Scontri, accuse e non ricordo: la filovia raccontata fa emergere altre incongruenze

Alessandro Biancardi

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FILOVIA

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IL RESOCONTO STENOGRAFICO. PESCARA. Il caldo confronto tra il presidente della Gtm, Michele Russo e il coordinamento “No Filovia” è durato un’intera mattinata. Non senza interruzioni e dialoghi urlati da parte dei cittadini più vivaci.

Gran pienone di biciclette sul piazzale del Comune, sala consigliare stracolma come ormai di prassi quando si parla di filovia. Molti i politici presenti, alcuni anche di maggioranza. Il vicesindaco e assessore alla mobilità, Berardino Fiorilli, è arrivato tardi per altri impegni istituzionali, quando ormai la sala era quasi vuota. E’ rimasto sulla soglia della sala comunale, invece, il dirigente dell’area tecnica del Comune, nonché direttore dei lavori della filovia (per conto della società Sir), Bellafronte Taraborrelli.

Hanno tenuto banco per tutta la mattinata gli argomenti proposti dal consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Carlo Costantini. Argomenti presi in considerazione, anche se da diverse angolazioni, anche dal presidente della Gtm, Michele Russo, supportato dal Responsabile del procedimento, l’ingegnere Pierdomenico Fabiani. «Questo progetto nasce da un aborto giuridico:», ha spiegato Costantini, «nel 2005, essendo il vigore il Testo Unico per gli Enti Locali, la gestione del Tpl era affidata agli enti locali, ma la Regione non è un ente locale. La Regione ha preso e ha affidato la realizzazione e la gestione alla Gtm, società con socio unico (Regione Abruzzo)». Costantini ha ricordato anche le lettere inviate al tempo ai Comuni chiedendo di impugnare al Tar questa decisione ma nessuno rispose nonostante le sollecitazioni.

«Quegli stessi politici che sono qui», ha ricordato Russo, «a difendervi sono stati sei anni al governo e avrebbero potuto fare qualcosa».

 

Russo ha spiegato, non facendo alcuno sforzo nel mantenere la calma anche quando le pressioni dal pubblico diventano più esplicite, di essere «solo il braccio operativo della Regione», di «dover portare a termine un contratto ed un lavoro», di «essere disposto al dialogo ma non a compiere reati». Reati come quelli che si configurerebbero qualora i lavori venissero interrotti senza una motivazione contemplata dalle leggi, ha spiegato. «Mancano i pareri legali scritti dai vostri consulenti», ha continuato il presidente della Gtm rivolgendosi ai cittadini, «nessuno ha scritto nulla sulla possibilità di fermare i lavori nei termini di legge». Un Russo molto rilassato e disposto al dialogo questa mattina a tal punto da fare un mea culpa- o meglio un’“altrui” culpa sull’operato della Gtm.

«Io non avrei agito così, non avrei protratto così tanto i tempi per un incontro pubblico con la cittadinanza. Ora potete accedere a tutti i documenti sulla filovia e non mi risulta che ci siano state negazioni di atti». Non proprio vero: qualche negazione firmata dalla Gtm c’è stata. Per esempio quella al consigliere Gabriele Di Stefano(Pd) di Montesilvano. Facendo un passo indietro nel tempo, proprio qualche mese dopo il suo insediamento, Russo aveva detto a PrimaDaNoi.it che il progetto esecutivo non poteva essere pubblicato sul sito per problemi di «copyright». Una scusa ora molto in voga quando si chiedono documenti pubblici.

Ma da oggi Russo ha promesso una svolta.

«L’OPERA SARA’ COMPLETATA E UTILE»

E’ stato ribadito più volte e quindi assicurato ai cittadini che la Gtm sta già cercando i finanziamenti («oggi vedrò il ministro Matteoli per assicurare tutto il finanziamento», ha detto Russo) per gli altri lotti mancanti. Ma Augusto De Santis non riesce ad intravvedere questa spinta verso il futuro: «il ponte che realizzeranno sul Saline, dove presumibilmente dovrà passare la filovia per andare a Silvi, non è abbastanza grande. Noi abbiamo già mandato delle osservazioni. Voi?».

Il presidente della Gtm è caduto dalle nuvole ma ha ringraziato per il suggerimento. Stesso atteggiamento di Russo anche sull’argomento “Valutazione d’impatto ambientale” che non c’è. Se l’è cavata davanti alla folla inferocita con un «indagherò». Anche sui campi elettromagnetici ha dichiarato di non sapere nulla.

 LE ALTERNATIVA DI COSTANTINI

 Molti i cittadini che premono per la sospensione dei lavori e che di fatto stanno ottenendo presidiando il cantiere giorno e notte.

«La sospensione è fondamentale solo se funzionale all’obiettivo risolutivo:», ha dichiarato Carlo Costantini, «in primo luogo si potrebbe pensare ad una perizia di variante oppure al recesso dal contratto di appalto con pagamento alla ditta di quanto realizzato e del mancato guadagno per quello che non si è realizzato». Difficile capire a quanto ammonterebbe questa cifra. Fatto sta che per i cittadini sarebbe meglio pagare subito: «ci autotassiamo adesso perché i costi di gestione peseranno di più sulle nostre tasche». «Quale ente si prende la responsabilità di risarcire milioni di euro?», ha ribattuto Russo, «e comunque non sarà il Comune a pagare eventuali perdite».

A CONTI (NON) FATTI

Sull’argomento è intervenuto il consigliere Camillo D’Angelo (Pd): «ho chiesto, quando ero vicesindaco, al presidente della Gtm di firmare un documento in cui di fatto si escludesse il Comune da ogni spesa di gestione. Questa firma non è mai stata apposta». «C’è un piano economico?», ha chiesto la folla a più riprese. «Sì, ce l’ho qui. E’ un documento vecchissimo del 199.. ma possiamo darvene copia», ha risposto Russo. Nell’era del modernissimo filò, della comunicazione veloce, dei siti nuovi di zecca realizzati proprio dall’agenzia pubblicitaria di Michele Russo (Mirus), i documenti devono ancora girare di mano in mano in costosa carta (quando va bene…). Non sarebbe più comodo mettere tutto sul nuovo sito internet così da rendere più agevole la consultazione di tutti i documenti visto che quel sito ha un costo? Nel suo slancio di trasparenza odierna, Russo non deve averci pensato.

E’s tata fatta dunque chiarezza? L’incontro sarà servito davvero?

 Manuela Rosa  05/10/2010

IL RESOCONTO STENOGRAFICO (A cura di Federico Angelini)