Ecco il nuovo porto di Montesilvano. Il progettista:«o si rispettano i patti o me ne vado»

Alessandro Biancardi

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 Ecco il nuovo porto di Montesilvano. Il progettista:«o si rispettano i patti o me ne vado»
L’INTERVISTA. «Quello di Montesilvano sarà un porto turistico ad impatto zero senza alcuna speculazione edilizia. In caso contrario non se ne farà nulla».

Parla così Vittorio Tarizzo, l'architetto  della società Prim srl (promozione realizzazione infrastrutture marittime) mente del progetto del porto turistico di Montesilvano sin dal 2010.

Non ha dubbi il progettista torinese sulla validità dell'opera da 650 posti barca per una spesa stimata da 90 milioni di euro da finanziare con capitali privati. Parla dei vantaggi, smonta dubbi e perplessità sull'opera e rassicura quanti vedono nella realizzanda struttura “un mostro ambientale”. Intanto l'iter procedurale è avviato, e la società  attende l'ok della Regione  sulla concessione demaniale marittima per l'occupazione di uno specchio d'acqua su cui sorgerà il porto. Aria distinta e composta, sguardo fermo di chi sa il fatto suo. Così l'architetto Tarizzo si presenta all'incontro con PrimaDaNoi.it.

L'ambiente gli è familiare: siamo alla marina di Pescara e attorno ormeggiano numerose barche. E' proprio da qui che prende il via l'intervista e lui spiega come nasce il progetto.

«C'è stata una coincidenza di interessi», confessa, «da tempo avevo messo gli occhi sull'area e  nello stesso periodo alcuni imprenditori privati hanno manifestato le stesse intenzioni. La somma stanziata per la gestione trentennale del porto (al termine della quale la struttura tornerà nelle mani del Comune) è di circa 90 milioni di euro. Lavoreranno circa 25 persone nel porto. Non prometto grandi numeri e voglio restare con i piedi per  terra». Non si sbottona l'architetto sull'identità dei finanziatori privati liquidandoci con un laconico: «a cose fatte usciranno allo scoperto».

Ma perché costruire un altro porto? In Abruzzo non ce ne sono già da tanti (5 porti già esistenti lungo un tratto di costa di 90 km circa a Pescara, Ortona, Fossacesia, Vasto e San Salvo, più altri due in stand by quello di Francavilla bloccato da anni da 162 posti e quello di San Vito Chietino da 300 posti) che potrebbero essere potenziati?

L'architetto scuote il capo. «Non è semplice per una serie di motivi», dice, «prima di tutto non tutte queste strutture sono disposte a  potenziarsi, poi non bisogna trascurare la posizione strategica e pratica di un porto. Chi viene da Roma o da altre città in Abruzzo pensa a Pescara come struttura di riferimento, non certo ad Ortona.  Montesilvano ha un'ottima posizione».

Ma che cosa ne sarà dell' inquinamento, impatto paesaggistico, umano, delle conseguenze delle modifiche idrogeologiche, dei rischi derivanti dal dragaggio, del fenomeno dell'erosione, dell'eccessiva densità dei posti e delle ripercussioni sulle presenze alberghiere e sui posti di lavoro? Insomma come si risponde ai dubbi e dissensi avanzati da politica e collettività?

«I dissensi sono normali», commenta Tarizzo, «ma non c'è motivo di preoccuparsi. Innanzitutto l'intervento proposto non prevede opere vicino alla foce Saline tali da perturbare l'equilibrio dei sedimenti presenti, non sono previsti dragaggi di alcun tipo e sotto nessuna forma, non sono previste opere continue a mare per la realizzazione di viadotto di accesso. I lavori saranno svolti dal mare senza eccessivo inquinamento o traffico via terra. La struttura, poi, essendo sopraelevata e staccata dalla costa (con la quale è collegata da un ponte) non ostacola i flussi di acqua, non va ad impattare le spiagge, grazie alla sua forma frena le correnti».

Quanto poi alle paure degli albergatori che vedono nell'opera una minaccia alle strutture alberghiere presenti, Tarizzo risponde risoluto che «non ci sarà alcuna speculazione edilizia, non si costruiranno attività commerciali che possano mettere in difficoltà gli esercenti della zona».

«Su questo punto sono intransigente», precisa, «sarò un dittatore. Il porto assolverà la sua funzione e non sarà un centro commerciale. Si guadagnerà con la vendita dei posti barca e con la gestione del porto da venti a trenta anni».

Quanto all'iter procedurale l'architetto è in attesa di due autorizzazioni: quella della Regione Abruzzo che gli concederà lo specchio d'acqua su cui costruire (la domanda resterà a disposizione del pubblico e di quanti vogliano muovere delle obiezioni o proporre progetti alternativi dal primo ottobre al 29 dicembre 2011) e della Comunità Europea; dopodichè si passerà ai fatti.

Marirosa Barbieri   03/11/2011 15.19