Il "ciclone" Jessica spazza via i piani dell'area di risulta: Acerbo: «modifiche al Prg?»

Alessandro Biancardi

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area di risulta

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PESCARA. Nei giorni scorsi il presidente della Regione Gianni Chiodi ha annunciato l'arrivo dei fondi comunitari che finanziano interventi sulle aree urbane.

Il nome del progetto è tecnicamente 'Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas' abbreviato nell'acronimo più pronunciabile e grazioso ''Jessica''.

Secondo quanto ha spiegato il governatore ci sarebbe stato un “accordo” sottoscritto con i comuni capoluogo per quattro progetti pilota.

Per Pescara si punta alla trasformazione dell’area di risulta della stazione ferroviaria con un progetto del costo di 107 milioni di euro che prevede la realizzazione di «edilizia direzionale» e di «un parcheggio».

Ma non mancano i dubbi per una zona che era stata già ridisegnata. I primi li avanza il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, secondo il quale «balza agli occhi un evidente contrasto tra quanto enunciato e le previsioni del piano regolatore cittadino vigente».

«Infatti», spiega Acerbo, «la lettera a) dell’articolo 37 delle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G. prevede che tale area va intesa essenzialmente come “vuoto urbano”, dove deve essere prevalente la funzione di parco centrale in superficie e di parcheggi interrati al servizio del centro commerciale naturale esistente e funzionali alla creazione di zone pedonalizzate. Le altre funzioni pubbliche consentite sono quelle relative all’interscambio dei mezzi di trasporto pubblico, possibilmente nel rilevato ferroviario e alla creazione di un “polo culturale comunale”»;

L’articolo 37 prevede che la superficie di 129.000 metri quadrati dovrà per «l'80% essere riservata a verde pubblico», «non più del 10% dovrà essere riservata a spazi per servizi pubblici o d’interesse pubblico e strutture per attività culturali e del tempo libero (teatro, musica, ecc.)» mentre il restante 10% riservato alla viabilità, piazze e spazi d’incontro integrati per l’intrattenimento.

«E' evidente», commenta Acerbo, «che il P.R.G. vigente non prevede destinazioni direzionali nell’area di risulta» e il consigliere denuncia che «non è stato sottoposto all’approvazione del Consiglio Comunale un documento di indirizzi che contenga la previsione di una modifica di questo genere delle previsioni del P.R.G. vigente sull’area strategica più importante della città»,

Per questo l'esponente di Rc chiede di sapere quali siano i contenuti dell’accordo sottoscritto con la Regione Abruzzo e se prevedano l’impegno a modificare le previsioni del P.R.G. vigente.

Dubbi vengono avanzati anche dal partito dei Comunisti Italiani e Sinistra Ecologia e Libertà circolo di Pescara: «le attuali forze di maggioranza, che osteggiarono le iniziative della giunta di centrosinistra in nome dell’interesse pubblico, intendono proporre alla città una concentrazione di uffici in pieno centro?», si domandano.

Il PdCI e Sel ritengono che debba «essere difesa la scelta di fare dell’area uno spazio pubblico che contenga un parco, il teatro comunale e una grande mediateca: dopo aver atteso trent’anni per acquisirlo alla proprietà comunale sarebbe paradossale privatizzarne una parte per restituirla alla speculazione edilizia».

05/10/2010 9.59