli - era stato già interessato (a giugno scorso) da un'operazione della squadra mobile per contrastare i furti agli anziani. L'indagine si concluse con sette arresti.

Le truffe avvenivano sempre nello stesso modo e le vittime veniva avvicinate fingendosi impiegate del Comune, dipendenti delle Poste, assistenti sociali, vecchie amiche di famiglia, addirittura medici ospedalieri.

Erano queste le mentite spoglie sotto le quali l’organizzazione criminale, formata da sole donne, usava presentarsi, con fare rassicurante e confidenziale, presso le abitazioni di persone sole ed in età avanzata, che venivano poi immancabilmente derubate dei risparmi di una vita. Lo scorso giugno sono state arrestate con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione ai danni di persone anziane e sono finite in manette cinque nomadi abruzzesi, già note alle forze dell’ordine.

Nell’ambito della stessa inchiesta si è poi potuto far luce su un giro di usura e su altri fatti di reato.

Questi nomadi, pur risultando sconosciuti al fisco, con redditi nulli, hanno accumulato con attivita' illecite patrimoni ingentissimi e non giustificabili. I pm che si sono occupati delle indagini sono Valentina D'Agostino e Salvatore Campochiaro. Nell'ambito dell'operazione di oggi sono state richieste 11 misure di sorveglianza speciale.

«BENI PROPRIETA' PROVENTO DI REATO»

Secondo la ricostruzione degli inquirenti nessuno dei soggetti colpiti dai provvedimenti risulta aver mai esplicato alcuna attività lavorativa o prodotto dichiarazione dei redditi. Per questo motivo è scattata l'ipotesi che l’ingente patrimonio in loro possesso non possa che essere il frutto delle molteplici illecite attività da questi compiute nel corso degli anni.

L'operazione di oggi è il frutto di una lunga collaborazione avviata negli ultimi anni dall’ufficio misure di prevenzione della divisione di polizia anticrimine della questura e dal nucleo di polizia tributaria del comando provinciale della Guardia di Finanza di Pescara che ha visto intensificare in maniera decisiva le attività finalizzate all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente da parte di componenti di famiglie di etnia rom stanziale tradizionalmente dedite alla commissione di reati di varia natura (furti, estorsioni, usura, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti).

Negli ultimi anni si è data esecuzione a numerosi sequestri e confische di beni nell’ambito di diverse operazioni effettuate dal 2007 in avanti con l’adozione di provvedimenti ablativi per complessivi 15 milioni di euro e misure di sorveglianza speciale per 80 persone.

Il tribunale, anche in quest’occasione, non si è fermato all’applicazione delle misure patrimoniali e, accogliendo le risultanze degli accertamenti svolti e recepiti dai pm Valentina D’Agostino e Salvatore Campochiaro, ha attivato la prevista procedura: 11 le misure emesse di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora (nel comune di Pescara).

La normativa in materia, che in Italia è da considerarsi all’avanguardia, in particolare con le modifiche introdotte dai “pacchetti sicurezza” entrati in vigore nel 2008 e nel 2009, costituisce uno strumento assai efficace per il contrasto alla criminalità comune ed organizzata.

08/11/2011 8.35

I SEQUESTRI

 Tra le case sequestrate c'è quella in via Fonte Romana, una palazzina di tre piani con terreno adiacente (dove vive tutto il nucleo degli Spinelli), che comunque rimarra' per il momento nella disponibilità dei nomadi, fino alla confisca. L'auto è una Grande Punto. Il clan Bevilacqua è stato già colpito da altri sequestri preventivi e si è arrivati alla confisca.

«Questo tipo di attività», ha assicurato il comandante della Finanza Mauro Odorisio, «sarà portata avanti in maniera incessante fino al completo smantellamento dei beni accumulati dai nomadi».

Il questore ha ammesso che il lavoro non è facile ma c'è la voltà di «stroncare» l'accumulo di beni e proprietà. «Siamo sulla strada giusta», ha assicurato Passamonti. «Toccare le tasche di queste persone è ciò che fa più male».

08/11/2011 14.26