La centrale che agita i sonni dei piccianesi tra silenzi e conflitti di interessi

Alessandro Biancardi

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La centrale che agita i sonni dei piccianesi tra silenzi e conflitti di interessi
PICCIANO. Silenzi, tentennamenti, fraintendimenti, interessi molteplici sono gli ingredienti di una vicenda che sta scuotendo un piccolo paesino del Pescarese schierato contro l’attivazione di una nuova centrale termoelettrica.

Picciano e la piccola frazione Piccianello, poco più di 1300 anime, sono in fermento. Da sempre paesini vicini ma nettamente opposti per visioni ideologiche. Ed è sempre stata solo l’ideologia il campo di scontro, mentre ora si schierano tutti uniti, anche gli ex sindaci di destra e sinistra, contro quello che considerano un «ecomostro». A tentennare resta solo l’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Vincenzo Catani.

Striscioni appesi a moltissime finestre, numerose riunioni nei mesi passati e domani anche una manifestazione per dire “no” alla centrale termoelettrica in contrada Le Piane.

E’ soprattutto la colonna di fumo dell’azienda di rifiuti Terra Verde, che ancora si vede in lontananza da Picciano a quasi una settimana dall’incendio, a spaventare i piaccianesi. A convincerli a scendere in piazza e a marciare sabato mattina alle 9 dai giardini di Piccianello fino al Municipio di Picciano. «Tentiamo in questo modo di sensibilizzare l’amministrazione», ha detto Mario Di Marco, già sindaco del paese, «a dire no alla centrale perché in questo momento può farlo».

La manifestazione è organizzata dai cittadini riuniti nell’associazione “Cielo Blu” e nel “Comitato No alla centrale”.  Non mancano i malumori e risentimenti dei cittadini verso l’attuale e la passata amministrazione dell’ex sindaco Marino Marini nella cui epoca tutto ebbe inizio. Ma «nessuno sapeva», ha confessato Marini. Tutto passato in sordina. Possibile?

 ASSESSORE E…PADRE DEL PROGETTISTA

L’impianto della Ecogen srl, già costruito ma non ancora attivato, è un cogeneratore, con motore diesel, per la produzione contemporanea di calore e elettricità che brucia oli vegetali.

Il primo progetto per una potenza di 199 Kw è stato presentato nel luglio 2009 e ha ottenuto il permesso a costruire nell’autunno dello stesso anno dall’ufficio tecnico del Comune. Al timone dell’amministrazione c’era Marino Marini, avvocato che vive per lo più a Roma, ora però fortemente impegnato nella lotta contro la centrale.

«Io non sapevo nulla dell’insediamento», ha detto a PrimaDaNoi.it, «perché non mi fu riferito nulla dall’ufficio tecnico. Poi ho scoperto che l’assessore competente, Tommaso Evangelista, aveva detto all’ufficio tecnico di non avvisarmi perché io ero stato già messo al corrente dallo stesso assessore. Ma così non era. Subito, nel dicembre 2009- ha continuato- ho fatto dimettere l’assessore Evangelista, padre tra l’altro del progettista della centrale». Ora, però, nell’attuale giunta ci sarebbe un altro parente del progettista, a detta dell’ex sindaco Marini.

 LA ECOGEN RILANCIA A 420 kWe

Il mandato del sindaco Marini è finito nel maggio 2011. Nel frattempo l’insediamento è stato realizzato per una potenza di 199 kWe. Su questo progetto pende un ricorso al Tar firmato dall’associazione “Cielo Blu” che ha segnalato tre presunte irregolarità: «mancato rispetto della distanza dalla strada comunale», «mancato rispetto della distanza dalle sorgenti d’acqua», «illegittimità della firma del progettista in quanto geometra e non ingegnere».

Intanto però la Ecogen ha rilanciato e ha voluto aumentare la potenza dell’impianto a 420 kWe. Per farlo ha bisogno dell’autorizzazione unica rilasciata dalla Conferenza dei servizi, composta da Regione, Comune, Arta ed altri enti competenti.

 TOCCA AL COMUNE

Le Conferenze dei servizi del 26 giugno e del 2 settembre 2011, a cui hanno partecipato l’attuale sindaco di Picciano, Vincenzo Catani, rappresentanti della Regione, della Provincia e Anthony Dottore amministratore della Ecogen, hanno espresso parere favorevole (tranne il Comune con una nota) all’insediamento. Ad una condizione, quella che lascerebbe ampio spazio di scelta al Comune. All’amministrazione il compito di autorizzare o meno le strutture fisse esistenti mediante la valutazione della persistenza dei titoli idonei. Tradotto: la Ecogen ha l’autorizzazione per iniziare a lavorare con una potenza di 420 kWe ma il Comune potrebbe bloccare tutto non rilasciando l’autorizzazione per l’edificio.

Ma all’ufficio tecnico chi c’è ora? Lo stesso dirigente che al tempo aveva rilasciato il permesso a costruire. E con quale motivazione ora non dovrebbe rilasciarlo?

Intanto che nel palazzo si pensa alla scappatoia, i cittadini si mettono in marcia per «sensibilizzare il sindaco».

 Manuela Rosa   04/11/2011 13.15