«Cordoma ha omesso i controlli su Villa Pini»: anni dopo è ancora polemica

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Nel corso dell'audizione del pool di magistrati composto da Trifuoggi, Bellelli e Di Florio, Ottaviano Del Turco non è stato il solo politico tirato in ballo.

I pm hanno, infatti, ricordato anche il ruolo ricoperto dall'attuale sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, all'epoca dei fatti presidente della Commissione che dovevano valutare e ispezionare le cliniche private. Un posto importante, insomma, nonostante, ha spiegato Trifuoggi nel corso della seduta, fosse «un medico di base senza alcuna esperienza e competenza professionale in materia tecnico amministrativo».

Tanto che la stessa accusa, nelle carte dell'inchiesta di Sanitopoli, ipotizzava proprio che la scelta di persone non competenti (compresa Elisabetta Di Natale, laureata in Lettere) facesse parte di un precisioni piano: nelle commissioni venivano piazzate persone che nemmeno conoscevano le nozioni basilari ed i concetti che risultavano fondamentali per i controlli stessi. Il rischio, nei fatti, sarebbe stato quello di un omesso controllo in piena regola.

Lo stesso Cordoma, interrogato dagli inquirenti, mostrò molte lacune e non gradì la pubblicazione delle sue parole in un nostro articolo del 2008 tanto da presentare una querela ai carabinieri (querela della quale, a distanza di 3 anni abbiamo perso le tracce). Il sindaco disse: «non riesco a ricondurre ad un significato preciso l'acronimo Afo (aree funzionali omogenee, ndr) …. non ero assolutamente a conoscenza degli accreditamenti che avevano le case di cura da me controllate. Quindi non mi sono posto il problema di verificare se la tipologia di prestazioni da controllare rientrasse fra quelle accreditate. Per quanto concerne la Sdo (schede di dimissioni ospedaliera, ndr) posso rispondere brevemente in quanto ritengo che possa essere un codice da associare ad una patologia ben precisa; non ricordo se ho controllato anche le Sdo durante le verifiche. Per quanto concerne il Drg (il sistema di ricovero correlato alla diagnosi, ndr) non ricordo cosa facesse riferimento tale sigla».

«Le ispezioni e dunque erano da considerarsi completamente inattendibili», scriveva il giudice per le indagini preliminari che aveva sottolineato «l'assenza nei due componenti della nucleo operativo di cognizioni minime su cosa dovesse intendersi per Afo, Sdo e Drg o quali fossero le specifiche discipline accreditate per ogni singola struttura ispezionata; le oscure modalità di redazione sottoscrizioni delle certificazioni….» «L'inconsistenza delle verifiche», conclude Di Fine, «evidentemente rientrava proprio nel progetto di realizzazione di un sistema all'interno della sanità abruzzese del tutto svincolato da possibilità di effettivi controlli per essere gestito secondo modalità di totale arbitrio a coloro che ne tiravano le fila».

Tutta la vicenda, come detto è stata ricostruita dai giudici nel corso dell'audizione in Commissione Sanità.

PD: «PERCHE' CORDOMA NON E' INDAGATO?»

Oggi il Pd rispolvera quella vicenda, già trattata decine di volte, e si domanda come sia stato possibile che la procura non abbia inviato nemmeno un avviso di garanzia all’attuale sindaco di Montesilvano.

«La vicenda Cordoma lascia sempre più sconcertati e viene da chiedersi come sia potuto accedere che non abbia ricevuto nemmeno un avviso di garanzia per la vicenda Villa Pini», commenta il segretario provinciale del Pd Antonio Castricone. «Le responsabilità sembrerebbero essere gravi e mostrano anche una grande approssimazione nei controlli, un’assoluta mancanza di perizia nello svolgere la funzione alla quale era stato incaricato. Per non parlare» prosegue Castricone «dell'assoluta inopportunità di svolgere quel lavoro, visto che la moglie era assunta a contratto presso al stessa struttura. Cordoma, quello delle mani pulite, ha saputo generare, su tutti i fronti e su tutte le vicende che lo hanno visto impegnato a vario titolo, dubbi e sospetti, a volte anche gravi sul suo operato. Alla gestione fallimentare di Montesilvano» dice ancora il segretario Pd «bisogna sommare questa vicenda che è la madre dei problemi della sanità in Abruzzo, e servirebbe ricordare che proprio il centrosinistra aveva rimosso quelle commissioni di controllo che non controllavano affatto. Cordoma ne era un componente e quello che faceva pare sia davanti agli occhi di tutti. Cordoma in questi anni ha saputo rappresentare, come nessun altro, esattamente l'opposto di quello che ha predicato».

Tra le carte dell’inchiesta tuttavia per alcuni verbali dei controlli della commissione sarebbe stato accertato che la firma di Cordoma era stata contraffatta.

28/10/2011 16.28